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Giornata Internazionale dell’Educazione: la sfida del coinvolgimento degli studenti secondo UNICEF Italia

Solo il 26% degli studenti si sente molto coinvolto nella vita scolastica. L’UNICEF lancia un appello: più ascolto e partecipazione nelle scuole italiane per un’educazione di qualità.

Giornata Internazionale dell’Educazione: la sfida del coinvolgimento degli studenti secondo UNICEF Italia

Il 24 gennaio si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale dell’Educazione, istituita dalle Nazioni Unite per riconoscere il ruolo fondamentale dell’istruzione nel promuovere pace, sviluppo e benessere globale. In Italia, questa ricorrenza viene sottolineata da un appello di UNICEF Italia: serve garantire un’educazione di qualità che passi attraverso ascolto e coinvolgimento autentico dei giovani nei luoghi della scuola.

Indice

* Coinvolgimento degli studenti: i dati del sondaggio UNICEF Italia * La rilevanza della Giornata Internazionale dell’Educazione * Educazione di qualità: che significato ha per l’UNICEF? * Il programma “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” * La partecipazione attiva: un diritto e un pilastro educativo * Barriere e sfide nel coinvolgimento degli studenti * Dal dato all’azione: le proposte UNICEF Italia * Il ruolo delle famiglie e della comunità * Conclusioni e prospettive future

Coinvolgimento degli studenti: i dati del sondaggio UNICEF Italia

In occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione, UNICEF Italia ha diffuso i risultati di un sondaggio condotto su un campione di 150 scuole dislocate su tutto il territorio nazionale. Una fotografia che desta preoccupazione: meno del 50% degli studenti si sente coinvolto nella vita scolastica. Ancora più significativo è il dato relativo all’intensità di partecipazione: solo il 26% degli studenti dichiara un forte senso di coinvolgimento, a fronte di una maggioranza che si percepisce poco ascoltata o marginalizzata. Questi esiti pongono al centro del dibattito il tema del coinvolgimento degli studenti a scuola e della reale possibilità di esercitare i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nel contesto educativo italiano.

I numeri del sondaggio UNICEF

* Oltre 150 scuole coinvolte su scala nazionale. * Meno del 50% degli studenti si sente parte attiva della vita della scuola. * Solo 1 studente su 4 afferma di sentirsi “molto coinvolto”.

Questi dati, raccolti in collaborazione con dirigenti scolastici e docenti, mettono in luce come la partecipazione attiva degli studenti sia ancora lontana dagli standard auspicati dalle organizzazioni internazionali.

La rilevanza della Giornata Internazionale dell’Educazione

La Giornata Internazionale dell’Educazione, promossa ogni anno il 24 gennaio dall’ONU, mira a ricordare come l’accesso a un’educazione di qualità e inclusiva sia uno degli obiettivi cardine dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. In questa cornice, Italia e UNICEF Italia condividono la responsabilità di interrogarsi sulle condizioni reali vissute dagli alunni, dalle scuole primarie fino alle superiori.

La scelta di portare il tema dell’ascolto degli studenti e della partecipazione al centro delle celebrazioni 2026 sottolinea una consapevolezza diffusa: l’educazione non è solo trasmissione di contenuti, ma è anche e soprattutto costruzione di cittadinanza, rispetto dei diritti e crescita personale.

Educazione di qualità: che significato ha per l’UNICEF?

Quando si parla di educazione di qualità non si fa solo riferimento a programmi didattici aggiornati o risorse tecnologiche all’avanguardia. Secondo UNICEF, la qualità educativa passa dall’inclusione di tutti gli attori – studenti, insegnanti, famiglie – nella progettazione e nella valutazione delle attività scolastiche.

UNICEF Italia educazione significa promozione integrata dei diritti, cura della dimensione psicosociale e sviluppo delle competenze trasversali necessarie nella società contemporanea. Fra queste spiccano:

* La capacità di comunicare efficacemente. * L’attitudine a collaborare e risolvere conflitti. * La creatività e il pensiero critico.

Il coinvolgimento degli studenti nella vita della scuola è dunque una delle leve più importanti per sviluppare queste competenze e far sì che la scuola sia, davvero, palestra di democrazia.

Il programma “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”

Da alcuni anni UNICEF Italia ha avviato il programma “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, al quale oggi aderiscono oltre 1.000 istituti sparsi sul territorio nazional. L’adesione prevede una serie di impegni concreti per i docenti, personalizzabili secondo età e caratteristiche della popolazione scolastica:

* Inserimento della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia nei curricula di scuola primaria e secondaria. * Promozione di laboratori partecipativi che coinvolgano gli studenti in discussioni, attività pratiche, giochi di ruolo e simulazioni di consiglio scolastico. * Formazione su temi come la partecipazione democratica, il bullismo, la parità di genere e il rispetto delle diversità. * Iniziative di ascolto strutturato, come i Parlamenti delle ragazze e dei ragazzi.

Le scuole aderenti diventano laboratori di innovazione educativa, in cui viene data priorità all’ascolto degli studenti e alla promozione attiva dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

La partecipazione attiva: un diritto e un pilastro educativo

Partecipare attivamente alla vita scolastica è un diritto sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti del fanciullo. Secondo l’articolo 12 di questa Convenzione, i bambini e gli adolescenti hanno il diritto di esprimere liberamente la propria opinione su tutte le questioni che li riguardano e di vedere questa opinione presa seriamente in considerazione.

Nel contesto scolastico, questo si traduce in:

* Coinvolgimento nelle decisioni su regole e attività. * Partecipazione a organi rappresentativi (consigli di classe, consulta studentesca, ecc.). * Espressione di idee e proposte su didattica, ambiente, inclusione.

Uno spazio effettivo di partecipazione rende gli studenti più motivati, più consapevoli dei propri diritti e doveri e più preparati ad affrontare la complessità della società attuale.

Barriere e sfide nel coinvolgimento degli studenti

Perché ancora oggi larga parte degli studenti in Italia sente di non partecipare attivamente alla vita della propria scuola? L’analisi dei dati del sondaggio UNICEF studenti Italia e delle interviste fa emergere alcune criticità strutturali:

* Predominanza di un modello didattico trasmissivo, poco aperto al dialogo. * Scarso tempo dedicato a assemblee, consulte o consigli degli studenti. * Difficoltà logistiche e organizzative che limitano la partecipazione ai progetti. * Percezione da parte degli studenti che le loro opinioni contino poco rispetto alle scelte degli adulti.

A queste barriere si aggiungono a volte fattori culturali e sociali, come una scarsa abitudine al confronto oppure un’idea rigida del ruolo insegnante-alunno.

Dal dato all’azione: le proposte UNICEF Italia

L’UNICEF Italia, alla luce dei risultati emersi dal sondaggio e delle esperienze del programma “Scuole per i diritti”, lancia un appello forte alle istituzioni scolastiche e alle comunità educanti:

1. Rendere sistematico l’ascolto degli studenti: istituire momenti strutturati e non occasionali per raccogliere opinioni, proposte e feedback degli alunni. 2. Ampliare la formazione dei docenti sulle pratiche di didattica partecipativa e sui temi dei diritti dell’infanzia. 3. Valorizzare le esperienze di buone pratiche: incentivare il confronto tra scuole che hanno già avviato percorsi sistematici di partecipazione. 4. Sostenere la creatività studentesca: creare spazi e tempi per la progettazione autonoma di iniziative culturali, sociali e ricreative. 5. Utilizzare strumenti digitali (piattaforme, serveys online, blog scolastici) per dare voce anche agli studenti meno estroversi. 6. Promuovere la collaborazione scuola-famiglia-comunità, riconoscendo che il benessere educativo è frutto di una rete ampia.

Il ruolo delle famiglie e della comunità

La scuola, pur essendo il luogo principale per la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza a scuola, non può essere lasciata sola. Il coinvolgimento delle famiglie è fondamentale, sia per sostenere emotivamente i bambini e i ragazzi, sia per accompagnarli nel percorso di partecipazione attiva.

In molte delle oltre 1.000 scuole aderenti al programma UNICEF, sono state sperimentate iniziative che vedono la collaborazione con:

* Enti locali e associazioni del territorio. * Biblioteche, centri di aggregazione giovanile e realtà sportive. * Esperti chiamati a dialogare con studenti e insegnanti su temi attuali (diritti, ambiente, salute mentale, ecc.).

Rafforzare la rete scuola-famiglia-comunità significa accrescere le opportunità di ascolto e crescita, ma anche strutturare una responsabilità collettiva verso il diritto all’educazione di qualità.

Conclusioni e prospettive future

I dati del sondaggio UNICEF Italia mettono a nudo la necessità di un cambiamento profondo nell’impostazione educativa della scuola italiana. Non basta più parlare di partecipazione studentesca scuola come valore astratto: è urgente costruire strumenti e spazi concreti per l’ascolto e la corresponsabilità.

La Giornata Internazionale dell’Educazione offre l’opportunità di una riflessione collettiva su questi temi, con lo sguardo rivolto al futuro. Come ricorda l’UNICEF, solo se i giovani saranno parte attiva delle decisioni che li riguardano, potremo parlare davvero di una educazione di qualità Italia.

In conclusione:

* È necessario rendere la partecipazione un diritto concretamente esercitato da tutti. * Serve una formazione specifica per docenti e dirigenti sulle strategie partecipative. * Occorre imparare dalle esperienze migliori già attive nelle scuole UNICEF. * La collaborazione scuola-famiglia-comunità è una risorsa imprescindibile.

La speranza è che il prossimo anno, la stessa indagine UNICEF possa restituire dati diversi, dove la maggioranza degli studenti possa finalmente dichiarare di sentire la scuola come casa propria: un luogo di ascolto, libertà, responsabilità e futuro.

“Educare non è riempire un vaso, ma accendere un fuoco”.

Pubblicato il: 23 gennaio 2026 alle ore 15:23