Il presidente Sergio Mattarella ha inaugurato l'anno scolastico ad Amatrice, nel decennale del terremoto che colpì il Centro Italia nel 2016, e ha richiamato l'articolo 34 della Costituzione: «La scuola è aperta a tutti». Il discorso si è svolto nell'istituto intitolato a Sergio Marchionne, davanti al ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara e al presidente della Fondazione Agnelli John Elkann. Il capo dello Stato ha scelto un luogo simbolico per parlare di integrazione e coesione sociale.
L'appello all'articolo 34
Nel passaggio centrale del discorso Mattarella ha definito la scuola «la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati». L'obiettivo indicato è «non formare ghetti, non alzare barriere» e superare «i muri della diffidenza e dell'incomunicabilità». Per il capo dello Stato la scuola «è chiamata a produrre coesione sociale», deve «stabilire legami» e «conquistare la fiducia delle famiglie». Il presidente ha citato esplicitamente il testo della Costituzione italiana sul sito del Quirinale, che sancisce l'istruzione come diritto universale senza barriere all'accesso. Al principio costituzionale il capo dello Stato ha affiancato l'invito alle istituzioni a «non recedere» dalle responsabilità «in contesti difficili».
Il contesto politico e la condanna della violenza
Il discorso arriva mentre il dibattito politico discute proposte in direzione opposta. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato un decreto per introdurre il divieto del burqa in classe e un tetto del 30% di studenti stranieri per aula; Roberto Vannacci ha rilanciato l'idea di classi separate e il rifiuto dello ius scholae. Mattarella non ha citato direttamente le due proposte, ma ha ribadito il principio di una scuola aperta e inclusiva, «all'altezza dei tempi nuovi». Il capo dello Stato ha inoltre condannato il «grave episodio» dell'aggressione della professoressa da parte di un tredicenne a Roma e il «bullismo che infierisce sul più debole», richiamando le famiglie alla «fondamentale alleanza con gli insegnanti» e definendo «intollerabili» gli episodi di violenza «ai danni di ragazze» e le pretese di «supremazia e impossessamento». In parallelo è arrivato il messaggio del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, secondo cui «una scuola autenticamente inclusiva è uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace».
La cerimonia ha coinciso con il decimo anniversario del sisma del 24 agosto 2016, che nel cratere del Centro Italia provocò 299 vittime e distrusse gran parte dell'edilizia scolastica del territorio. La scuola intitolata a Sergio Marchionne fu ricostruita grazie ai 6,5 milioni raccolti dall'allora amministratore delegato di Fca con l'asta di una Ferrari messa a disposizione dopo il terremoto. Dialogando con Alberto Angela, il presidente ha invitato gli studenti a «guardare con fiducia al futuro» e ha citato Milan Kundera per mettere in guardia dalla rapidità come «condizione esistenziale», ricordando quanto conoscenza e studio siano «importanti per la vita».