Un docente di tecnologia di San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani, è stato aggredito venerdì 29 maggio da un alunno di 11 anni armato di due coltellini. Il ragazzo aveva il volto coperto da un casco e il telefono collegato a Telegram per trasmettere in diretta l'aggressione. L'episodio, terminato con il docente disarmato dai colleghi e qualche graffio, ha riportato in cima all'agenda politica il pressing per fermare l'uso dei social ai minori di 15 anni, su cui Giuseppe Valditara è tornato a chiedere un'accelerazione parlamentare.
Cosa è successo in classe
L'episodio è avvenuto in un istituto comprensivo del trapanese. Secondo la ricostruzione lo studente avrebbe colpito a seguito di un voto basso, ma il fatto risulta programmato nei giorni precedenti sui social. Sul suo profilo TikTok aveva pubblicato in inglese una frase allusiva, 'non incolpatemi per quello che farò', e qualche giorno prima un messaggio più inquietante: 'la mia più grande paura è non riuscire a farne nemmeno uno'.
La procuratrice per i minorenni di Palermo ha ascoltato l'11enne per ore insieme a una equipe di psicologi: secondo l'ANSA non avrebbe mostrato alcun segno di pentimento. Il ragazzo non è imputabile per età, ma i magistrati stanno valutando l'affidamento a una struttura specializzata. Lo stesso docente ha detto di non avere risentimento: 'non ce l'ho con lui, sono preoccupato per lui'. La dinamica, con casco e diretta video, è la stessa di altri episodi finiti sui telefoni dei compagni, come il caso di una docente aggredita a Padova.
Quattro proposte ferme, intanto Parigi ha già approvato
Sul tavolo del Parlamento italiano ci sono quattro proposte di legge che vorrebbero alzare la soglia minima per l'iscrizione ai social. Il testo base, adottato in commissione al Senato, è a prima firma di Lavinia Mennuni (FdI) e Simona Malpezzi (PD); alla Camera ci sono le proposte firmate da Matteo Richetti (Azione), Gilda Sportiello (M5S), Angelo Bonelli (AVS) e Marianna Madia (PD). L'esame in commissione risulta fermo da ottobre 2025. L'esecutivo ha annunciato un proprio disegno di legge in dieci articoli da presentare entro giugno 2026, con coinvolgimento di Agcom e Garante per la privacy sulle modalità di verifica dell'età.
Sulla stessa direzione l'Assemblée Nationale francese ha approvato il 28 gennaio 2026, con 130 voti favorevoli e 21 contrari, la proposition de loi n. 2107 che vieta i social agli under 15: l'entrata in vigore è fissata per l'inizio dell'anno scolastico 2026/2027. In Australia il blocco di accesso ai social per gli under 16 è operativo da dicembre 2025. Se il Parlamento italiano non chiuderà il dossier entro l'estate, Parigi diventerà la prima capitale europea con una norma di questo tipo già applicata, mentre Roma resterà a livello di disegno di legge.
Dati MIM: aggressioni in calo, ma il caso San Vito non rientra ancora
Il ministero ha diffuso il 18 dicembre 2025 il bilancio dei primi quattro mesi dell'anno scolastico in corso. I dati del monitoraggio MIM sulla violenza al personale scolastico indicano quattro aggressioni tra settembre e dicembre 2025, contro le diciannove dello stesso periodo 2023/2024. La serie storica conferma il trend: 71 episodi nel 2023/2024, 51 nel 2024/2025, quattro nei primi quattro mesi del nuovo anno.
La cornice normativa è data dalla Legge 4 marzo 2024 n. 25, che ha introdotto aggravanti specifiche per chi aggredisce personale scolastico e sanzioni tra 500 e 10 mila euro destinate alla scuola come risarcimento del danno d'immagine. Lo stesso provvedimento ha previsto l'Osservatorio nazionale sulla sicurezza, istituito con decreto interministeriale 157 del 4 agosto 2025 e insediato a fine marzo 2026 con ventisette componenti tra ministeri, regioni, sindacati, dirigenti, studenti, famiglie e Inail.
Nei primi quattro mesi del 2025/2026 i due casi censiti sono concentrati in Emilia Romagna e Piemonte, due ciascuno: la Sicilia non figura. Il fatto di San Vito Lo Capo, avvenuto a fine maggio, rientrerà nel monitoraggio dell'anno in corso solo dopo la chiusura della rilevazione e potrebbe cambiare il quadro regionale. La famiglia compare nella maggioranza dei casi degli anni precedenti, mentre l'aggressione del trapanese sposta l'attenzione sul ruolo dei minori e sui contenuti pubblicati nelle ore precedenti, una zona che le quattro proposte parlamentari toccano solo indirettamente. Episodi diversi, come la denuncia di una madre a Valditara per un alunno autistico, mostrano come il perimetro della tutela e del supporto resti frammentato.
Per l'esecutivo il calendario è stretto. Una norma sui social arrivata dopo settembre slitterebbe di un anno scolastico, accavallandosi con esami di Stato, concorsi e la riorganizzazione del corpo docente con tagli e incrementi sui posti di sostegno: il dossier torna ora in commissione, con il governo che punta a depositare il proprio testo entro giugno.