* I nuovi tetti di spesa per l'anno scolastico 2026/2027 * Inflazione programmata all'1,5%: come cambia il calcolo * Riduzioni per i testi digitali e in versione mista * Il margine di flessibilità dei collegi docenti * Cosa cambia per le famiglie
I nuovi tetti di spesa per l'anno scolastico 2026/2027 {#i-nuovi-tetti-di-spesa-per-lanno-scolastico-20262027}
È stato pubblicato il decreto ministeriale del 26 marzo 2026 che definisce i tetti di spesa della dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di primo e di secondo grado, con riferimento all'anno scolastico 2026/2027. Il provvedimento, atteso da dirigenti scolastici e famiglie, aggiorna i massimali sulla base del tasso di inflazione programmata fissato dal Ministero dell'economia e delle finanze.
Il dato più rilevante riguarda il primo anno dei licei, per il quale il tetto massimo di spesa è stato fissato a 346 euro. Si tratta di un incremento contenuto ma significativo, parametrato appunto al tasso di inflazione che il MEF ha stabilito nella misura dell'1,5% per l'anno in corso.
Per chi segue da vicino l'evoluzione dei costi scolastici, vale la pena ricordare che già lo scorso anno il meccanismo di adeguamento aveva prodotto ritocchi analoghi. Chi volesse un confronto con quanto accaduto per il ciclo primario può consultare l'Aggiornamento sui costi dei libri di testo per la scuola primaria nel 2025/2026, che offre un quadro utile sulle dinamiche di spesa anche per le fasce d'età inferiori.
Inflazione programmata all'1,5%: come cambia il calcolo {#inflazione-programmata-all15-come-cambia-il-calcolo}
Il meccanismo è ormai consolidato. Ogni anno il Ministero dell'Istruzione e del Merito adegua i massimali di spesa per i libri di testo sulla base dell'inflazione programmata comunicata dal MEF. Per il 2026/2027, il parametro è stato fissato all'1,5%, un valore che riflette le previsioni macroeconomiche contenute nel Documento di economia e finanza.
In termini pratici, questo significa che tutti i tetti di spesa, sia per la scuola secondaria di primo grado sia per la secondaria di secondo grado, crescono dell'1,5% rispetto ai valori dell'anno precedente. L'adeguamento è automatico e si applica in modo uniforme a tutti gli indirizzi di studio, dai tecnici ai professionali, dai licei classici agli scientifici.
Un ritocco che, preso singolarmente, può sembrare modesto. Ma per le famiglie con più figli in età scolare, ogni euro in più pesa. E il problema non è solo il massimale in sé, quanto la capacità reale del mercato editoriale di contenere i prezzi entro quei limiti.
Riduzioni per i testi digitali e in versione mista {#riduzioni-per-i-testi-digitali-e-in-versione-mista}
Il decreto conferma le percentuali di riduzione dei tetti di spesa già previste dalla normativa vigente per le scuole che adottano testi non esclusivamente cartacei:
* Riduzione del 10% per i libri di testo in versione mista (cartaceo più contenuti digitali integrativi) * Riduzione del 30% per i testi adottati in formato esclusivamente digitale
Si tratta di un incentivo strutturale alla transizione verso il digitale, che tuttavia, stando a quanto emerge dai dati delle adozioni degli ultimi anni, non ha ancora prodotto uno spostamento massiccio delle scelte dei collegi docenti. La versione mista resta di gran lunga la formula prevalente, mentre l'adozione di testi integralmente digitali rimane marginale in molte realtà scolastiche, spesso frenata da carenze infrastrutturali e dalla resistenza culturale di una parte del corpo docente.
Le riduzioni percentuali si applicano direttamente al massimale di riferimento. Nel caso del primo anno dei licei, ad esempio, il tetto scenderebbe a circa 311 euro per la versione mista e a 242 euro per quella interamente digitale. Cifre che rendono evidente il risparmio potenziale per le famiglie, a patto che la scuola opti per formati non tradizionali.
Il margine di flessibilità dei collegi docenti {#il-margine-di-flessibilità-dei-collegi-docenti}
Uno degli aspetti più delicati della disciplina sui tetti di spesa riguarda la possibilità, riconosciuta dalla normativa, di superare i massimali stabiliti dal decreto. Il collegio dei docenti può infatti deliberare, con motivazione adeguata, un incremento fino al 20% rispetto al tetto fissato per ciascun anno di corso.
È una clausola che, nella pratica, viene utilizzata con una certa frequenza, soprattutto nei licei classici e scientifici dove la dotazione libraria richiesta è particolarmente ampia. Per il primo anno dei licei, questo significherebbe un tetto potenziale di circa 415 euro, una cifra tutt'altro che trascurabile.
La delibera del collegio docenti, va precisato, deve essere adeguatamente motivata e rientra tra le responsabilità che i dirigenti scolastici sono chiamati a gestire con attenzione. A tal proposito, per un approfondimento sulle procedure e le scadenze che regolano il processo di adozione, si rimanda all'articolo sull'Adozione Libri di Testo: Nuove Regole e Scadenze per i Dirigenti Scolastici.
Cosa cambia per le famiglie {#cosa-cambia-per-le-famiglie}
Il quadro che emerge dal decreto del 26 marzo non presenta stravolgimenti, ma conferma una tendenza ormai costante: i costi della dotazione libraria crescono anno dopo anno, agganciati all'inflazione, in un contesto in cui il potere d'acquisto delle famiglie italiane resta sotto pressione.
Per i nuclei familiari con redditi più bassi, la spesa per i libri di testo continua a rappresentare un capitolo significativo del bilancio di inizio anno scolastico, soprattutto nel passaggio alla scuola secondaria di secondo grado, quando i massimali raggiungono i livelli più elevati. I contributi regionali e comunali per il _diritto allo studio_, dove previsti, coprono solo parzialmente questa voce di spesa.
Resta inoltre aperta la questione della reale efficacia dei tetti come strumento di contenimento dei prezzi. Gli editori scolastici operano in un mercato peculiare, dove la domanda è sostanzialmente anelastica e la scelta del prodotto non spetta al consumatore finale ma al corpo docente. Un meccanismo che, secondo molti osservatori, limita la concorrenza di prezzo e rende i massimali più un riferimento teorico che un vero argine alla spesa delle famiglie.
Il decreto è ora operativo. Le scuole dovranno tenerne conto nelle prossime settimane, quando i collegi docenti saranno chiamati a deliberare le adozioni per il 2026/2027.