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Bella Ciao bloccata a Monterosso Grana: cosa prevede il DPR 275/1999

Il sindaco del Cuneese blocca Bella Ciao alle elementari. Il DPR 275/1999 tutela l'autonomia didattica: il sindaco non aveva quel potere.

Il 25 aprile 2026, nella piazza di Monterosso Grana (CN), il sindaco ha interrotto le maestre prima che i bambini delle elementari cantassero Bella Ciao. La canzone, preparata per settimane con il musicista di riferimento della scuola, è stata sostituita con l'inno occitano Se Chanto e un valzer tradizionale. Le insegnanti hanno denunciato subito la censura. L'ANPI, il Pd e il musicista hanno preso posizione.

La cerimonia del 25 aprile e la reazione delle maestre

Un centinaio di persone si era riunito davanti al cippo per i caduti della Resistenza. Dopo l'alzabandiera e l'inno di Mameli, il sindaco è intervenuto: la canzone è 'divisiva', non è opportuno cantarla. Come spiegazione ha citato 'l'uso improprio di questi ultimi giorni'. I bambini hanno quindi intonato l'inno occitano e un valzer, guidati dal musicista che li aveva preparati in classe nelle settimane precedenti.

Le reazioni sono state immediate. Le maestre hanno denunciato una situazione 'lontana dalla libertà di espressione che vogliamo insegnare ai ragazzi'. Il musicista non ha usato mezze misure: 'Certo che Bella Ciao è divisiva. Lo è tra chi rifiuta un'ideologia criminale come il fascismo e chi la giustifica. Non è divisiva per chi crede nella democrazia'. L'ANPI ha chiarito: 'La scuola è libera, forma i giovani abituandoli alla cultura, all'educazione, al confronto e rispetto. Non deve obbedire a posizioni politiche faziose'.

Il DPR 275/1999: il sindaco non aveva quel potere

Il sindaco poteva davvero imporre quella scelta? La risposta è no. Il DPR 275/1999 sull'autonomia delle istituzioni scolastiche attribuisce alle scuole piena autonomia didattica e organizzativa. Il dirigente scolastico risponde al Ministero dell'Istruzione, non al municipio. La programmazione delle attività scolastiche, comprese le canzoni portate nelle cerimonie civiche, spetta agli insegnanti e alla scuola, non all'amministrazione comunale.

Il comune può organizzare la cerimonia nella propria piazza. Non può però imporre o vietare il repertorio portato dalle insegnanti. La pressione esercitata in quel contesto pubblico ha funzionato solo perchè le maestre, davanti al cippo con i bambini accanto, hanno preferito non aprire uno scontro in piazza. Non è la prima volta che si pone il tema dei confini tra potere municipale e sfera scolastica: il sindaco di Asti che ha ammonito le famiglie per le assenze ingiustificate ha sollevato le stesse domande. Nel 2022 a Medole (MN) un altro sindaco aveva già bloccato gli studenti delle medie che avrebbero dovuto suonare la canzone per il 25 aprile, citando la stessa motivazione: troppo divisiva.

Dal Parlamento alla piazza del paese

Il sindaco ha citato 'l'uso improprio di questi ultimi giorni' come motivazione. Il 24 aprile, un giorno prima della cerimonia, le opposizioni avevano intonato Bella Ciao alla Camera durante il voto sul decreto Sicurezza, in un momento di forte tensione politica. Quella scelta parlamentare ha avuto conseguenze dirette su una piazza piemontese: la canzone ha percorso in ventiquattro ore la distanza tra Montecitorio e Monterosso Grana.

C'è un elemento in più. Lo stesso sindaco aveva introdotto la canzone nelle celebrazioni locali negli anni precedenti: 'Sono stato proprio io a volerla, perchè ho sempre ritenuto questa canzone uno strumento per unirci'. Quest'anno la posizione è cambiata nel giro di pochi giorni. La 'divisività' citata non è una caratteristica della canzone: è il riflesso della polarizzazione politica del momento.

La scuola come spazio protetto: chi tutela i bambini

I bambini di Monterosso Grana avevano imparato una canzone, si erano preparati per settimane, e il 25 aprile hanno cantato qualcos'altro per una decisione presa in piazza, in pochi secondi, da un adulto che non aveva titolo per imporla. Il confine tra chi tutela e chi condiziona l'esperienza scolastica degli studenti è più sottile di quanto sembri. Episodi molto diversi per natura, come quello delle maestre romane accusate di deridere un bambino autistico o il caso delle insegnanti che hanno insultato uno studente con disabilità, ricordano che la tutela dei bambini nell'ambiente scolastico non è mai un tema risolto.

A Monterosso Grana, la lezione del 25 aprile non era nel programma: i bambini hanno imparato cosa succede quando la politica entra in classe senza bussare.

Pubblicato il: 27 aprile 2026 alle ore 14:06