Il 10 e 11 luglio i dirigenti scolastici della Sicilia si riuniscono a Enna per il convegno «Scuola: quando il disagio chiede ascolto», organizzato da FLC CGIL Sicilia e Proteo Fare Sapere. La regione che ospita l'incontro è quella con i numeri più critici d'Italia sul disagio giovanile e sulla tenuta del sistema scolastico.
Due giorni all'Hotel Sicilia con criminologi e procuratori
La sede è la Sala Congressi dell'Hotel Sicilia di Enna. Venerdì 10 luglio, dalle 15.30, aprono i lavori Nicola Malizia, ordinario di Criminologia all'Università Kore di Enna, Eliana Chiavetta dell'associazione Amici San Patrignano Sicilia sul modello dello «spazio di tregua», e Gaetano Paci, procuratore capo del tribunale di Reggio Emilia, sul rapporto tra criminalità giovanile e ruolo della giurisdizione. Segue una tavola rotonda con istituzioni, sindacati, studenti e l'assessorato regionale all'Istruzione.
Sabato 11 luglio, dalle 9.00, il focus si sposta sul nuovo CCNL Area V per la dirigenza scolastica, con l'intervento di Monica Fontana, responsabile nazionale dei dirigenti FLC CGIL, e sulla governance dell'intelligenza artificiale a scuola, affidata a Patrizia Colella di Proteo Fare Sapere. Conclude a mezzogiorno la segretaria generale nazionale FLC CGIL Gianna Fracassi. L'organizzazione contesta l'approccio securitario dell'esecutivo e rilancia il valore dell'ascolto e della prevenzione.
In Sicilia dispersione al 13,7% e Neet al 25,7%
I dati ISTAT presentati in audizione al Senato nell'ottobre 2025 collocano la Sicilia in testa a tutte le classifiche negative sul disagio educativo. L'abbandono scolastico esplicito tra i 18-24enni si ferma al 13,7% contro l'8,2% della media nazionale, con la sola Sardegna a ridosso al 13,6%. La dispersione implicita in terza media raggiunge il 23,6%, il valore più alto d'Italia, e il gap con le regioni del Nord supera i cinque punti percentuali. Audizione ISTAT su povertà educativa e dispersione
Il dato che pesa di più sulla scuola è quello dei Neet, i giovani tra 15 e 29 anni che non studiano e non lavorano: in Sicilia sono il 25,7% contro il 15,2% nazionale, con Catania al 35,4% e picchi oltre il 40% in due municipi cittadini. Il Meridione presenta anche una delle più alte concentrazioni di denunce a carico di minori del Paese, secondo il Dipartimento di Pubblica sicurezza, un quadro che giustifica il taglio del convegno, che tratta il disagio giovanile come emergenza strutturale e non come cronaca. Report criminalità minorile del Ministero dell'Interno
Scuole in prima linea con meno dirigenti e meno docenti
Il paradosso è che la scuola siciliana affronta questi numeri con risorse in calo. Le immissioni in ruolo dei docenti per il 2025/26 valgono l'8% in meno rispetto all'anno precedente, con 44.642 posti autorizzati per l'anno scolastico. Sul fronte dirigenza, gli ultimi concorsi hanno restituito al Meridione solo il 49% dei presidi vincitori originari del Sud: gli altri restano al Nord, dove hanno maturato la nomina di ruolo e dove le famiglie li trattengono.
A questo si aggiunge una gestione amministrativa fragile. Il bug della piattaforma SNV che apre il 2025/26 ha già segnalato quanto poco il ministero investa in strumenti a supporto degli uffici di dirigenza. Nella Sicilia del 25,7% di Neet questo si traduce in scuole che perdono la capacità di intercettare i ragazzi più fragili prima che escano dal sistema, e in dirigenti costretti a fare da tappabuchi su carichi amministrativi crescenti.
Il divario parte da lontano. La copertura dei nidi in Sicilia si ferma al 13,9%, quasi la più bassa d'Italia, dopo la Campania e la Calabria. Un bambino che perde i primi anni di socializzazione difficilmente li recupera alla scuola secondaria di primo grado, dove la dispersione implicita raggiunge appunto il 23,6%. Il ciclo educativo siciliano è debole all'ingresso e fragile all'uscita, e i dirigenti che si riuniscono a Enna lo sanno bene.
Le conclusioni di Fracassi di sabato mattina dovranno indicare come trasformare il convegno in una piattaforma operativa. La scommessa dei dirigenti siciliani è portare al governo regionale un pacchetto di misure che ponga la scuola come argine al malessere, non come spettatrice di una risposta puramente securitaria.