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Corsi di italiano ai genitori stranieri: cosa prevede l'art. 12 del DL 170

Dal DL 170/2026 corso gratuito ai CPIA fino al livello A2 su segnalazione della scuola e sanzioni del prefetto fino a 1.000 euro dopo diffida.

Il decreto-legge 30 settembre 2026 n. 170 introduce un corso obbligatorio di italiano per i genitori stranieri i cui figli frequentano una scuola italiana e la cui scarsa conoscenza della lingua ostacola il percorso del minore. Il percorso è gratuito, si svolge ai CPIA fino al livello A2 del Quadro europeo e, in caso di mancata partecipazione dopo diffida, può portare a una sanzione del prefetto da 200 a 1.000 euro.

Come funziona la segnalazione, passo per passo

L'articolo 12 del decreto costruisce una filiera di quattro soggetti. La scuola segnala ai servizi sociali il caso in cui le "persistenti barriere linguistiche" dei genitori ostacolino l'integrazione del minore, il suo comportamento a scuola o il rispetto del Patto di corresponsabilità educativa. I servizi sociali, valutato il nucleo familiare, predispongono un progetto personalizzato di sostegno alla genitorialità che include il percorso di alfabetizzazione. I Centri provinciali per l'istruzione degli adulti erogano il corso e verificano le eventuali assenze. La sanzione la irroga il prefetto, con le procedure della testo integrale del decreto-legge 170/2026 in Gazzetta Ufficiale e della legge 689/1981.

La misura non si applica a tutti i genitori stranieri: scatta solo quando la barriera linguistica produce effetti concreti e documentabili sul minore. Restano escluse anche le scuole straniere e quelle europee presenti in Italia. La segnalazione, quindi, non riguarda il livello di conoscenza dell'italiano in sé, ma le situazioni in cui quella difficoltà si riflette sul rapporto tra famiglia e istituzione scolastica.

Un carico che si concentrerà quasi tutto nelle regioni del Nord

La platea potenziale è ampia, ma geograficamente molto sbilanciata. Nelle scuole italiane sono presenti 914.860 alunni con cittadinanza non italiana, l'11,2% del totale, secondo il Notiziario del Ministero dell'istruzione e del merito. Di questi, il 65,2% frequenta scuole del Nord, il 23,3% del Centro e solo l'11,5% del Mezzogiorno e delle Isole.

Il carico operativo della nuova procedura ricadrà quindi in modo quasi esclusivo su Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, dove risiede la maggioranza assoluta delle famiglie potenzialmente coinvolte. Sono gli stessi territori che oggi sostengono la quota più alta di iscritti ai percorsi di alfabetizzazione dei CPIA, oltre 130 strutture distribuite sul territorio nazionale secondo l'INDIRE.

Il decreto non prevede risorse aggiuntive dedicate: il comma 7 chiude l'articolo con la clausola di invarianza finanziaria. L'ampliamento della platea di genitori stranieri indirizzata ai corsi di italiano dei CPIA dovrà convivere con la rete attuale di sedi, docenti di italiano L2 e posti disponibili, concentrati nelle province a maggiore pressione. Lo stesso decreto, oltre all'articolo 12, introduce il tetto del 30% di alunni stranieri per classe e tocca il quadro degli istituti tecnici.

Chi è esentato, diffida e sanzione

Non sono tenuti a frequentare i genitori con gravi limitazioni della capacità di apprendimento linguistico legate all'età, a patologie o a disabilità, purché certificate da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale. L'esenzione vale anche quando particolari e motivate esigenze connesse alla natura delle funzioni esercitate rendono impossibile la frequenza.

La multa non scatta subito. Accertata l'assenza, il CPIA deve prima inviare una formale diffida ad adempiere entro trenta giorni. Solo se l'inadempimento persiste anche dopo quel termine, e in assenza di comprovati motivi di salute, cause di forza maggiore o altri gravi impedimenti documentati, scatta la sanzione pecuniaria compresa fra 200 e 1.000 euro, irrogata dal prefetto. Il rapporto tra genitori e scuola si lega così alla capacità di comprendere e sottoscrivere documenti come il Patto di corresponsabilità e, in prospettiva, le nuove Indicazioni nazionali del primo ciclo.

I nodi aperti sull'attuazione

La durata minima del percorso, i criteri con cui le scuole decideranno quando una barriera linguistica è "persistente" e i tempi di presa in carico dei servizi sociali non sono fissati dal decreto. Dipenderanno dai regolamenti attuativi e dalle prassi dei singoli territori, con il rischio di applicazioni molto diverse fra una provincia e l'altra. Resta anche aperta la questione della capacità ricettiva: il tema della dotazione del patrimonio scolastico pubblico torna qui sotto forma di posti e docenti nei CPIA chiamati a reggere il nuovo flusso.

Pubblicato il: 1 ottobre 2026 alle ore 12:14