Il 2 agosto 2026 il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale diventa pienamente applicabile alle scuole, ma in Italia solo il 26% dei docenti ha ricevuto formazione sull'IA contro il 38% della media OCSE. Un ritardo di dodici punti percentuali a sette mesi dalla scadenza.
Cosa scatta il 2 agosto 2026 nelle scuole
Il Regolamento UE 2024/1689 - testo ufficiale del 13 giugno 2024, noto come Ai Act, è entrato in vigore il 1° agosto 2024 e diventerà pienamente applicabile fra poco più di due mesi. Per le scuole l'obbligo riguarda i sistemi classificati come ad alto rischio: piattaforme che decidono ammissioni, valutano i risultati di apprendimento, assegnano studenti a percorsi formativi o sorvegliano i comportamenti durante prove ed esami (proctoring).
L'istituto scolastico assume il ruolo di deployer e deve adempiere a tre obblighi precisi: valutazione d'impatto sui diritti fondamentali prima dell'uso, informativa agli studenti coinvolti, garanzia di sorveglianza umana qualificata. Il regolamento vieta inoltre l'uso di IA per inferire emozioni degli studenti, salvo motivi medici o di sicurezza. Le violazioni dei divieti assoluti possono costare fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale annuo.
Solo 1 docente su 4 in Italia usa l'IA in classe
Le scuole italiane arrivano alla scadenza con un divario formativo netto. Secondo i dati TALIS 2024 inclusi nel rapporto OCSE Education at a Glance 2025, soltanto il 25% dei docenti italiani della secondaria di primo grado ha utilizzato strumenti di IA nella didattica, contro il 37% della media OCSE. Sul fronte della formazione il quadro peggiora: 26% di insegnanti formati in Italia, 38% nei paesi OCSE. Un divario di dodici punti percentuali in entrambi gli indicatori.
Il problema non è solo statistico. Mentre i docenti restano indietro, l'87% degli studenti italiani della secondaria superiore dichiara di usare già strumenti di intelligenza artificiale (progetto ImparIAmo a scuola). In classe si lavora con ChatGPT, Gemini e Copilot mentre tre docenti su quattro non hanno gli strumenti per riconoscere quando uno studente bara, quando un algoritmo sbaglia o quando il sistema discrimina. Paesi come Singapore, Corea del Sud ed Emirati Arabi Uniti hanno superato il 60% di docenti formati, mentre altri sistemi internazionali integrano già l'IA nei percorsi a distanza, come evidenziato anche dall'esperienza del diploma rilasciato dalle scuole private online statunitensi.
C'è un secondo passaggio temporale che pochi raccontano: l'obbligo di alfabetizzazione previsto dall'articolo 4 del regolamento non scatta il 2 agosto 2026, ma è già operativo dal 2 febbraio 2025. Le scuole sono già tenute a garantire un livello sufficiente di competenza al personale che usa sistemi di IA, anche quando non si tratta di sistemi ad alto rischio.
100 milioni del DM 219: domande entro il 17 aprile
Il Ministero dell'Istruzione ha attivato due strumenti per ridurre il gap. Le Linee guida MIM per l'introduzione dell'IA nelle scuole, pubblicate il 9 agosto 2025, definiscono i principi di governance interna che ogni istituto deve adottare. Il DM 219/2025 stanzia invece 100 milioni di euro PNRR per la formazione del personale: fino a 50.000 euro per istituto, con il 40% delle risorse riservato alle scuole del Mezzogiorno. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 17 aprile 2026, centosette giorni prima della piena applicabilità del regolamento.
Il bando copre docenti di ogni disciplina, personale ATA, DSGA, collaboratori scolastici e dirigenti. Si rivolge anche ai nuovi assunti dopo il Concorso PNRR 2 per infanzia e primaria, che a febbraio 2025 ha portato oltre 32mila candidati idonei. La progettazione segue i framework europei DigComp 3.0 e DigCompEdu e si integra con altre misure di valorizzazione del personale, come i 267 milioni stanziati per docenti tutor e orientatori.
Le scuole che non chiuderanno il debito formativo entro l'estate rischiano di trovarsi a usare strumenti vietati o ad alto rischio senza personale qualificato a vigilare. Una posizione che, in caso di contenzioso, l'autorità terrà presente nel quantificare le sanzioni.