I 63mila euro che il nuovo avviso del Ministero dell'istruzione e del merito mette sul tavolo per le scuole oltre gli 800 iscritti non riempiono cinque moduli, ne coprono quattro da 60 ore con la mensa. Fatti i conti sui costi standard pubblicati nell'avviso MIM del 12 ottobre 2026 sulla cittadinanza ambientale, il massimale pieno vale 59.680 euro di formazione effettiva: oltre non si va, perché un modulo in più sfora il tetto. La scadenza per candidarsi sulla piattaforma SIF2127 è fissata alle ore 15 del 30 ottobre 2026.
Quanto costa davvero un modulo da 60 ore
L'avviso finanzia percorsi extracurricolari di educazione civica ambientale con l'opzione dei costi standard unitari. In compresenza obbligatoria lavorano un esperto, retribuito fino a 70 euro l'ora, e un tutor fino a 30 euro l'ora: 100 euro orari di formazione pura. A questi si somma la gestione, calcolata applicando 5,10 euro per ora e per partecipante, che a classe piena da 20 iscritti vale 102 euro l'ora. Un modulo da 60 ore porta quindi 6.000 euro di didattica e 6.120 euro di gestione, per un totale di 12.120 euro. Chi aggiunge la mensa opzionale, pari a 140 euro per ciascun partecipante, arriva a 14.920 euro per modulo. Un modulo breve da 30 ore senza mensa vale invece 6.060 euro: la metà esatta a parità di gruppo classe, utile come tassello per saturare il tetto.
Le tre fasce di massimale e la combinazione ottima
Il tetto per singola scuola varia secondo gli studenti risultanti al SIDI alla data del bando. Chi programma la proposta deve incastrare moduli da 30 o 60 ore con o senza mensa fino a sfiorare il massimale, perché la cifra residua resta inutilizzata: il modulo minimo da 30 ore senza mensa già vale 6.060 euro, cifra che molte scuole piccole non riescono ad affiancare al primo modulo lungo.
La platea coinvolta per ogni modulo è di 20 partecipanti al massimo. Chi riduce il gruppo abbassa automaticamente la gestione (5,10 euro per ora moltiplicati per gli iscritti effettivi) e la mensa: è lo strumento che permette di modulare l'importo e avvicinarsi al tetto senza sforarlo. Il sistema informativo calcola in automatico il valore totale della proposta sulla base dei moduli inseriti e del numero di iscritti dichiarati, lasciando pochi margini di errore in sede di candidatura.
Delibere, CUP e fideiussione: la burocrazia prima del 30 ottobre
Oltre al calcolo, la finestra di diciotto giorni di calendario impone una scaletta stretta sugli adempimenti. Serve la delibera del Collegio dei docenti e del Consiglio di istituto che dispone l'adesione, oppure la previsione nel PTOF: in mancanza, il dirigente scolastico può depositare una dichiarazione d'impegno ad acquisirla prima dell'iscrizione a bilancio. Il Codice unico di progetto va generato con il template 2603004 su OpenCUP e caricato in piattaforma. La proposta può integrarsi con il nuovo curricolo di educazione civica che le scuole del primo ciclo stanno rielaborando per i quattro adempimenti sulle Indicazioni nazionali in vigore nel 2026/2027.
Per le paritarie non commerciali ammesse al finanziamento scatta l'obbligo di fideiussione pari al 30% dell'importo autorizzato, con durata di dodici mesi oltre il termine delle attività, da acquisire solo in caso di autorizzazione. Il costo resta a carico della scuola e non rientra nelle spese rendicontabili. Vale la stessa logica degli altri bandi FSE+: ogni progetto autorizzato dovrà poi rispettare gli obblighi di informazione e pubblicità sui fondi europei fissati dal regolamento UE 2021/1060.
Tutti i progetti autorizzati dovranno chiudersi entro il 31 ottobre 2027: dodici mesi effettivi di finestra operativa dopo la pubblicazione dell'elenco degli ammessi. Dirigenti e DSGA che stanno chiudendo in parallelo altre istruttorie, dalla scadenza del 21 ottobre per cessazioni e permanenze in servizio agli adempimenti di avvio anno, devono mettere a calendario SIF2127 nei prossimi dieci giorni lavorativi, perché il sistema non ammette integrazioni dopo le 15 del 30 ottobre.