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Idonei esclusi e precari GPS: la direttiva Ue è già operativa

Il Movimento Docenti Idonei Esclusi chiede un fronte unico con i precari GPS. La direttiva 1999/70/CE che cita è già davanti alla Corte Ue.

Il Movimento Docenti Idonei Esclusi ha diffuso il 3 ottobre una lettera aperta firmata dal portavoce Luigi Sofia: la richiesta è smettere di contrapporre idonei dei concorsi e precari delle GPS, e costruire insieme un canale strutturale di stabilizzazione dei posti già coperti ogni anno con supplenze.

Un fronte unico contro il sistema

La lettera si rivolge a chi è ancora nelle graduatorie di merito dei concorsi 2016, 2018, 2020, 2023, 2024 e 2025, agli iscritti nelle GPS e a chi insegna da tre, cinque o dieci anni senza aver superato le prove. Il Movimento sostiene che spesso si tratta delle stesse persone: lo stesso docente può essere precario storico, iscritto alle GPS e idoneo di un concorso. Contrapporre le due platee, scrive Sofia, significa fare "il loro gioco".

La piattaforma chiede lo scorrimento in ordine cronologico delle graduatorie di merito e degli elenchi regionali, un canale strutturale di stabilizzazione dove queste siano esaurite, requisiti chiari per valorizzare il servizio sulle GPS e il superamento delle procedure concorsuali sovrapposte. È la stessa cornice che la senatrice Ella Bucalo propone in Parlamento con il DDL 545 sul reclutamento scolastico, fermo oggi alla fase emendativa in Commissione Cultura.

La direttiva Ue citata è già davanti alla Corte

La lettera richiama la direttiva europea sul lavoro a tempo determinato, la 1999/70/CE del 28 giugno 1999, che impone agli Stati membri strumenti efficaci per prevenire l'abuso dei contratti a termine. La clausola 5 dell'accordo quadro allegato alla direttiva pretende almeno una tra tre misure: ragioni oggettive per i rinnovi, durata massima complessiva, numero massimo di proroghe. L'Italia non ne applica nessuna sulle supplenze scolastiche.

Il 3 ottobre 2024 la Commissione europea ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia proprio su questo punto: abuso della successione dei contratti a termine per il personale ATA e discriminazione retributiva per i docenti precari, che non vedono riconoscere gli scatti di anzianità maturati sulle supplenze. Il procedimento è nato da una lettera di messa in mora del luglio 2019, un secondo richiamo del dicembre 2020 e un parere motivato dell'aprile 2023, senza che l'Italia abbia adottato misure giudicate sufficienti. Nel 2026 la Corte di Lussemburgo si è pronunciata sul filone ATA, bocciando il sistema delle supplenze reiterate. La direttiva che il Movimento cita in chiusura non è un richiamo teorico: è il perno di un procedimento europeo pendente.

Cosa dicono i numeri del 2026/27

Il Ministero dell'istruzione ha dichiarato 37.430 immissioni in ruolo per il 2026/27 contro oltre 155 mila supplenze conferite entro il 31 agosto: il rapporto è di oltre quattro contratti a termine per ogni assunzione stabile. Dopo la mobilità e le immissioni di ruolo restano 46.826 cattedre vacanti, 35.365 posti comuni e 11.461 di sostegno, come stabilito dal decreto interministeriale n. 170 del 10 agosto 2026 sugli organici del nuovo anno. Sono i posti che alimentano le nomine da GPS tra la fine di agosto e settembre.

Le sigle sindacali stimano che il totale complessivo dei supplenti in cattedra nel 2026/27 superi le 250 mila unità contando anche spezzoni orari e contratti al 30 giugno: più o meno un lavoratore della scuola su quattro. È la stessa platea su cui la Commissione europea ha fondato la propria contestazione. Lo stesso dato spiega perché anche le categorie disciplinari, dai docenti di Disegno della classe A037 contro la riforma degli istituti tecnici alle associazioni degli idonei, rivendicano continuità del posto e trasparenza nelle graduatorie.

Finché il Parlamento non interviene con una norma strutturale, l'anno scolastico ricomincia ogni settembre dallo stesso bilancio: più supplenze che assunzioni, graduatorie ferme, un procedimento europeo pendente a Lussemburgo e una direttiva del 1999 che l'Italia non ha ancora attuato per la scuola.

Pubblicato il: 4 ottobre 2026 alle ore 10:45