Il bando sport a scuola per l'anno scolastico 2026/27 apre le candidature dal 10 al 26 settembre 2026. Diciassette giorni a disposizione degli organismi affiliati a CONI e CIP per proporre progetti gratuiti alle scuole del primo e secondo ciclo di istruzione.
Il bando MIM per l'anno scolastico 2026/27
La Direzione generale per lo studente del Ministero dell'istruzione e del merito ha firmato la circolare che apre la procedura di ampliamento dell'offerta motoria per il prossimo anno. Possono candidarsi solo Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate, Enti di promozione sportiva e Associazioni benemerite affiliate a CONI e CIP. Le proposte si caricano esclusivamente sulla piattaforma progettiscolastici.sportesalute.eu, gestita da Sport e Salute S.p.A. Ogni progetto deve rispettare quattro requisiti: gratuità totale per famiglie, studenti, docenti e istituzioni scolastiche; copertura assicurativa a carico dell'organismo proponente; personale con specifica qualificazione professionale; metodologie e strumenti didattici differenziati per ciclo e grado. Gli sponsor privati sono vietati, con un'unica eccezione: sponsor tecnici finalizzati all'acquisto di materiale sportivo che, chiusa l'attività, deve restare in uso permanente alle scuole. La commissione che valuta le proposte è coordinata dal Ministero e integra un rappresentante di CONI, uno del CIP e uno di Sport e Salute S.p.A.
Al Sud sport a scuola vale il doppio: cosa dicono i dati ISTAT-ISS
La circolare mette al primo posto della valutazione due criteri: raggiungere i contesti sociali disagiati e coinvolgere il maggior numero di regioni. Non è una postilla di stile. Fra i bambini e ragazzi di 3-17 anni, la fascia che il bando vuole intercettare, ISTAT segnala un divario nettissimo: al Nord fa sport il 41,6%, al Centro il 36,7%, nel Mezzogiorno appena il 24%. Le cinque regioni con la partecipazione più bassa sono tutte al Sud: Campania 20,8%, Calabria 22,5%, Sicilia 23,2%, Molise 23,6%, Basilicata 24,7%. Guardando all'intera popolazione, il quadro epidemiologico dell'Istituto Superiore di Sanità registra il 50,7% di sedentari nelle Isole e il 49,3% al Sud, contro il 23,4% del Nord-Est. Il fondale storico non aiuta: dopo la pandemia la pratica sportiva continuativa fra i 3 e i 17 anni è crollata dal 51,3% al 36,2%. Sul piano scolastico l'Italia parte in svantaggio anche rispetto all'Europa: nella primaria le due ore settimanali di educazione motoria introdotte con il docente specialista dalla legge 234/2021 restano lontane dalle circa 100 ore annue previste in Francia, considerate ormai uno standard di riferimento.
Cosa cambia per le scuole e per gli organismi
Le scuole non partecipano direttamente al bando: la selezione avviene tra gli organismi sportivi. I progetti che superano la commissione vengono riconosciuti come progetti a carattere nazionale o regionale e pubblicati sui siti istituzionali del MIM e degli enti coinvolti. Solo dopo le singole istituzioni scolastiche possono aderire, con l'onere di raccogliere le certificazioni mediche previste dalla normativa. Le oltre 200 scuole PNRR in cantiere per il 2026/2027 avranno palestre nuove e potranno ospitare più iniziative, ma per gli istituti esistenti la scelta dipende dagli impianti disponibili. Chi programma il piano dell'offerta formativa in vista del calendario scolastico 2026/2027 ha meno tempo di quanto sembri: fra la chiusura delle candidature il 26 settembre e le prime settimane di lezione restano pochi giorni per definire l'inserimento, considerando anche i ponti persi nell'anno scolastico 2026-2027 che comprimono il monte ore reale. Per gli organismi non riconosciuti dal CIP interessati all'attività paralimpica la circolare indica il raccordo con associazioni già riconosciute nella disciplina o disabilità specifica. Il Ministero ha attivato tre indirizzi email per l'assistenza: dgsip.ufficio5@istruzione.it per i quesiti progettuali, scuola@sportesalute.eu per la piattaforma, scuola@comitatoparalimpico.it per il paralimpico.
Il primo test di serietà sarà nelle graduatorie: se il criterio del maggior coinvolgimento regionale prevarrà davvero, i progetti approvati dovranno spostare risorse verso Sud e Isole, dove i dati ISS raccontano oggi il divario più grande.