A Catania il 9 giugno 2026 l'ultimo giorno di scuola si chiude con la Polizia Municipale in strada, agenti colpiti da uova e auto di servizio macchiate di vernice. A Roma, lo stesso giorno, uno studente arriva al liceo in limousine bianca, su tappeto rosso e con un mantello bordato di ermellino. Tra carnevale e cronaca, il calendario incrocia un dato istituzionale poco discusso: il decreto MIM da 30 milioni di euro firmato a febbraio.
Cosa è successo il 9 giugno tra Catania e Roma
Al liceo classico Cutelli-Salanitro di Catania gli studenti dell'ultimo anno si sono dati appuntamento per gettarsi addosso secchi di vernice, uova e farina. Il rito è arrivato fino alle auto delle pattuglie: la Polizia Municipale, scrive La Sicilia, ha presidiato gli incroci più critici di Largo Rosolino Pilo. Il sindaco Enrico Trantino ha parlato di «condotte vergognose» e ha promesso un confronto con i dirigenti scolastici sulle modalità di celebrazione di fine anno.
A Roma il gesto è stato di tutt'altro segno, ma con la stessa cifra scenica. Un alunno è sceso da una limousine bianca, su un tappeto rosso srotolato da un amico, indossando un mantello bordato di ermellino. Ha augurato «buon ultimo giorno di scuola a tutti», ha mandato baci ai compagni e l'episodio è circolato sui social fino a raggiungere Il Corriere della Sera. Sono due facce dello stesso fenomeno, che il prossimo anno scolastico verrà invitato a cambiare forma.
I 30 milioni di Valditara: cifre alla mano, quanto resta a ogni scuola
Il 25 febbraio 2026 il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha firmato un decreto MIM da 30 milioni per progetti didattici sull'ambiente che destina la cifra alla cura dei parchi e dei beni scolastici da parte degli studenti. Il Focus MIM sull'avvio dell'anno scolastico 2024/2025 contava 7.600 istituzioni scolastiche statali principali in Italia, di cui 4.684 istituti comprensivi e 2.583 del secondo ciclo, distribuite su 40.076 sedi scolastiche. Lombardia (1.096), Campania (852) e Sicilia (718) sono le regioni con il maggior numero di scuole interessate dal nuovo decreto.
Tradotti in capitoli per istituto, i 30 milioni equivalgono a circa 3.947 euro per ogni istituzione scolastica statale, ovvero circa 749 euro per ogni singolo plesso. Sono fondi europei, non Pnrr, ha precisato il ministro, destinati anche a «remunerare il personale e i docenti coinvolti» nelle attività di cura del verde e degli spazi pubblici. Nella stessa cornice il ministero ha diffuso la nota 39623 del 23 febbraio 2026, che chiede ai dirigenti di responsabilizzare gli alunni sull'uso corretto dei beni della scuola e prevede, ad esempio, che gli studenti lascino l'aula nelle stesse condizioni in cui è stata consegnata a inizio giornata.
Cosa cambierà dall'anno scolastico 2026/2027
Dal prossimo anno scolastico l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze estive sarà dedicato a iniziative pratiche di pulizia delle aree verdi e degli ambienti scolastici. Il modello è quello sperimentato l'8 giugno 2026 al Giardino Cesare Zavattini di Milano, dove gli studenti dell'Istituto Vespucci e dell'IC Scarpa hanno ripulito il parco insieme al ministro. «Non è un'iniziativa soltanto milanese e dal prossimo anno scolastico riguarderà tutte le scuole», ha annunciato Valditara. Le attività rientreranno nell'ambito dell'educazione civica e potranno coinvolgere enti locali, associazioni e fondazioni.
Per le singole scuole significa concretamente due cose: pianificare un'attività strutturata nelle ultime ore di lezione e attivare la quota di fondi destinata a integrare gli stipendi del personale coinvolto. Si tratta di un cantiere che si apre in un anno scolastico già attraversato da molte tensioni, dallo sciopero nazionale del 7 maggio contro Invalsi e indicazioni nazionali alla visione di Giannelli sull'intelligenza artificiale a scuola, fino al rinnovamento del personale con il concorso Pnrr 2 nell'infanzia e nella primaria.
Il banco di prova sarà giugno 2027. Con 3.947 euro per istituto e una nota ministeriale che chiede ai dirigenti di far lasciare le aule come trovate, si saprà se la giornata di vernice e farina lascerà spazio a una giornata di scuola attiva, o se la nuova cornice istituzionale resterà solo sulla carta.