* La geografia riacquista dignità autonoma * Monte orario fermo: cosa significa in pratica * Due libri di testo al posto di uno * La storia guarda a Occidente * Le reazioni e il nodo delle risorse
La geografia riacquista dignità autonoma {#la-geografia-riacquista-dignità-autonoma}
Dopo anni di marginalizzazione nei curricoli liceali, la geografia torna a essere materia a sé stante. L'annuncio è arrivato dal Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, all'indomani della chiusura dei lavori della commissione incaricata di redigere le Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola secondaria. Il gruppo di esperti, guidato dalla professoressa Loredana Perla, ha concluso il proprio mandato il 23 marzo 2026, consegnando al Ministero un impianto che ridisegna in parte l'assetto disciplinare dei licei.
La scelta di restituire alla geografia uno spazio curricolare distinto dalla storia rappresenta un'inversione di rotta rispetto alla tendenza degli ultimi decenni, che aveva progressivamente compresso l'insegnamento geografico all'interno dell'accorpamento _geostoria_. Chi insegna nei licei conosce bene la dinamica: nei fatti, le ore dedicate alla geografia erano diventate residuali, sacrificate quasi sempre a vantaggio della componente storica.
Stando a quanto emerge dalle prime anticipazioni sul testo delle nuove Indicazioni, la geografia viene ora riconosciuta come disciplina con obiettivi di apprendimento propri e una propria identità epistemologica. Una rivendicazione che il mondo accademico e le associazioni di geografi portavano avanti da tempo.
Monte orario fermo: cosa significa in pratica {#monte-orario-fermo-cosa-significa-in-pratica}
C'è però un aspetto che rischia di smorzare l'entusiasmo. Il monte orario complessivo non dovrebbe cambiare. Nessuna ora in più, dunque: la geografia dovrà ritagliarsi il proprio spazio all'interno dello stesso contenitore orario già previsto. In altre parole, si tratta di una riorganizzazione interna, non di un ampliamento dell'offerta formativa.
Per i docenti la questione è tutt'altro che secondaria. Se le ore restano le stesse, lo sdoppiamento formale tra storia e geografia potrebbe tradursi in una redistribuzione che penalizza l'una o l'altra disciplina, oppure in una frammentazione che complica la programmazione didattica. Il rischio concreto, segnalato già da diversi osservatori, è quello di un cambiamento più nominale che sostanziale.
Le Nuove Indicazioni Nazionali in Arrivo: Rivoluzione nella Didattica della Lingua Italiana avevano già lasciato intuire la portata dell'intervento riformatore del Ministero sull'intero impianto curricolare. La geografia si inserisce in questo mosaico più ampio.
Due libri di testo al posto di uno {#due-libri-di-testo-al-posto-di-uno}
Una conseguenza diretta e tangibile dello sdoppiamento riguarda i libri di testo: si passerà da un unico volume di geostoria a due manuali distinti, uno per la storia e uno per la geografia. Per le famiglie italiane, già alle prese con il caro-libri che si ripresenta puntualmente ogni settembre, si tratta di una voce di spesa aggiuntiva da non sottovalutare.
Per l'editoria scolastica, invece, la novità apre un mercato. Le case editrici dovranno produrre nuovi testi specifici, con tutto ciò che ne consegue in termini di adeguamento dei cataloghi e formazione degli insegnanti sui nuovi materiali. La transizione, con ogni probabilità, richiederà almeno un anno scolastico di rodaggio.
La storia guarda a Occidente {#la-storia-guarda-a-occidente}
Accanto alla separazione della geografia, l'altro elemento che emerge con forza dalle nuove Indicazioni è un riorientamento dell'insegnamento della storia. La commissione Perla avrebbe optato per un approccio che pone maggiore enfasi sull'eredità della civiltà occidentale, privilegiando la narrazione del contributo europeo e, più in generale, dell'Occidente alla costruzione del mondo contemporaneo.
Si tratta di una scelta che non mancherà di alimentare il dibattito. Da un lato, i sostenitori di questa impostazione rivendicano la necessità di rafforzare nei giovani la consapevolezza delle radici culturali europee. Come sottolineato dalla sottosegretaria Frassinetti Difende le Nuove Indicazioni Nazionali: L'importanza di Materie Classiche e Storiche nella Formazione dei Bambini, il recupero della dimensione classica e storica viene considerato un pilastro formativo irrinunciabile.
Dall'altro lato, una parte significativa del mondo della scuola e dell'università teme che un'impostazione troppo occidentalocentrica possa risultare riduttiva in un'epoca di interconnessione globale, penalizzando la comprensione dei fenomeni geopolitici contemporanei. La questione resta aperta e sarà probabilmente uno dei terreni di confronto più accesi nei prossimi mesi.
Le reazioni e il nodo delle risorse {#le-reazioni-e-il-nodo-delle-risorse}
Le prime reazioni del mondo scolastico oscillano tra cauto apprezzamento e scetticismo. Il ritorno della geografia come disciplina autonoma è stato accolto favorevolmente da chi ne aveva denunciato la progressiva sparizione dai curricoli. Ma la mancata previsione di ore aggiuntive solleva perplessità diffuse: senza risorse orarie in più, il rischio è di creare un'etichetta nuova su un contenuto vecchio.
Va ricordato che le nuove Indicazioni Nazionali sono già al centro di un acceso confronto con i sindacati della scuola. Lo Sciopero Nazionale della Scuola il 7 Maggio: Prove Invalsi e Indicazioni Nazionali sotto Accusa ha messo in evidenza un malcontento che va ben oltre la singola questione disciplinare e investe il metodo stesso con cui il Ministero sta ridisegnando l'impianto formativo.
Ora la palla passa alla fase di consultazione e, successivamente, all'adozione formale dei nuovi testi ministeriali. Tempi e modalità di attuazione restano ancora da definire, così come la sorte concreta di migliaia di cattedre che potrebbero essere ridisegnate dalla separazione tra storia e geografia. Per i licei classici e scientifici, in particolare, sarà decisivo capire come il nuovo assetto verrà declinato nei quadri orari effettivi.
Una riforma che, sulla carta, ridà alla geografia il posto che merita. Resta da vedere se basterà un cambio di cornice per cambiare davvero il quadro.