A Marsiglia un preside è stato aggredito e cosparso di benzina dentro la sua scuola, a Nantes il liceo Nelson Mandela è stato dato alle fiamme. La rivolta studentesca francese contro la carenza di docenti e le classi affollate conta 119 feriti tra studenti e personale e 83 agenti coinvolti.
Cosa chiedono gli studenti francesi
Il premier Sébastien Lecornu ha convocato un vertice interministeriale di crisi al ministero dell'Interno. La protesta, partita dalle scuole superiori, si sta estendendo anche ai campus universitari.
Le richieste raccolte dall'Unione degli Studenti sono tre: la sostituzione dei professori assenti, la fine delle classi sovraffollate e più risorse pubbliche per gli istituti. A Nantes la polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere i cortei, mentre l'Ispettorato di polizia indaga su tre episodi gravi avvenuti a Sevran, Saint-Ouen-L'Aumône e Tours. In quest'ultima città un giovane è ricoverato in ospedale con lesioni compatibili, secondo il procuratore, con un colpo di Lbd, il lanciatore di proiettili di difesa in dotazione agli agenti.
Lo slogan apparso sui muri delle scuole francesi, "più topi che insegnanti", sintetizza la denuncia di edifici degradati e organici tagliati.
Le stesse condizioni esistono in Italia
I tre temi che hanno spinto gli studenti francesi in strada attraversano da anni il sistema italiano, in alcuni casi con dati peggiori.
Spesa pubblica per l'istruzione. Nel 2023 l'Italia ha destinato il 3,9% del PIL alla scuola e all'università, contro il 5,0% della Francia e una media UE del 4,7% secondo Eurostat. Terzultimi nell'Unione, davanti solo a Romania e Irlanda.
Carenza di docenti. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha chiuso le operazioni per il 2026/27 con 46.826 posti vacanti dopo i trasferimenti - MIM, coperti con circa 118.000 supplenze confermate al 31 agosto 2026. A queste si aggiungono 55.814 supplenti di sostegno. Un sistema che dipende strutturalmente dal lavoro precario per restare in piedi.
Classi pollaio. Il DPR 81/2009 fissa un tetto di 27 alunni per la secondaria di secondo grado (fino a 30 con resti). Nel 2024/25, secondo le elaborazioni sui dati del Portale Unico MIM, 1.663 classi delle superiori avevano più di 27 studenti, con 23.759 ragazzi (il 4,3%) stipati in classi oltre il limite al primo anno. Le regioni più colpite sono Emilia-Romagna, Veneto e Liguria, dove la quota di classi fuori norma supera il 2,5%.
Sul fronte stipendi, l'OCSE Education at a Glance 2025 fotografa un docente italiano con 15 anni di esperienza intorno ai 66.000 dollari PPP, poco sotto la media OCSE e sopra la Francia (54.800 dollari), ma con uno svantaggio del 33% rispetto agli altri laureati italiani di pari livello.
Dalla protesta degli OSA al decreto scuola
Anche in Italia la mobilitazione studentesca è in corso. A fine settembre il collettivo OSA ha occupato il liceo Enzo Rossi di Roma, chiedendo "investimenti concreti nell'istruzione" al posto di nuove spese militari e denunciando edifici precari, organici incompleti e disagio psicologico post-pandemia (abbiamo raccontato la mobilitazione OSA davanti al liceo Enzo Rossi).
Sul piano politico il governo risponde con il decreto scuola, che introduce un tetto del 30% di alunni stranieri per classe per superare quelle che Valditara ha definito "classi ghetto". Secondo i dati citati dal Ministero, 34mila classi italiane superano oggi quella soglia.
Il nodo delle risorse resta aperto: la contestazione francese nasce da anni di tagli alla spesa pubblica, mentre in Italia il contratto scuola 2022-2024 è stato firmato con aumenti che non coprono l'inflazione cumulata e la legge di bilancio 2026 non prevede un incremento strutturale della spesa per istruzione.
Il vertice di crisi convocato oggi a Parigi offrirà la risposta politica francese. In Italia la stessa domanda, docenti, aule e risorse, resta sul tavolo senza un canale di confronto strutturato.