Anasf ha diffuso il 14 settembre 2026 i dati dell'ultima edizione di economic@mente, il progetto di educazione finanziaria che nell'anno scolastico 2025/2026 ha coinvolto oltre 5.000 studenti degli istituti superiori in 17 regioni attraverso 166 corsi gratuiti. Il questionario somministrato all'inizio e al termine del percorso registra un salto netto sulla consapevolezza previdenziale: la quota di ragazzi che ragiona sull'integrazione della pensione passa dal 30% al 55%, con un aumento di 25 punti percentuali. Contestualmente, il 73% riconosce l'importanza della pianificazione finanziaria per raggiungere i propri obiettivi di vita.
Cosa dicono i questionari
Oltre alle risposte sulla previdenza, l'osservatorio Anasf rileva che il 47% dei rispondenti dichiara di conoscere gli strumenti economico-finanziari a disposizione e il 77% sa a quali figure rivolgersi per una consulenza. Tra le soluzioni indicate dagli studenti per costruire una posizione previdenziale figurano l'accantonamento di una parte dello stipendio e l'adesione alla previdenza complementare, due opzioni presentate durante i corsi in aula insieme ai meccanismi di rendimento, ai vincoli di riscatto anticipato e al ruolo dei fondi negoziali.
La scuola guadagna terreno come fonte di informazione economico-finanziaria: la percentuale di studenti che la indica come principale riferimento sale dal 56% all'80% al termine del percorso, un incremento di 24 punti che il progetto attribuisce alla presenza dei consulenti in aula. Dal 2009 economic@mente ha coinvolto oltre 63.000 studenti in 570 scuole italiane ed è realizzato gratuitamente dall'associazione, che oggi conta più di 13.000 consulenti finanziari iscritti e distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Contesto normativo e prossimi passi
L'edizione 2025/2026 arriva mentre il Governo valuta l'apertura di una posizione previdenziale fin dalla nascita ed è entrato in vigore l'articolo 15 della Legge 22 maggio 2026 n. 88, Gazzetta Ufficiale, che rafforza il ruolo dell'educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale nelle scuole, integra il Comitato di coordinamento con la Guardia di Finanza e riconosce il contributo delle associazioni maggiormente rappresentative nella definizione dei contenuti destinati a cittadini e studenti.
Per il presidente Luigi Conte, «inserire fin dai primi anni della formazione elementi di educazione finanziaria e previdenziale significa contribuire alla crescita dei cittadini consapevoli di domani». La vicepresidente vicaria Alma Foti aggiunge che la scuola resta «il luogo fondamentale per rendere queste conoscenze accessibili a tutti» e richiama la necessità di coinvolgere associazioni e professionisti qualificati, capaci di tradurre temi complessi in strumenti concreti utili alle scelte quotidiane delle nuove generazioni.
Il prossimo passaggio, secondo Anasf, è definire con il Ministero e le altre associazioni riconosciute i contenuti operativi dei percorsi previsti dalla nuova legge, così che l'aumento di consapevolezza registrato quest'anno tra i cinquemila studenti coinvolti diventi la base di un'offerta stabile negli istituti superiori italiani e non un dato isolato legato alla singola edizione annuale del progetto.