Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha trasmesso alle scuole il 30 settembre 2026 la nota con le risorse per il Programma annuale 2026 e la programmazione preventiva gennaio-agosto 2027, insieme alla ripartizione del FMOF 2026/27 da 847,36 milioni di euro. È il terzo anno di fila con lo stesso importo complessivo.
Cosa prevede la nota del 30 settembre
La comunicazione copre tre blocchi distinti. Primo, le assegnazioni per il funzionamento amministrativo-didattico del quadrimestre settembre-dicembre 2026, calcolate con i parametri dimensionali e strutturali del D.M. 834/2015: quota per alunno, quota fissa per sede, quota per alunno con disabilità e quota per le classi terminali. Secondo, le assegnazioni preventive per il periodo gennaio-agosto 2027, utili ai dirigenti e ai DSGA per impostare il nuovo Programma annuale 2027 da sottoporre al Consiglio di istituto entro il 30 novembre, come prescrive l'art. 5 del regolamento di contabilità D.I. 129/2018 su Normattiva. Terzo, la quota di FMOF 2026/27 di competenza di ogni singola istituzione scolastica, ricavata dall'ipotesi di CCNI firmata al MIM il 22 settembre 2026. Nella nota compaiono anche le risorse per la formazione sui percorsi scuola-lavoro e per l'orientamento, dove spettanti.
847 milioni invariati, ma l'inflazione erode il valore reale
Gli 847,36 milioni destinati al FMOF 2026/27 sono gli stessi del 2025/26 e del 2024/25. Dal 2022, però, l'indice ISTAT dei prezzi al consumo è cresciuto di oltre il 15% cumulato (+8,1% nel 2022, +5,7% nel 2023, +1% nel 2024, +1,5% nel 2025, +2,4% medio parziale 2026): la stessa dotazione nominale vale oggi, in termini reali, circa 125 milioni in meno rispetto a quattro anni fa.
La ripartizione interna conferma gli equilibri degli anni passati: 559,5 milioni al Fondo d'istituto e alla formazione, 130,76 milioni alla valorizzazione del personale scolastico, 45,24 milioni alle funzioni strumentali, 34,62 milioni agli incarichi specifici del personale ATA, 20 milioni al riconoscimento della continuità didattica nelle aree di disagio e 17,15 milioni all'educazione motoria nella scuola primaria. Il grosso delle risorse resta quindi legato alle attività aggiuntive dei docenti e del personale ATA, non alla retribuzione tabellare.
Diviso per i 791.537 posti dell'organico docente 2026/27 (614.572 posti comuni, 48.795 di potenziamento, 128.170 di sostegno) e per i circa 200.000 posti ATA, l'importo medio teorico pro-capite si ferma sotto gli 860 euro lordi annui, prima della decurtazione fiscale e contributiva. La fetta effettiva dipenderà poi dalla contrattazione d'istituto, dalle attività aggiuntive riconosciute e dai nuovi criteri di valorizzazione, con oscillazioni importanti tra scuole piccole e grandi, del Nord e del Sud, con o senza sedi disagiate.
Impatto per DSGA, dirigenti e Programma annuale 2027
Per le segreterie la nota attiva due filiere parallele. Sul fronte del FMOF, la quota comunicata apre la contrattazione d'istituto sui compensi accessori: dai nuovi criteri di valorizzazione (80% proporzionale all'organico, 20% su quattro indicatori di pari peso tra alunni con disabilità, alunni stranieri, numerosità media delle classi e sedi montane o insulari) dipende la fetta che ogni scuola riceverà a saldo. Sul fronte del bilancio, le assegnazioni preventive gennaio-agosto permettono di impostare il nuovo esercizio in continuità con il quadrimestre precedente, senza attendere la nota integrativa di marzo e riducendo così il rischio di spese incomprimibili non coperte.
Resta aperta la questione dei parametri del D.M. 834/2015: la quota di 20,80 euro per alunno del funzionamento amministrativo-didattico è ferma dal 2015 e, come il FMOF, perde valore reale ogni anno. Sulla stessa linea di stabilità nominale si colloca anche il Fondo nazionale 0-6 confermato a 288,8 milioni per il 2026, mentre crescono i flussi dedicati a investimenti puntuali come gli oltre 200 nuovi edifici scolastici finanziati dal PNRR e i 2 milioni del bando abbonamenti alle riviste 2026/27.
La partita vera si giocherà nella contrattazione integrativa di istituto: senza un aggiornamento dei parametri del 2015 e del plafond nazionale, le scuole dovranno continuare a comprimere le spese correnti o attingere al FMOF per coprire bisogni che il funzionamento ordinario non copre più.