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Carta docente, il 31 agosto scade il residuo da 500 euro: nel 2026 solo 383

Il residuo Carta docente 2024/2025 vale ancora 500 euro e va speso entro il 31 agosto 2026. Il nuovo bonus scende a 383 euro: cosa sapere e come usarli.

Il 31 agosto 2026 la piattaforma Carta docente chiude e con lei sparisce il residuo dell'anno scolastico 2024/2025, l'ultimo calcolato sulla base piena da 500 euro. Chi non lo spende in tempo perde una cifra superiore all'intero bonus 2025/2026, fissato a 383 euro.

Le due scadenze da non confondere

Sulla piattaforma convivono due crediti diversi. Il residuo dell'anno scolastico 2024/2025 è quello calcolato sui 500 euro previsti dalla legge 207/2024 e va speso entro il 31 agosto 2026: quello che resta si perde definitivamente. Il nuovo bonus 2025/2026, ricaricato quando il ministero riaprirà la piattaforma, vale invece 383 euro e i residui non spesi si porteranno automaticamente all'anno scolastico 2026/2027, come stabilito dall'articolo 2 comma 4 del decreto ministeriale 59 del 31 marzo 2026.

Quando il portale genera un buono scala in automatico il credito più vecchio: chi effettua almeno un acquisto prima del 31 agosto svuota per primi i 500 euro residui. Ma la piattaforma va offline nella stessa data e non è ancora chiaro quando tornerà accessibile: nel 2024/2025 lo sblocco è arrivato il 19 novembre, l'anno prima addirittura a marzo. Per il 2025/2026 il MIM non ha ancora comunicato una data.

117 euro in meno per estenderlo a 190.000 precari

Il taglio del bonus non è arrivato da un intervento diretto sul capitolo di spesa. Il DM 59 del 31 marzo 2026 ha applicato una scelta politica precisa: mantenere invariato lo stanziamento e distribuirlo su una platea più ampia. Fino all'annualità 2024/2025 il beneficio riguardava solo il personale di ruolo. Il decreto lo estende ai supplenti annuali su posto vacante fino al 31 agosto, ai supplenti fino al termine delle attività didattiche del 30 giugno e per la prima volta al personale educativo. Risultato: circa 190.000 nuovi beneficiari e un totale che supera il milione di destinatari.

Con la stessa dotazione di bilancio, l'aritmetica ha imposto la riduzione. Da 500 a 383 euro significa 117 euro in meno a docente, un calo del 23,4% in dodici mesi. Il sindacato Anief ha stimato in 200 milioni la cifra necessaria per riportare l'importo a 500 euro e ha annunciato ricorsi per precari ed esclusi degli ultimi cinque anni.

C'è poi un vincolo nuovo introdotto dall'articolo 3 comma 2 del decreto: la Carta docente si può usare per acquistare hardware e software soltanto una volta ogni quattro anni. Chi ha ricevuto il bonus in un anno precedente al 2025/2026 ha diritto a un ultimo acquisto tecnologico ora, poi dovrà aspettare il 2029/2030.

Come spendere il residuo senza sprechi

Il credito residuo va speso in beni e servizi ammessi dall'articolo 3 del decreto: libri, corsi di formazione presso enti accreditati MIM, biglietti per teatri, cinema, musei, mostre, spettacoli dal vivo, prodotti dell'editoria audiovisiva, strumenti musicali e da quest'anno anche servizi di trasporto. Restano fuori materiale di cancelleria, abbonamenti a piattaforme generaliste e articoli non collegati alla formazione professionale.

Per chi si occupa anche di adempimenti estivi come dirigente scolastico, la finestra utile si sovrappone alle scadenze di privacy e cybersecurity di agosto e ad altri bandi ministeriali come il bando MIM per i viaggi del ricordo delle Foibe, in scadenza il 21 agosto 2026. Meglio non ridursi all'ultima settimana: quando il residuo è basso i buoni da poche decine di euro coprono pochi acquisti utili se non abbinati al credito nuovo, ancora bloccato. Le fatture di rimborso vanno inoltre trasmesse dagli esercenti entro novanta giorni dalla validazione del buono, come ricorda l'articolo 4 comma 2 del decreto.

Fino a quando la piattaforma resta accessibile, il residuo dell'anno passato è denaro pieno da 500 euro. Dopo il 31 agosto diventa un buono virtuale che non potrà più essere convertito in nulla.

Pubblicato il: 25 luglio 2026 alle ore 15:43