Il Ministero dell'Istruzione e del Merito stanzia 3 milioni di euro per le scuole statali colpite da furti e vandalismo a danno di materiali didattici e laboratori. Il decreto firmato dal ministro Giuseppe Valditara il 22 maggio 2026 dà continuità a una misura introdotta tre anni prima e poi rimasta ferma.
La dotazione: 3 milioni dal Fondo per il funzionamento
Il Decreto Ministeriale n. 89 del 22 maggio 2026 destina i 3 milioni all'esercizio finanziario 2026, nell'ambito del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche. Le risorse arrivano dai capitoli 1194 e 1196 del bilancio del ministero e sono riservate agli istituti i cui beni didattici e laboratoriali siano stati sottratti o danneggiati, sulla base di istanze motivate dei dirigenti scolastici.
L'assegnazione non è automatica. Il provvedimento demanda alla Direzione generale per l'edilizia scolastica, le risorse e il supporto alle istituzioni scolastiche la raccolta delle richieste tramite un sistema informativo dedicato. La stessa Direzione dovrà informare periodicamente il Capo Dipartimento per le risorse, l'organizzazione e l'innovazione digitale sull'andamento delle assegnazioni.
Stessa cifra del 2023, in media 400 euro per istituto
La somma è identica al DM n. 199 del 16 ottobre 2023, primo provvedimento con cui il ministero aveva introdotto questa linea di sostegno. Nei due esercizi finanziari intermedi, 2024 e 2025, la misura non risulta rifinanziata: tra il primo decreto e l'attuale stanziamento passano tre anni di vuoto normativo.
Spalmata sui circa 7.473 istituti statali italiani, la dotazione vale in media 394 euro per scuola. Per dare la misura del confronto, lo stesso ministero ha messo 267 milioni sui docenti tutor e orientatori per l'anno scolastico 2024/2025 e ha stanziato 30 milioni per la continuità didattica con il decreto n. 242 del dicembre 2024. La sola Regione Sicilia ha destinato 3 milioni alla manutenzione delle scuole isolane con un proprio piano: la stessa cifra che il MIM riserva a tutte le scuole statali del Paese.
Le 7.473 istituzioni statali sono distribuite in oltre 40.000 sedi scolastiche secondo i dati MIM. Bastano pochi episodi rilevanti per consumare la dotazione: ricomprare un laboratorio mobile di robotica o un set di tablet per una classe può superare il contributo medio teorico per istituto.
Il quadro si stringe ulteriormente: il fondo arriva solo alle scuole che presentano istanza motivata, non a tutte quelle colpite. Né il MIM né l'ISTAT pubblicano serie storiche sui reati negli istituti scolastici come categoria autonoma. Senza numeri ufficiali sull'incidenza del fenomeno, i 3 milioni restano una risposta amministrativa a una platea sconosciuta.
Come fare richiesta e cosa documentare
Le scuole interessate dovranno caricare la richiesta nel sistema informativo della Direzione generale per l'edilizia scolastica. Servirà documentare nel dettaglio quali beni didattici o di laboratorio siano stati sottratti o danneggiati e dimostrare l'urgenza dell'intervento per non interrompere lezioni e attività di laboratorio.
Le polizze RC e infortuni stipulate dagli istituti scolastici non coprono di norma il furto o il danneggiamento dei beni mobili (computer, microscopi, strumenti musicali, attrezzature di laboratorio). Quando il bilancio della scuola non ha capienza per ricomprare il materiale sottratto, l'attività didattica si ferma. Il rifinanziamento del MIM punta proprio a questo passaggio.
Il decreto del 2023 copriva episodi avvenuti dal 4 novembre 2020 al 4 novembre 2023 e chiudeva le istanze il 26 novembre 2023, con raccolta delle richieste via SIDI. Per il 2026 la nota operativa non risulta ancora pubblicata: la finestra di accadimento e la scadenza per la presentazione dipenderanno dalla circolare attuativa della Direzione generale.
Senza la circolare con le scadenze il fondo resta sulla carta. Le scuole che hanno già subìto danni nelle ultime settimane di lezione dovranno conservare denunce, verbali e perizie e prepararle per il caricamento appena la Direzione generale aprirà la procedura.