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Nelle graduatorie ATA la leva vale 6 punti, non 0,60: la giurisprudenza

Il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo il punteggio ridotto per il servizio militare non in costanza di contratto: ecco cosa cambia dal 2027.

Un anno di servizio militare o civile vale 6 punti nelle graduatorie ATA 24 mesi se è stato prestato mentre si lavorava a scuola, 0,60 punti se è stato svolto prima o fuori da un contratto. La differenza di 5,40 punti all'anno, moltiplicata per i dodici mesi tipici di leva, può valere il salto di decine di posizioni in una graduatoria provinciale.

Due righe nella stessa tabella, dieci volte di punti

Nel bando 2026/2027 avviato con la nota MIM 10009 del 15 aprile 2026, l'allegato con la tabella di valutazione dei titoli ha confermato lo stesso schema delle edizioni precedenti: 6 punti all'anno al servizio militare prestato in costanza di rapporto di impiego (0,50 punti al mese), 0,60 punti all'anno a quello svolto fuori da un contratto scolastico (0,05 punti al mese). È un rapporto di uno a dieci che rende quasi irrilevante un anno di leva prestato dopo il diploma e prima della prima supplenza. Per il collaboratore scolastico che aspira a entrare nelle convocazioni annuali, dove la distanza fra chi lavora e chi resta fuori spesso si misura in meno di dieci punti totali, il peso di quella differenza è concreto: dieci posizioni, a volte più, dentro una provincia media.

La sentenza del Consiglio di Stato cambia il quadro, non la tabella

Il 3 aprile 2025 la settima sezione del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2854, ha confermato in via definitiva che il periodo di leva o di servizio civile obbligatorio deve valere 6 punti all'anno anche se non è stato prestato in costanza di contratto scolastico. Il collegio ha applicato l'articolo 569, comma 3, del Decreto legislativo 297 del 1994, Testo unico scuola, secondo cui il servizio militare di leva è valido a tutti gli effetti nel pubblico impiego scolastico, e il principio dell'articolo 52 della Costituzione, per cui l'adempimento del dovere di difesa della Patria non deve pregiudicare la posizione di lavoro del cittadino.

La stessa linea è stata ribadita con la pronuncia n. 3367 del 2025 e con una serie di decisioni della settima sezione fin dal 2022 (nn. 1720, 3423, 7383 del 2022; 266 e 11235 del 2023). Il quadro giurisprudenziale è ormai pacifico. L'Amministrazione, però, non ha modificato la tabella in via amministrativa e continua a riconoscere il punteggio pieno solo a chi presenta ricorso individuale e lo vince davanti al TAR o al giudice del lavoro. Il risultato pratico è un sistema a doppio binario, in cui chi fa causa ottiene 5,40 punti all'anno in più rispetto a chi non la fa, a parità di servizio prestato per lo Stato.

Cosa controllare prima del bando 2027

L'aggiornamento della graduatoria permanente 24 mesi è annuale e il prossimo bando è atteso per la primavera del 2027. Chi è già iscritto ha interesse a controllare adesso il punteggio pubblicato dall'Ambito territoriale provinciale: se il periodo di leva o di servizio civile risulta valutato a 0,60 punti all'anno, l'unica strada praticata finora è il ricorso individuale. Per capire quando il servizio è considerato prestato in costanza di contratto conviene partire dalla guida di edunews24 al servizio civile durante le supplenze scolastiche.

Chi ha svolto il servizio militare o civile prima di entrare nelle supplenze deve raccogliere il foglio matricolare del Distretto militare o il certificato di servizio civile dell'ente, allegarlo nel fascicolo e segnalare il titolo nella sezione dedicata dell'istanza Polis. Per chi ha già vinto il ricorso individuale negli anni scorsi, l'aggiornamento del punteggio non è automatico: la sentenza passata in giudicato va depositata ogni anno nell'istanza di aggiornamento, altrimenti il nuovo bando riparte dai 0,60 punti e il titolo pieno va riconquistato in sede amministrativa.

Il bando ATA 2027 arriva mentre il comparto discute delle novità sulle posizioni economiche ATA del cedolino di ottobre e del welfare integrato. Finché la tabella non viene riscritta d'ufficio, il carico della prova resta sul singolo aspirante: un passaggio in meno nella burocrazia che diventa, per migliaia di posti di collaboratore scolastico e assistente, un passaggio in meno nella graduatoria provinciale.

Pubblicato il: 7 ottobre 2026 alle ore 12:40