Il 4 novembre 2026 debutta Privacy for Kids, l'hub del Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) dedicato alla privacy dei minori online. La piattaforma raccoglie video, giochi, quiz e materiali didattici prodotti dalle autorità privacy nazionali, filtrabili per fascia d'età, lingua e argomento.
Un hub con la mascotte Eddy e un video in tutte le lingue UE
L'EDPB, l'organismo che riunisce i 27 garanti privacy nazionali e il Garante europeo per la protezione dei dati, ha presentato la piattaforma dopo la plenaria di Bruxelles. Il sito avrà un design pensato per i più piccoli, la mascotte Eddy e un video introduttivo in tutte le lingue ufficiali dell'Unione, preceduto da un teaser social nell'ultima settimana di ottobre. Nella stessa sessione è stato presentato Leonora, il toolbox sviluppato dall'autorità lussemburghese per adolescenti, educatori e genitori: è disponibile in quattro lingue e si concentra su rischi online, protezione dei dati e cittadinanza digitale. L'obiettivo dichiarato dal Comitato è parlare direttamente ai bambini con un linguaggio accessibile, senza passare da documenti giuridici pensati per gli adulti.
In Italia 2 preadolescenti su 3 hanno già un profilo social
Il lancio arriva in un paese dove la vita digitale dei bambini corre più veloce della normativa. Secondo il brief *Educare al digitale* di Save the Children, pubblicato il 10 aprile 2025, il 62,3% dei ragazzi tra 11 e 13 anni ha almeno un account social, nonostante l'età minima prevista dalla maggior parte delle piattaforme sia 13 o 14 anni. Di questi, il 35,5% ha più profili e il 26,8% uno solo. Il 31,3% è connesso con gli amici più volte al giorno tramite chat e videochiamate, il 5% in modo continuo durante la giornata.
Il dato medio nasconde un divario territoriale forte. Tra i bambini di 6-10 anni, il 44,4% al Sud e nelle Isole usa lo smartphone ogni giorno, contro il 23,9% al Nord. La media italiana è del 32,6%, quasi doppia rispetto al 18,4% rilevato nel 2018-2019: in sei anni l'uso quotidiano del dispositivo è passato da uno su sei a uno su tre. L'esposizione precoce ai dispositivi non coincide con un'educazione strutturata alla privacy dei minori: fra gli 11-13enni l'82,2% usa internet per messaggistica, mentre solo il 18,5% consulta siti d'informazione e il 9,6% segue corsi online.
Cosa cambia per docenti e dirigenti scolastici
Il Garante italiano ha programmato per il 2026 40 ispezioni sull'uso dell'intelligenza artificiale e sul trattamento dei dati degli studenti nelle scuole, con attenzione alle piattaforme di apprendimento adattivo e agli assistenti virtuali. Il vademecum *La scuola a prova di privacy* è stato aggiornato a fine 2025 e copre chat di classe, uso dello smartphone in aula, registro elettronico e integrazione dell'IA negli strumenti didattici. L'Autorità, nel comunicato per la Giornata europea protezione dati del 28 gennaio 2026, ha ribadito che i minori sono più esposti degli adulti a profilazione e cessione di dati senza piena consapevolezza.
Per i docenti l'hub EDPB mette a disposizione una banca risorse pronta, gratuita e in italiano, utile per i percorsi di educazione civica digitale e per i progetti di cittadinanza digitale previsti dalle Indicazioni nazionali. I materiali sono organizzati per fascia d'età e lingua, quindi utilizzabili anche nelle classi plurilingue o nei moduli di didattica inclusiva. Resta il nodo organizzativo: in una fase in cui le segreterie denunciano un sovraccarico amministrativo legato al PNRR, integrare un nuovo strumento richiede una programmazione realistica da parte dei dirigenti e un calendario preciso per i consigli di classe.
Il debutto del 4 novembre cade a ridosso del ponte di Ognissanti, quando molte scuole italiane restano chiuse secondo i calendari regionali: una finestra pratica per esplorare i materiali prima della ripresa delle lezioni e preparare le attività del secondo quadrimestre.