Nelle scuole italiane solo due edifici su cinque sono pienamente accessibili agli alunni con disabilità motoria. Ma il dato che sorprende riguarda il personale: al Nord, dove le strutture funzionano meglio, quasi un docente di sostegno su tre lavora senza una specializzazione specifica.
Quaranta per cento di scuole a norma, divario che pesa al Sud
L'ultimo report ISTAT sull'inclusione scolastica, riferito all'anno 2024/25, conferma che solo il 40% delle scuole italiane è pienamente accessibile per chi ha una disabilità motoria. Al Nord la quota sale al 44%, mentre nel Mezzogiorno scende al 35%. La Valle d'Aosta è la regione più virtuosa con il 64% di scuole a norma, mentre Liguria e Campania chiudono la classifica con il 29% e il 30%.
A pesare di più sono le barriere strutturali. Il 50% delle scuole non ha un ascensore adatto al trasporto delle persone con disabilità, il 37% è privo di servoscala interno, il 25% non ha bagni a norma e una quota identica manca delle rampe interne per superare i dislivelli. Sul fronte sensoriale la situazione è ancora più critica: solo il 16,5% degli istituti dispone di segnalazioni visive per studenti sordi o ipoacusici e appena l'1,2% offre mappe a rilievo o percorsi tattili per ciechi e ipovedenti. Eppure, nell'ultimo anno scolastico, solo il 12% delle scuole ha avviato lavori per abbattere le barriere.
Dove ci sono le rampe mancano i docenti specializzati
Il dato che ribalta la narrazione standard riguarda i 261mila docenti per il sostegno. A livello nazionale il 22% non ha una specializzazione: si tratta di circa 57mila insegnanti curricolari spostati al sostegno per coprire i buchi di organico. Ma la distribuzione geografica è opposta a quella delle barriere architettoniche. Al Nord la quota di docenti senza titolo specifico sale al 32%, mentre nel Mezzogiorno si ferma all'11%. Il Sud che fatica a costruire ascensori è lo stesso Sud che riesce a garantire personale formato.
I ritardi nelle nomine raccontano la stessa storia. All'avvio dell'anno scolastico oltre il 22% dei posti di sostegno risultava ancora vacante, e dopo un mese di lezioni un posto su dieci era ancora scoperto. I ritardi si concentrano nelle scuole del Nord (26%) e colpiscono soprattutto infanzia e primaria, dove la quota di docenti non ancora assegnati a inizio anno arriva al 27% e al 25%. Quasi sei alunni su dieci (58%) hanno cambiato insegnante di sostegno rispetto all'anno prima, dato che sale al 70% nella scuola dell'infanzia.
Il prezzo della carenza, in molti casi, lo pagano le famiglie. Il 14% degli studenti con disabilità che usano un PC o un tablet in classe lo ha ricevuto in casa, non dall'istituto. Il 31% ha bisogno di almeno un ausilio didattico, dai software per il potenziamento delle abilità di base ai sistemi per la lettura assistita, di cui semplicemente non dispone. Altri 18mila alunni, pur avendone diritto, non ricevono il supporto di un assistente all'autonomia o igienico-personale.
Tecnologie in classe in aumento, formazione ferma
Le postazioni informatiche adattate sono diffuse nel 76% degli istituti e la quota di quelle collocate direttamente in classe è passata dal 37% del 2019/2020 al 50% di oggi. È un segnale positivo, perché la collocazione condivisa con i compagni favorisce la didattica inclusiva. Resta però un 19% di scuole che continua a posizionare la strumentazione esclusivamente in aule per il sostegno, isolando di fatto gli studenti.
Il collo di bottiglia è la formazione. Solo nel 27% degli istituti tutti i docenti di sostegno hanno frequentato corsi specifici sulle tecnologie educative; nel 32% lo hanno fatto anche i docenti curricolari. Il rinnovo dei percorsi passa per le nuove norme sulla formazione iniziale dei docenti del decreto milleproroghe, che riscrivono le regole dei 60 CFU. Sul fronte del tirocinio, la possibilità di svolgere il tirocinio PNRR1 anche in scuole non accreditate amplia il numero di sedi disponibili, ma non risolve da sola la questione di chi insegna al sostegno senza una qualifica.
Il prossimo banco di prova sarà il reclutamento. I 18 milioni stanziati a febbraio dal MIM per abbattere le barriere coprono solo una parte dei lavori necessari, e il concorso PNRR 2 per infanzia e primaria sta selezionando proprio i docenti su cui ricadrà il peso della discontinuità già registrata dal 58% degli alunni con disabilità. Il report ISTAT integrale sull'inclusione scolastica 2024/25 mette in fila i numeri: senza un'azione contemporanea su edifici, formazione e ausili, l'inclusione resta a metà strada.