Tre studenti italiani su dieci non raggiungono il livello base di matematica nei test OCSE PISA 2022. Al Liceo Classico della Fondazione Sacro Cuore di Milano due docenti, Caterina Gentile per italiano e Luca Ronchi per matematica, hanno provato una risposta inusuale: insegnare il problem solving matematico partendo dal racconto giallo e da Margaret Doody.
Un'estate con Aristotele detective
Il progetto, descritto sulla rivista Emmeciquadro n.93 di maggio 2026, parte da una lettura estiva assegnata alla classe seconda: Aristotele detective di Margaret Doody, ambientato nell'Atene del IV secolo a.C. Il protagonista è un ragazzo coetaneo degli studenti, coinvolto in un'indagine guidata dal filosofo. La scelta serve anche da ponte verso lo studio della filosofia nell'anno successivo.
L'anno scolastico si apre con un'analisi del genere poliziesco: origini, autori, caratteristiche fondamentali. Il punto su cui i due docenti hanno lavorato è la struttura del giallo: una situazione di disordine, di solito un delitto, apre un enigma; l'investigatore raccoglie indizi, formula ipotesi, ricostruisce i fatti, individua il colpevole, ristabilisce l'ordine. È lo stesso schema con cui uno studente affronta un problema di matematica: dati, congetture, dimostrazione, soluzione. La citazione di George Polya, matematico ungherese del Novecento, fa da cornice: chi limita la lezione ai calcoli «soffoca l'interesse e arresta lo sviluppo mentale» degli studenti.
Il dato PISA che spiega l'esperimento
Quanto è urgente questa scelta? La media italiana in matematica nei test PISA 2022 è 471 punti, in linea con la media OCSE di 472 e simile a Germania (475), Francia (474) e Spagna (473). Sotto la superficie il quadro è più articolato. Rispetto al 2018 il punteggio italiano è calato di 15 punti, e il 30% degli studenti quindicenni non raggiunge il livello 2, la soglia minima di competenza. Il gap di genere a favore dei ragazzi è di 21 punti, il più ampio tra tutti i paesi PISA. I dati completi sono nella sintesi nazionale OCSE PISA 2022 pubblicata da INVALSI.
Il dettaglio più interessante riguarda i sotto-ambiti della prova. Gli studenti italiani ottengono 474 punti in 'ragionare matematicamente', perfettamente in linea con la media OCSE, ma scendono a 464 nel 'formulare situazioni in termini matematici', otto punti sotto la media internazionale. Tradotto: sanno usare gli strumenti quando il problema è già impostato, faticano quando devono trasformare una situazione concreta in un modello matematico. È un nodo che colpisce in modo particolare gli studenti con difficoltà specifiche di apprendimento, per i quali il Consiglio di Stato ha ribadito il diritto agli strumenti compensativi.
È esattamente il passaggio che il racconto giallo allena. L'investigatore non riceve un'equazione pronta: parte da una scena disordinata e deve costruire l'ipotesi prima di poterla verificare. Lo stesso lavoro che PISA chiede in 'formulare', e che spesso a scuola viene saltato perché il libro presenta già il problema impacchettato.
Cosa può prendere chi insegna in classe
Per i docenti che vogliono replicare l'esperienza, il modello del Sacro Cuore offre tre indicazioni operative. La prima: scegliere un testo letterario con una struttura investigativa esplicita e un protagonista coetaneo degli studenti, in modo che il riconoscimento immediato faciliti l'ingresso nella logica deduttiva. La seconda: lavorare in coppia interdisciplinare, italiano e matematica, e non in giustapposizione tra ore separate. Le analogie tra schema narrativo e schema risolutivo vanno fatte emergere in classe, non lasciate implicite.
La terza: spostare il peso dalle procedure di calcolo alla costruzione del problema. Significa dedicare tempo alla fase di 'lettura della scena', cioè alla traduzione di un testo, di un dato o di una situazione reale in un modello matematico esplicito. È il punto debole misurato dal PISA, ed è anche il momento in cui il ragionamento smette di essere meccanico.
L'esperienza è stata svolta in un Liceo Classico, contesto in cui le ore di matematica sono poche e il rapporto con la letteratura è alla pari. Il modello regge però anche in altri indirizzi, a patto che la collaborazione tra discipline sia reale e non rimanga una buona intenzione del POF. Si combina bene con altre strategie che lavorano sullo stesso terreno cognitivo, come l'uso del gioco come strumento di apprendimento della matematica già sperimentato in altre scuole italiane.
Il prossimo passo, per chi vuole misurare l'impatto, è confrontare i risultati delle prove INVALSI di matematica dei ragazzi coinvolti con quelli di una classe parallela. Una misurazione che resta comunque controversa, come ha mostrato lo sciopero nazionale del 7 maggio contro le prove INVALSI e le nuove Indicazioni Nazionali.