Il 27 aprile 2026 la scuola media Carducci di L'Aquila è stata evacuata dopo che alcuni studenti hanno accusato tosse, bruciore agli occhi, irritazione alle vie aeree e prurito alle braccia. Vigili del fuoco e forze dell'ordine sono intervenuti ma non hanno rilevato anomalie strutturali né all'interno né all'esterno dell'edificio: l'ipotesi più accreditata è l'uso improprio di spray urticante all'interno del plesso, verosimilmente nelle aule del piano terra. Le lezioni pomeridiane extracurricolari sono state sospese in via precauzionale per la giornata.
Un caso che si aggiunge a una serie documentata in tutta Italia
L'episodio di L'Aquila non è isolato. A Rimini, il 1° aprile 2026, cinque studenti sono stati denunciati per aver introdotto uno spray urticante a scuola: quattro compagne di classe sono state ricoverate in ospedale con nausea e bruciore agli occhi. Lo spray era stato portato nell'istituto per evitare un compito in classe. A Pescara, nel marzo 2026, il sindaco ha segnalato almeno due episodi in pochi giorni con collegamenti diretti tra i due fatti. A Milano, a dicembre 2025, circa cento persone tra studenti e personale scolastico sono state evacuate e trattate dai soccorritori dopo un episodio analogo. A Bergamo, nell'aprile 2025, venticinque studenti erano stati assistiti dal 118 e tre ricoverati in pronto soccorso.
Il pattern si ripete quasi sempre: alcuni studenti accusano sintomi improvvisi, scatta l'evacuazione precauzionale, le forze dell'ordine intervengono e non trovano anomalie nell'edificio. In diversi casi accertati la sostanza era spray al peperoncino introdotto nell'istituto da uno o più studenti. Come mantenere alta la motivazione degli studenti nelle ultime settimane di scuola è una questione che i docenti affrontano ogni anno verso fine anno: la tensione accumulata può portare a comportamenti rischiosi.
Cosa dice la legge: reati e responsabilità per i minorenni
Chi usa uno spray urticante in un luogo chiuso provocando disturbo o pericolo alle persone può rispondere ai sensi dell'articolo 674 del Codice penale, che punisce il getto pericoloso di cose. Se dall'uso derivano lesioni fisiche, anche lievi, si aggiunge il reato di lesioni personali ai sensi dell'articolo 582 del Codice penale. La norma si applica indipendentemente dall'età dell'autore: cambia solo il procedimento.
Sul fronte della responsabilità dei minorenni: i ragazzi sotto i 14 anni non sono penalmente imputabili, ma i genitori rispondono civilmente dei danni causati. Per i ragazzi tra 14 e 17 anni è possibile l'apertura di un procedimento penale minorile. In entrambi i casi i genitori rimangono civilmente responsabili. Va aggiunto che il Decreto Ministeriale n. 103 del 2011 vieta la vendita e il possesso di spray al peperoncino ai minori di 16 anni: portarlo a scuola è già di per sé una violazione di legge.
Come riconoscere i sintomi e cosa fare
I sintomi da contatto con spray al peperoncino sono riconoscibili: bruciore agli occhi, lacrimazione intensa, tosse, irritazione cutanea, a volte prurito alle braccia. Nella maggior parte dei casi restano lievi e non richiedono ricovero. La risposta immediata corretta è portare le persone colpite all'aria aperta e lavare abbondantemente gli occhi con acqua pulita. In caso di sintomi persistenti o difficoltà respiratorie, bisogna contattare il 118.
Per il personale scolastico, l'evacuazione precauzionale dell'area interessata è la risposta corretta, seguita dall'avviso alle forze dell'ordine. Non bisogna attendere che i sintomi peggiorino: a L'Aquila il protocollo di sicurezza attivato tempestivamente ha evitato conseguenze gravi e consentito di riprendere le attività nella giornata successiva.
La scuola media Carducci ha dichiarato la situazione sotto controllo. La frequenza con cui episodi di questo tipo si verificano negli istituti italiani chiede alle scuole e alle famiglie una risposta concreta: informare i ragazzi sulle conseguenze sanitarie e legali dell'uso improprio di spray urticanti, prima che un episodio banale diventi un problema più serio.