* Il via libera del CSPI: parere unanime con riserve * Quasi seimila nomine: i numeri della procedura straordinaria * Punteggi GPS e tabelle di valutazione: le modifiche richieste * Percorsi INDIRE nel mirino: la critica più dura * La questione dell'equità tra candidati
Il via libera del CSPI: parere unanime con riserve {#il-via-libera-del-cspi-parere-unanime-con-riserve}
Un sì, ma non senza condizioni. Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha approvato all'unanimità, nella seduta del 26 marzo 2026, lo schema di decreto ministeriale relativo alla procedura straordinaria per l'assunzione dei docenti di sostegno dalle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS). Un pronunciamento che, stando a quanto emerge dal testo del parere, tiene insieme l'apprezzamento per l'impianto generale del provvedimento e una serie di rilievi critici tutt'altro che marginali.
Il CSPI, organo consultivo del Ministero dell'Istruzione e del Merito, ha riconosciuto la validità dello strumento straordinario come risposta alla cronica carenza di docenti specializzati sul sostegno. La procedura, del resto, non nasce oggi: si inserisce in un percorso avviato già negli anni scorsi, quando il legislatore ha scelto di attingere direttamente dalle GPS per coprire i posti vacanti. Chi ha seguito l'evoluzione normativa ricorderà la Proroga della Procedura Straordinaria per le Assunzioni da GPS Sostegno fino al 2025, che aveva già esteso i termini della misura.
Ma il via libera unanime non deve trarre in inganno. Il Consiglio ha accompagnato il parere favorevole con richieste di correttivi puntuali, alcune delle quali investono questioni di principio.
Quasi seimila nomine: i numeri della procedura straordinaria {#quasi-seimila-nomine-i-numeri-della-procedura-straordinaria}
I dati parlano chiaro. Sono 5.947 le nomine a tempo determinato effettuate per il ruolo di docenti di sostegno attraverso questa procedura. Un numero significativo, che testimonia quanto il canale delle GPS sia diventato ormai strutturale per il reclutamento nel settore del sostegno scolastico.
Si tratta, vale la pena ricordarlo, di contratti a tempo determinato finalizzati all'immissione in ruolo, un meccanismo pensato per sanare una delle ferite più profonde del sistema scolastico italiano: l'altissimo tasso di precariato tra gli insegnanti di sostegno. Ogni anno decine di migliaia di alunni con disabilità si trovano ad affrontare la discontinuità didattica causata dall'avvicendamento di supplenti, con conseguenze che le famiglie e le associazioni denunciano da tempo.
La procedura straordinaria, in questo senso, rappresenta un tentativo concreto di stabilizzazione. Quasi seimila posti non sono pochi, anche se restano lontani dal fabbisogno complessivo.
Punteggi GPS e tabelle di valutazione: le modifiche richieste {#punteggi-gps-e-tabelle-di-valutazione-le-modifiche-richieste}
Uno dei punti più delicati del parere riguarda le tabelle di valutazione dei titoli. Il CSPI ha chiesto espressamente al Ministero di intervenire sui criteri di attribuzione dei punteggi nelle graduatorie provinciali per il sostegno, ritenendo l'attuale sistema non pienamente adeguato.
La questione non è tecnicismo da addetti ai lavori. Le tabelle determinano chi sale e chi scende in graduatoria, chi ottiene la cattedra e chi resta in attesa. Ogni punto in più o in meno può significare la differenza tra un contratto e un altro anno di precarietà. Per questo, come sottolineato dal Consiglio, è fondamentale che i criteri di valutazione riflettano in modo equo e trasparente il reale valore dei percorsi formativi e dei titoli posseduti dai candidati.
Le modifiche richieste puntano a riequilibrare il peso specifico attribuito alle diverse tipologie di titoli, evitando che percorsi formativi di qualità e impegno differenti finiscano per valere lo stesso punteggio nelle graduatorie provinciali per il sostegno.
Percorsi INDIRE nel mirino: la critica più dura {#percorsi-indire-nel-mirino-la-critica-piu-dura}
Ma è sull'attribuzione dei punteggi relativi ai percorsi di specializzazione INDIRE che il CSPI ha riservato le osservazioni più taglienti. Il Consiglio ha criticato apertamente il modo in cui il decreto tratta questi percorsi ai fini della valutazione nelle GPS, sollevando dubbi sulla coerenza del sistema.
L'INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) ha avviato percorsi di specializzazione sul sostegno che, nell'intenzione del legislatore, dovrebbero contribuire a formare docenti qualificati per rispondere alla domanda crescente. Tuttavia, il nodo sta nella comparazione: come si rapportano questi percorsi rispetto a quelli universitari tradizionali? Meritano lo stesso punteggio? Il CSPI sembra suggerire che la risposta non possa essere un sì automatico.
La posizione del Consiglio è chiara: non si tratta di sminuire il valore della formazione erogata dall'INDIRE, quanto piuttosto di garantire che il sistema di valutazione non crei disparità a danno di chi ha conseguito la specializzazione attraverso percorsi accademici più consolidati. Una preoccupazione che si collega al più ampio dibattito sulla qualità della formazione docente in Italia, tema che investe anche i nuovi percorsi formativi abilitanti per insegnanti recentemente avviati.
Per chi fosse interessato alle diverse opportunità formative oggi disponibili, va segnalato che nel panorama attuale si sono moltiplicate le offerte, comprese quelle delle università telematiche: sono ad esempio aperte le iscrizioni ai percorsi abilitanti per docenti dell'Università Telematica eCampus.
La questione dell'equità tra candidati {#la-questione-dellequita-tra-candidati}
Filo conduttore dell'intero parere è il richiamo all'equità. Il CSPI ha sottolineato con forza la necessità di garantire parità di trattamento tra tutti i candidati coinvolti nella procedura straordinaria, indipendentemente dal percorso di specializzazione seguito.
È un principio che può sembrare ovvio, ma che nella pratica si scontra con la complessità del sistema italiano di formazione e reclutamento docente. Anni di interventi legislativi stratificati, sanatorie, procedure speciali e canali paralleli hanno prodotto un quadro in cui candidati con storie formative molto diverse si ritrovano a competere nella stessa graduatoria. E quando i criteri di valutazione non sono calibrati con precisione, il rischio di ingiustizie diventa concreto.
Il messaggio del CSPI al Ministero, dunque, è duplice. Da un lato, il riconoscimento che la procedura straordinaria da GPS sostegno funziona e va nella direzione giusta per affrontare l'emergenza del precariato. Dall'altro, l'avvertimento che senza i correttivi richiesti, soprattutto sul fronte dei punteggi e della valutazione dei percorsi INDIRE, il rischio è quello di minare la credibilità stessa del meccanismo.
Ora la palla passa al Ministero dell'Istruzione e del Merito, che dovrà decidere se e come recepire le indicazioni del proprio organo consultivo. Il parere del CSPI non è vincolante, ma ignorarlo del tutto, specie quando è stato espresso all'unanimità, sarebbe una scelta politicamente significativa. La partita, insomma, è tutt'altro che chiusa.