* La sperimentazione prende forma: l'Avviso 537 del MIM * Cosa sono le competenze non cognitive e perché contano * Chi può partecipare alla sperimentazione * Come presentare la candidatura * Il ruolo dei partner qualificati * Un tassello nel quadro di rinnovamento della scuola italiana
La sperimentazione prende forma: l'Avviso 537 del MIM {#la-sperimentazione-prende-forma-lavviso-537-del-mim}
Dopo mesi di attesa, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha compiuto il passo decisivo. Con la pubblicazione dell'Avviso pubblico n. 537 del 30 marzo 2026, si apre ufficialmente la fase operativa della sperimentazione nazionale sulle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici italiani. Non si tratta di una dichiarazione d'intenti, ma di un bando concreto, con scadenze precise e requisiti definiti.
Le scuole interessate hanno tempo fino al 30 aprile 2026 per presentare la propria candidatura. Un mese esatto, dunque, per mettere insieme il progetto, individuare eventuali partner e inviare la documentazione nei modi previsti dall'avviso.
La notizia segna un passaggio rilevante nel dibattito, ormai pluriennale, sull'introduzione delle cosiddette soft skills nella didattica ordinaria. Dalla teoria si passa finalmente alla pratica.
Cosa sono le competenze non cognitive e perché contano {#cosa-sono-le-competenze-non-cognitive-e-perché-contano}
Quando si parla di competenze non cognitive ci si riferisce a quell'insieme di abilità che non rientrano nelle tradizionali discipline scolastiche, ma che la ricerca educativa considera decisive per il successo formativo e professionale degli studenti. Resilienza, capacità di lavorare in gruppo, gestione delle emozioni, pensiero critico, spirito di iniziativa: sono questi i tratti su cui la sperimentazione intende lavorare.
Stando a quanto emerge dalla letteratura scientifica internazionale, e dalle stesse raccomandazioni del Consiglio dell'Unione Europea sulle competenze chiave per l'apprendimento permanente, le competenze trasversali incidono in maniera significativa sulla riduzione della dispersione scolastica e sul miglioramento del clima relazionale nelle classi. Non è un caso che diversi sistemi educativi europei le abbiano già integrate nei propri curricoli.
In Italia il percorso legislativo ha avuto un'accelerazione con la legge n. 32 del 2022, che ha posto le basi per una sperimentazione triennale. L'Avviso 537 rappresenta, di fatto, l'attuazione concreta di quel mandato normativo.
Chi può partecipare alla sperimentazione {#chi-può-partecipare-alla-sperimentazione}
Il perimetro dei destinatari è ampio. Possono presentare candidatura:
* Scuole dell'infanzia statali e paritarie * Istituzioni scolastiche del primo ciclo (primarie e secondarie di primo grado), statali e paritarie * Istituzioni scolastiche del secondo ciclo (secondarie di secondo grado), statali e paritarie
L'inclusione delle scuole paritarie accanto a quelle statali è un elemento significativo: il Ministero punta a una sperimentazione che restituisca un quadro il più possibile rappresentativo dell'intero sistema scolastico nazionale. Un dato che merita attenzione, specie alla luce delle recenti novità normative che riguardano il comparto paritario, come la Proroga fino al 2027 per l'utilizzo delle graduatorie degli educatori nelle scuole paritarie, segno di un'attenzione crescente del legislatore verso queste realtà.
La scelta di coinvolgere tutti gli ordini e gradi, dall'infanzia alla secondaria superiore, riflette una convinzione pedagogica precisa: le competenze non cognitive vanno coltivate fin dalla prima età, non relegate agli ultimi anni del percorso formativo.
Come presentare la candidatura {#come-presentare-la-candidatura}
Le modalità operative sono rigide, come ci si aspetta da un avviso ministeriale. La candidatura deve essere trasmessa esclusivamente via PEC (Posta Elettronica Certificata), corredata da firma digitale del dirigente scolastico o del legale rappresentante dell'istituzione scolastica paritaria.
Non sono ammesse candidature inviate con mezzi diversi. Il termine, lo ricordiamo, è fissato al 30 aprile 2026. Le scuole che intendono partecipare farebbero bene a non ridursi all'ultimo momento: la predisposizione del progetto richiede tempo, soprattutto se si prevede il coinvolgimento di soggetti esterni.
È ragionevole aspettarsi che il MIM pubblichi, nelle prossime settimane, eventuali FAQ o chiarimenti operativi, come avvenuto per analoghi bandi in passato.
Il ruolo dei partner qualificati {#il-ruolo-dei-partner-qualificati}
Uno degli aspetti più interessanti dell'Avviso 537 riguarda la possibilità, per le scuole candidate, di costruire le proprie proposte progettuali coinvolgendo partner qualificati. Il testo del bando menziona esplicitamente:
* Università * Enti di formazione accreditati presso il Ministero
La presenza di un partner non è obbligatoria, ma è evidente che le proposte supportate da una solida collaborazione con il mondo accademico o della ricerca educativa avranno un valore aggiunto in fase di valutazione. Le università, d'altra parte, possono garantire il rigore metodologico necessario perché la sperimentazione produca dati attendibili e confrontabili a livello nazionale.
Si tratta di un modello già sperimentato con successo in altri ambiti, dalla formazione dei docenti ai progetti sull'innovazione didattica.
Un tassello nel quadro di rinnovamento della scuola italiana {#un-tassello-nel-quadro-di-rinnovamento-della-scuola-italiana}
La sperimentazione sulle competenze non cognitive non nasce nel vuoto. Si inserisce in un quadro più ampio di ripensamento dei curricoli e degli obiettivi formativi della scuola italiana, che ha visto negli ultimi anni diversi interventi. Basti pensare al lavoro sulle nuove Indicazioni 2025 e le competenze digitali nelle scuole italiane, che ha affrontato un tema complementare: se le competenze digitali rappresentano il versante tecnologico dell'innovazione didattica, le competenze non cognitive ne costituiscono il versante umano e relazionale.
La sfida, per le scuole che aderiranno, sarà duplice. Da un lato, progettare percorsi che non siano semplici attività accessorie, ma si integrino realmente nella didattica quotidiana. Dall'altro, documentare i risultati in modo rigoroso, affinché la sperimentazione possa tradursi, a regime, in un modello replicabile su scala nazionale.
La questione resta aperta su un punto cruciale: quali risorse finanziarie accompagneranno il progetto. L'Avviso 537 definisce il quadro normativo e procedurale, ma saranno i successivi atti ministeriali a chiarire se e in che misura le scuole partecipanti riceveranno fondi dedicati.
Per ora, il segnale è chiaro. Il Ministero vuole che le soft skills escano dalla retorica convegnistica e diventino oggetto di didattica strutturata, misurabile, verificabile. Le scuole hanno un mese per raccogliere la sfida.