La CISL Scuola apre a Roma dal 22 al 24 settembre 2026 la conferenza programmatica "Idee che danno forma al futuro", tre giornate al centro congressi Roma Eventi Piazza di Spagna con la relazione introduttiva della segretaria generale Ivana Barbacci. Al centro dell'agenda l'emergenza demografica, l'intelligenza artificiale nella didattica e le competenze del prossimo decennio.
L'evento arriva mentre il nuovo anno scolastico riparte con oltre 200mila precari in cattedra: uno scenario che restringe il margine di manovra su qualunque riforma di sistema.
Il programma della tre giorni
Martedì 22 settembre alle 15 la relazione di apertura di Barbacci lascia spazio nel pomeriggio a tre docenti universitari: Maria Rita Testa (Luiss Guido Carli), Michela Marzano (Paris Cité) e Raffaele Mantegazza (Milano Bicocca), chiamati a inquadrare le attese delle nuove generazioni.
Mercoledì 23 la mattinata è dedicata all'intelligenza artificiale: padre Francesco Occhetta (Università Gregoriana) terrà una lectio magistralis sull'enciclica "Magnifica Humanitas", mentre Gabriele Benassi entrerà nel merito delle ricadute didattiche. Il pomeriggio, tavola rotonda sulle competenze con l'economista Luigino Bruni, il presidente Invalsi Roberto Ricci, il presidente del CSPI Damiano Previtali e Francesco Seghezzi (Adapt).
Giovedì 24 la sessione conclusiva "Chi fa la scuola merita" mette a confronto l'ex ministro Francesco Profumo, Emmanuela Massagli (Lumsa e Fondazione Tarantelli), Barbacci e la segretaria generale CISL Daniela Fumarola. Prevista la diretta streaming sul sito CISL Scuola.
L'emergenza demografica in cifre
Il tema demografico è la vera cornice della conferenza, e i numeri ufficiali sono più duri di quanto lasci intendere l'agenda sindacale. Nel 2024 i nati in Italia sono stati 369.944, quasi diecimila in meno rispetto al 2023 e ben 207mila in meno rispetto al 2008, quando le nascite superavano quota 576mila: un crollo del 35,8% in sedici anni certificato dall'ultimo report Natalità e fecondità 2024, ISTAT.
Il tasso di natalità è sceso a 6,3 per mille (era 9,7 nel 2008) e il numero medio di figli per donna si è fermato a 1,18, minimo storico. La stima provvisoria sui primi sette mesi del 2025 peggiora ulteriormente il quadro: 13mila nati in meno rispetto allo stesso periodo del 2024 e fecondità a 1,13.
L'onda arriva sui banchi in modo asimmetrico: la scuola primaria si svuota molto prima e molto più in fretta della secondaria di secondo grado, come mostra l'analisi sulle iscrizioni raccolta in denatalità a scuola: la primaria cala quindici volte più delle superiori. È la ragione per cui il dibattito su organici, dimensionamento e reggenze non può essere rinviato a dopo la prossima campagna elettorale.
AI a scuola: la conferenza arriva dopo il decreto
Sul secondo pilastro della conferenza, l'intelligenza artificiale, il MIM ha già mosso le sue pedine. Con il decreto ministeriale 166 del 9 agosto 2025 sono state adottate le Linee guida per l'introduzione dell'IA nelle istituzioni scolastiche, che disciplinano l'uso didattico dei sistemi di IA e prevedono un servizio dedicato sulla piattaforma UNICA.
Le scuole sono già chiamate ad applicarle in aula, con obblighi di trasparenza verso famiglie e studenti e paletti chiari sull'uso in sede di valutazione. Il compito della tre giorni di Piazza di Spagna non è più fissare i principi ma verificare cosa manca sul piano concreto: formazione strutturata dei docenti, dotazione tecnologica delle sedi periferiche, tutele giuridiche per insegnanti e alunni nell'uso quotidiano di questi strumenti.
Il calendario politico stringe: il rientro sui banchi è già iniziato in sette regioni, come raccontato negli auguri di Paola Frassinetti per l'avvio del nuovo anno, e nelle prime settimane la scuola dovrà fare i conti anche con oltre duecentomila precari e 68 crolli censiti. Le proposte che usciranno da Piazza di Spagna avranno pochissimo tempo per trasformarsi in emendamenti utili alla prossima legge di bilancio.