L'ipotesi di un bando a novembre 2026 per 29.695 posti nell'infanzia e nella primaria arriva mentre il censimento delle aule informatizzate, aperto l'8 ottobre e in chiusura il 31 ottobre, segnala che la macchina organizzativa è già in moto. Il prossimo concorso scuola 2026 avrà però una variabile che non c'era un anno fa: i programmi d'esame cambiano per la prima volta dopo tredici anni.
Dall'Allegato A del 2023 alle Indicazioni del 2025
La parte generale e disciplinare dei concorsi oggi in corso si basa sull'Allegato A del DM 206/2023 - MIM, costruito sulle Indicazioni nazionali del 2012. Il nuovo bando dovrà invece recepire il DM 221 del 9 dicembre 2025 in Gazzetta Ufficiale, pubblicato il 27 gennaio 2026 e vigente dall'11 febbraio. Il regolamento entra in applicazione proprio nell'anno scolastico 2026/2027, con tutte le sezioni di infanzia e le prime classi di primaria e secondaria di primo grado. Il riferimento tecnico su cui dovranno prepararsi i candidati non è ancora pubblico: l'Allegato A aggiornato arriverà con il decreto di bando.
Dalle competenze al corsivo: il ribaltamento di impianto
Il cambio più visibile riguarda l'impostazione pedagogica. Le nuove Indicazioni spostano il baricentro dalle competenze trasversali verso le conoscenze disciplinari, con contenuti più dettagliati per singola materia. Nella primaria rientrano il recupero esplicito della scrittura in corsivo, l'insegnamento dell'informatica dalla prima classe e un'integrazione dell'intelligenza artificiale mediata dal docente, senza strumenti o tempi prescritti. Per l'infanzia, i Campi di Esperienza vengono riorganizzati con obiettivi più propedeutici al passaggio alla primaria, e la cittadinanza assume una dimensione concreta legata alla collaborazione e alle relazioni sociali.
Chi aveva impostato le Unità di Apprendimento sul modello delle competenze dovrà rimetterle a punto sugli obiettivi specifici di apprendimento del nuovo testo. Anche la lezione simulata del colloquio orale, nella primaria, dovrà tenere conto delle priorità metodologiche indicate come terreno di verifica: scrittura manuale, informatica, uso critico dell'IA, studio delle singole discipline. Chi segue il tema a livello locale può confrontarlo con il recente concorso di Roma Capitale per l'infanzia, dove il divario tra posti e domande ha già cambiato la geografia delle scelte dei candidati.
Un'offerta più ampia del PNRR3, su un programma diverso
Il concorso PNRR3, con prove scritte il 27 novembre 2025, ha ricevuto 45.469 domande per 27.376 posti nell'infanzia e nella primaria: un rapporto medio di 1,7 candidati per posto, con Basilicata, Lombardia e Veneto in cui i posti sono risultati addirittura superiori agli aspiranti. Se l'ipotesi dei 29.695 posti del nuovo bando venisse confermata, l'offerta crescerebbe di circa l'8,5% rispetto a dodici mesi fa.
L'altra faccia della medaglia è il tempo di studio. Chi ha affrontato il PNRR3 ha preparato un Allegato A ancora costruito sull'impianto del 2012: la bibliografia utile allora è oggi in parte superata. Chi punta al concorso scuola 2026 dovrà ricostruire la parte disciplinare quando uscirà il decreto, con una finestra tra pubblicazione e prove che nei bandi recenti si è attestata intorno al mese e mezzo. Il peso di titoli e punteggi aggiuntivi, come la riserva del 15% riconosciuta a chi ha svolto il servizio civile, resta un fattore da calcolare prima della domanda.
Le novità operative su cui concentrare lo studio
* Scrittura in corsivo reintrodotta come strumento cognitivo nella primaria
* Informatica e algoritmi insegnati dalla prima classe
* Intelligenza artificiale usata in modo mediato dal docente, senza strumenti prescritti
* Campi di Esperienza dell'infanzia riorganizzati con obiettivi più propedeutici
* Latino sperimentale alle medie, opzionale ma curricolare dalla seconda
Il MIM ha chiesto il parere del CSPI sulle tabelle di valutazione dei titoli: è il passaggio che di norma precede la pubblicazione del decreto di bando. Chi lavora anche su proposte didattiche come Scrittori di classe nell'edizione 2026/2027 troverà nelle nuove priorità un terreno già familiare, soprattutto sul fronte della scrittura manuale.