Venerdì 29 maggio in mattinata il Ministero pubblica gli esiti della mobilità per le circa 100.000 domande di trasferimento e passaggio gestite dall'algoritmo. La macchina lavora per fasi sequenziali: prima i movimenti dentro lo stesso comune, poi quelli nella stessa provincia, in coda gli interprovinciali e i passaggi di ruolo. Chi spera di rientrare al Sud o di cambiare regione si gioca la domanda nella Fase 3, che opera solo sui posti residui. I dati dello scorso anno aiutano a misurare quanto sia davvero stretto quel collo di bottiglia.
Il 28% che cambia provincia: la fotografia dell'anno scorso
Nel 2025/26 il Ministero ha soddisfatto 50.338 domande complessive di trasferimento e passaggio, ma i movimenti interprovinciali sono stati il 28% del totale. Tradotto: poco più di 14.000 docenti hanno effettivamente cambiato provincia, contro circa 36.000 che si sono spostati nella stessa provincia o nello stesso comune di titolarità. La percentuale interprovinciale varia per grado: 19,5% all'infanzia, 29% alla primaria, 28% alla secondaria di primo grado, 31,4% alla secondaria di secondo grado. I passaggi di ruolo accolti hanno seguito lo stesso schema, con una quota interprovinciale ancora più contenuta.
La situazione è ancora più sensibile per i docenti soprannumerari. Le regole che governano i rientri e il trattamento delle preferenze tra province possono comportare reintegri d'ufficio quando la scelta delle sedi non viene bilanciata bene: il quadro è riepilogato in condizioni della mobilità per i soprannumerari e rischi di reintegro.
Perché la Fase 3 frena chi cambia provincia
Il contratto integrativo sulla mobilità 2025-2028 firmato il 10 marzo 2026 conferma l'architettura a tre fasi. Nelle prime due si usano tutti i posti a disposizione. Nella Fase 3, che governa i passaggi tra province e quelli di ruolo, scatta invece un accantonamento del 50% dei posti per le immissioni dai concorsi. Sui posti che restano, un ulteriore 25% viene riservato ancora ai ruoli: alla mobilità tra province arriva quindi solo il 25% effettivo delle cattedre già scremate.
Il meccanismo sequenziale aggrava la strozzatura: i posti liberati nella Fase 3 non tornano disponibili per le fasi precedenti. La precedenza per il rientro nella scuola di precedente titolarità prevale su quella della Legge 104/92 personale, e le precedenze per assistenza ai familiari seguono l'ordine figlio, coniuge, genitore. Vuol dire che molti posti vacanti vengono assorbiti già nelle fasi iniziali da chi rientra o da chi assiste un familiare, e ciò che resta a disposizione dei movimenti interprovinciali è solo una piccola parte del totale comunicato dagli Uffici.
Come controllare l'esito e fare reclamo entro il 7 giugno
L'esito arriva sulla mail validata e dentro il portale Istanze on line del Ministero. La pubblicazione dei bollettini ufficiali da parte degli Uffici scolastici provinciali permette di verificare se uno dei posti richiesti è andato a un collega con punteggio inferiore o se un trasferimento dovuto è stato saltato. In quel caso scatta il diritto al reclamo motivato, con eventuale richiesta di accesso agli atti.
Il reclamo si presenta entro 10 giorni dalla pubblicazione, quindi non oltre il 7 giugno 2026. In parallelo, sulle controversie della mobilità l'articolo 17 del CCNI prevede la procedura di conciliazione, con termine di 15 giorni dall'atto considerato lesivo. La richiesta firmata si deposita presso l'ufficio del contenzioso dell'amministrazione e presso l'Ufficio scolastico territoriale.
Lo stesso anno scolastico segna anche l'avvio di nuovi assetti didattici per i percorsi tecnici, descritti nelle novità per gli istituti tecnici dal 2026/2027, che ridisegnano alcune cattedre e cambieranno la mappa dei posti utili nelle assegnazioni provvisorie e nelle utilizzazioni di luglio.
Chi resta fuori dai trasferimenti potrà rientrare in gioco nelle assegnazioni provvisorie e nelle utilizzazioni dell'estate, dove le sedi non assegnate dall'algoritmo tornano disponibili per scelte annuali. Sulle cattedre residue si concentreranno invece le immissioni in ruolo dei concorsi e delle GPS sostegno, con scorrimenti che spesso si protraggono fino a settembre. Per il 2026/27 il calendario del Ministero ha fissato anche gli esiti del personale educativo al 4 giugno e quelli del personale ATA al 12 giugno, due appuntamenti separati che incideranno sul quadro complessivo della scuola al rientro.