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Elezioni e scuole sede di seggio: il personale ATA può essere impiegato in altri plessi

Il Ministero dell'Istruzione ha diramato le indicazioni operative per le consultazioni del 24-25 maggio. L'Aran chiarisce le regole sullo spostamento temporaneo dei collaboratori scolastici e degli assistenti amministrativi

* Scuole chiuse per le elezioni: cosa cambia per il personale * L'orientamento dell'Aran sullo spostamento del personale ATA * Come funziona l'impiego in altri plessi * Ballottaggio e seconda chiusura: il nodo del 7-8 giugno * Le ricadute sulla didattica e sull'organizzazione scolastica

Scuole chiuse per le elezioni: cosa cambia per il personale {#scuole-chiuse-per-le-elezioni-cosa-cambia-per-il-personale}

Ogni tornata elettorale porta con sé lo stesso copione: edifici scolastici trasformati in seggi, lezioni sospese, famiglie costrette a riorganizzarsi. E personale scolastico che, da un giorno all'altro, si ritrova senza una sede operativa. Le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio non faranno eccezione.

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha inviato agli uffici scolastici regionali e ai dirigenti le consuete indicazioni operative per gestire la chiusura degli istituti destinati a ospitare i seggi elettorali. Stavolta, però, la nota ministeriale si accompagna a un elemento in più: un orientamento specifico dell'Aran (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) sull'utilizzo del personale ATA durante i giorni di fermo forzato.

La questione non è nuova, ma continua a generare dubbi e malumori. Se i docenti, in assenza di attività didattica, non prestano servizio, per collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e assistenti tecnici il discorso è diverso. Il loro rapporto di lavoro non si interrompe automaticamente con la sospensione delle lezioni.

L'orientamento dell'Aran sullo spostamento del personale ATA {#lorientamento-dellaran-sullo-spostamento-del-personale-ata}

Stando a quanto emerge dal documento dell'Aran, il personale ATA in servizio presso edifici scolastici adibiti a seggio può essere temporaneamente impiegato in altri plessi dello stesso istituto, o anche in plessi di istituti diversi nell'ambito dello stesso territorio. Non si tratta di un trasferimento, ma di un'assegnazione provvisoria dettata da esigenze organizzative contingenti.

L'orientamento dell'Agenzia poggia su un principio chiaro: il lavoratore resta in servizio, e l'amministrazione ha il dovere di garantirgli la possibilità di svolgere la propria prestazione. Non è dunque corretto collocare d'ufficio il personale in ferie o in permesso, a meno che non sia lo stesso dipendente a farne richiesta.

È un punto che merita attenzione, perché in passato non sono mancati casi di dirigenti scolastici che, per semplicità, hanno invitato il personale ATA a restare a casa "consumando" giorni di ferie. Pratica che, alla luce dell'orientamento Aran, appare illegittima se imposta unilateralmente.

Per chi volesse approfondire le dinamiche contrattuali e professionali che riguardano questa categoria, vale la pena seguire il confronto tra Ministero e sindacati sui passaggi di area per il personale ATA, un tavolo negoziale che potrebbe ridefinire inquadramenti e mansioni.

Come funziona l'impiego in altri plessi {#come-funziona-limpiego-in-altri-plessi}

La procedura, nei fatti, è piuttosto lineare. Il dirigente scolastico, una volta accertato che il proprio edificio sarà utilizzato come seggio, individua i plessi disponibili dello stesso istituto comprensivo o, in mancanza, si coordina con l'ufficio scolastico territoriale per trovare una collocazione temporanea presso altre scuole.

Alcuni aspetti operativi da tenere presenti:

* Lo spostamento riguarda esclusivamente i giorni di chiusura dell'edificio per le operazioni elettorali, incluse le fasi di allestimento e smontaggio dei seggi. * Il personale mantiene il proprio orario di servizio e le mansioni corrispondenti al profilo professionale di appartenenza. * Il dirigente deve comunicare con congruo anticipo la sede temporanea di servizio. * Non è prevista alcuna indennità aggiuntiva per lo spostamento, salvo eventuali rimborsi per spese di trasporto documentate, se previsti dalla contrattazione integrativa d'istituto.

Per i collaboratori scolastici, l'impiego in un plesso diverso comporta lo svolgimento delle ordinarie attività di sorveglianza, pulizia e supporto. Per gli assistenti amministrativi, la questione può risultare più complessa, soprattutto se la segreteria è fisicamente inaccessibile e i sistemi informatici non sono replicabili altrove.

Chi è in attesa di nuove opportunità professionali nel comparto ATA può nel frattempo consultare le informazioni sull'apertura delle Graduatorie 24 Mesi ATA, con domande dal 28 aprile al 19 maggio 2025, una finestra temporale che si sovrappone proprio al periodo pre-elettorale.

Ballottaggio e seconda chiusura: il nodo del 7-8 giugno {#ballottaggio-e-seconda-chiusura-il-nodo-del-7-8-giugno}

A complicare il quadro c'è l'eventualità, tutt'altro che remota, del ballottaggio fissato per il 7 e 8 giugno. Due chiusure nell'arco di quindici giorni significano, per molte scuole, una perdita significativa di giorni di attività, proprio nel periodo più delicato dell'anno scolastico, quello degli scrutini e degli esami.

Nei Comuni dove si voterà al secondo turno, il personale ATA dovrà prepararsi a un nuovo spostamento temporaneo. La doppia interruzione amplifica i disagi logistici e, come sottolineato da diverse sigle sindacali, rischia di far ricadere sulle spalle dei lavoratori l'intero peso organizzativo.

Resta sullo sfondo il dibattito, ciclicamente rilanciato, sulla necessità di individuare sedi alternative alle scuole per le consultazioni elettorali. Un tema su cui la politica discute da anni senza mai arrivare a una soluzione strutturale. Il decreto legislativo 29 del 2024 aveva previsto una graduale dismissione degli edifici scolastici come seggi, ma i tempi di attuazione si sono rivelati più lunghi del previsto, e per le amministrative di maggio la stragrande maggioranza dei Comuni continuerà a utilizzare le scuole.

Le ricadute sulla didattica e sull'organizzazione scolastica {#le-ricadute-sulla-didattica-e-sullorganizzazione-scolastica}

Se per il personale ATA il problema è prevalentemente organizzativo, per l'intera comunità scolastica la questione ha implicazioni più ampie. Le giornate perse si sommano a quelle già sacrificate nel corso dell'anno per altre consultazioni, ponti e chiusure straordinarie. I dirigenti sono chiamati a un esercizio di equilibrismo: garantire il rispetto del monte ore annuale, non ledere i diritti dei lavoratori, assicurare la continuità dei servizi amministrativi.

In questo contesto, conoscere i propri diritti diventa essenziale. Per il personale che si trovi in situazioni di particolare difficoltà, può essere utile un approfondimento sulle graduatorie interne e i diritti dei docenti e del personale ATA, soprattutto in vista delle operazioni di mobilità e delle assegnazioni per il prossimo anno.

La circolare del Ministero, unita all'orientamento dell'Aran, offre almeno un quadro più chiaro rispetto al passato. Ma la vera partita, quella di liberare le scuole dalla funzione di seggio elettorale, è ancora tutta da giocare.

Pubblicato il: 22 aprile 2026 alle ore 13:50