Un docente precario di Torino, 34 anni, ha aspettato tre anni per incassare 1.500 euro vinti in Tribunale contro il Ministero dell'Istruzione. Nel frattempo spendeva di tasca propria: 3.000 euro per la specializzazione sul sostegno, altri 1.796 euro per abilitarsi all'insegnamento di arte alle medie. E quando il computer si e' rotto, l'ha ricomprato senza aiuti. Oggi il diritto alla Carta Docente e' garantito per legge a tutti i supplenti annuali. Il bonus pero' vale 383 euro, non i 500 per cui si e' battuto in aula.
Da 500 a 383 euro: il decreto che ha allargato la platea
Il Decreto interministeriale n.59 del 31 marzo 2026 fissa il valore del voucher a 383 euro per il 2025/26. Fino all'anno scorso valeva 500 euro: la riduzione e' di 117 euro, pari al 23,4%.
Il calo dipende dall'allargamento della platea. Con risorse strutturali quasi invariate, il governo ha incluso per la prima volta i supplenti annuali con contratti fino al 31 agosto o al 30 giugno e il personale educativo. I nuovi beneficiari sono 253.000, per una platea complessiva che supera un milione di docenti nel 2025/26.
FLC CGIL ha definito la scelta 'paradossale': per garantire giustamente il diritto dei precari al bonus, si e' scelto di ridurre l'importo per tutti. ANIEF chiede il ritorno immediato a 500 euro e ha aperto la possibilita' di fare ricorso gratuito per chi e' rimasto escluso dalla Carta Docente negli ultimi cinque anni scolastici.
I numeri del contenzioso: 112.258 sentenze e 184 milioni di rimborsi
La norma del 2015 aveva riservato il bonus ai soli docenti di ruolo, generando una disparita' che ha alimentato migliaia di cause. Dal 2021, i tribunali hanno sistematicamente dato ragione ai precari.
Nella nota ufficiale del 16 maggio 2026 del MIM, i capi dipartimento Carmela Palumbo e Simona Montesarchio hanno fornito dati precisi: da fine 2022 a oggi sono state eseguite 112.258 sentenze con rimborsi totali pari a 184.363.741 euro. Le spese legali del ministero nell'ultimo triennio ammontano a 150 milioni (media 50 milioni l'anno), non al miliardo e mezzo indicato da un articolo de Il Manifesto e smentito ufficialmente.
Parte del ritardo vissuto dal docente torinese - tre anni per incassare la prima sentenza del 2023 - dipende dalla complessita' delle pratiche: molti ricorsi coinvolgono piu' annualita' e una pluralita' di docenti contemporaneamente.
Cosa cambia per i supplenti nel 2025/26
Chi ha una supplenza annuale fino al 31 agosto o al 30 giugno 2026 riceve 383 euro da spendere entro il 31 agosto 2026. Le spese ammissibili includono libri, corsi di formazione, software, hardware, biglietti per eventi culturali. Dal 2026 sono aggiunti i servizi di trasporto personale e i prodotti editoriali audiovisivi.
Con 383 euro l'anno, percorsi come la specializzazione sul sostegno (mediamente oltre 3.000 euro) o un'abilitazione aggiuntiva (circa 1.800 euro) restano investimenti che il voucher da solo non copre. Ci vogliono anni per recuperare queste spese attraverso il bonus.
Chi punta alla specializzazione sul sostegno puo' valutare i percorsi strutturati attivi: oltre 52.600 posti per la formazione docenti di sostegno per chi ha tre anni di servizio.
I supplenti con contratti brevi o saltuari restano ancora esclusi dal bonus. Per loro ANIEF ha aperto la possibilita' di fare ricorso gratuito per le annualita' degli ultimi cinque anni scolastici: i termini prescrizionali fissati dalla Cassazione permettono di recuperare fino a 2.500 euro, con le spese legali a carico del ministero.
La Carta Docente e' oggi un diritto di tutti i supplenti annuali: un risultato che ha richiesto anni di cause e 112.258 sentenze eseguite. Se 383 euro all'anno rappresentino un diritto pieno o solo formale, lo risponde meglio il costo di qualsiasi corso di specializzazione: raramente sotto i 1.500 euro.