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Aumenti contratto scuola: 143€ lordi pesano meno dell'inflazione

Firma definitiva CCNL scuola attesa a giugno: ecco quanti euro netti arrivano in busta paga e perché coprono solo metà dell'inflazione 2021-25.

La sottoscrizione definitiva del rinnovo del contratto scuola 2025-2027, firmato come ipotesi il 1° aprile, è attesa entro giugno: l'incontro Aran-sindacati del 26 maggio ha aggiornato la trattativa sulla parte normativa al 24 giugno, mentre la parte economica è in fase di certificazione presso gli organi di controllo.

Cosa è successo all'incontro Aran del 26 maggio

Il presidente dell'Aran ha comunicato ai sindacati che la procedura di certificazione della parte economica dovrebbe chiudersi in tempo utile per la firma definitiva nel mese di giugno. Da quel momento si potrà avviare il pagamento di aumenti e arretrati sui cedolini NoiPA. Le sigle rappresentative hanno posto sul tavolo due nodi tecnici: la richiesta di disciplinare in sede contrattuale i criteri delle operazioni di mobilità territoriale e professionale e delle assegnazioni provvisorie, alla luce delle novità del D.L. 19/2026, e l'inclusione della formazione in servizio continua e incentivata (art. 16-ter del D.Lgs. 59/2017) tra le materie da negoziare.

Sulla strategia annunciata dall'Aran di chiudere il negoziato sulla parte normativa entro fine anno con incontri tematici prevalentemente on line, i sindacati hanno espresso dubbi: la parte normativa richiede approfondimenti che difficilmente reggono il formato a distanza. La trattativa è stata aggiornata al 24 giugno alle 15, con incontri tecnici bilaterali nel frattempo.

I 143 euro lordi tradotti in netto: cosa arriva davvero in busta paga

L'ipotesi del 1° aprile prevede un incremento del 5,9% sullo stipendio tabellare e del 2,6% sulle indennità fisse, con un beneficio medio mensile di 137 euro lordi per l'intero comparto e di circa 143 euro lordi per i soli docenti, secondo la documentazione Aran. Tradotto in busta paga netta, con l'aliquota effettiva del 60-70% comunemente applicata ai simulatori stipendiali, l'aumento mensile oscilla tra 85 e 100 euro netti, con scarti legati alle addizionali regionali e comunali.

La forbice tra le fasce è marcata: 110 euro lordi mensili per un docente neoassunto dell'infanzia o della primaria, pari a circa 70-77 euro netti, contro 185 euro lordi per un docente di secondaria con oltre 35 anni di servizio, equivalenti a 115-130 euro netti. Su scala triennale, il 5,9% va confrontato con l'inflazione effettiva: secondo i dati Istat sui prezzi al consumo - marzo 2026, tra il 2021 e il 2025 l'indice generale dei prezzi è salito di 17,1 punti percentuali, mentre il carrello della spesa è cresciuto del 24%.

Il precedente CCNL 2022-24 aveva riconosciuto aumenti del 6% a fronte di un'inflazione cumulata del 18% nel triennio, lasciando una perdita reale di potere d'acquisto vicina ai 12 punti. Il nuovo contratto interviene quindi su una base già erosa, e ad aprile 2026 l'inflazione tendenziale è risalita al 2,7%. Le tabelle a regime, va ricordato, scattano da gennaio 2027.

Quando arrivano gli arretrati e perché si attende ancora

Gli arretrati calcolati al 30 giugno 2026 oscillano tra 815 euro lordi per i profili iniziali del personale ATA e 1.250 euro lordi per le posizioni senior. Il pagamento dipende dall'iter previsto dall'art. 47 del D.Lgs. 165/2001: verifica di compatibilità finanziaria della Ragioneria Generale dello Stato, parere del Dipartimento della Funzione Pubblica e certificazione della Corte dei Conti. La sola certificazione contabile richiede mediamente 30-45 giorni lavorativi.

La FLC CGIL ha richiamato in nota un precedente che pesa sull'attesa: la sequenza contrattuale sulle aziende ospedaliere universitarie ha subito un iter di controllo durato oltre 500 giorni, concluso senza esito. Sul fronte scuola si è già visto un copione simile dopo la firma del CCNL 2022-24, e i docenti che hanno aderito allo sciopero nazionale del 7 maggio hanno indicato fra le ragioni della protesta proprio la lentezza dei rinnovi e il mancato recupero dell'inflazione.

Tra le richieste portate al tavolo dalla FLC CGIL figura anche la regolazione contrattuale dell'impatto delle nuove tecnologie sulle prestazioni di lavoro, in particolare dell'intelligenza artificiale: il tema è entrato nell'agenda del negoziato dopo il dibattito aperto dalla visione del presidente Anp Giannelli sull'IA nella scuola. Se la firma definitiva slittasse oltre la fine di giugno, gli arretrati su NoiPA arriverebbero in autunno e gli aumenti pieni in busta paga partirebbero comunque solo dal gennaio 2027.

Il prossimo passaggio è fissato al 24 giugno: nella stessa settimana è probabile anche la sottoscrizione definitiva dell'accordo economico, con avvio del pagamento di aumenti e arretrati a partire dal cedolino di luglio.

Pubblicato il: 28 maggio 2026 alle ore 07:48