Un maestro di terza elementare di circa 30 anni è stato arrestato in classe il 29 maggio nel Milanese con l'accusa di violenza sessuale su più minori. I carabinieri sono intervenuti durante la lezione, fermandolo in flagranza in presenza di due bambini.
L'arresto durante la lezione
I militari della stazione dell'hinterland milanese sono entrati nell'aula dopo circa un'ora di lezione. L'operazione è arrivata al termine di un'inchiesta avviata meno di un mese fa, partita dalle prime segnalazioni dei genitori.
Le segnalazioni iniziali sono arrivate alla stazione dei carabinieri del comune in cui sorge l'istituto, raccolte da più famiglie nello stesso periodo. Sulla base dei racconti dei bambini, i pm hanno avviato gli accertamenti che hanno portato all'intervento in classe.
A coordinare l'attività sono le pm Rosaria Stagnaro e Letizia Mannella della Procura di Milano: Mannella è responsabile del pool fasce deboli, il gruppo specializzato nei reati contro soggetti vulnerabili. L'interrogatorio di convalida si è svolto davanti alla gip Angelica Cardi.
Secondo gli inquirenti, il comportamento osservato in aula al momento dell'intervento è stato giudicato inequivocabile e ha portato all'arresto immediato senza ulteriori riscontri. Le indagini, descritte come rapide dagli stessi investigatori, sono passate dalla raccolta delle segnalazioni alla flagranza in poche settimane.
Le indagini sulle altre presunte vittime
L'attività investigativa non si ferma ai due bambini per i quali è scattata la flagranza. I carabinieri sospettano che le condotte abbiano coinvolto altri quattro minori della stessa scuola: gli accertamenti riguardano episodi recenti e proseguono con audizioni protette.
Le audizioni protette previste dal codice di procedura penale per i minori vittime di reati sessuali si svolgono in ambienti dedicati e con la presenza di un esperto in psicologia infantile, per evitare la rivittimizzazione dei bambini durante la raccolta della testimonianza.
Il docente lavora in una scuola pubblica del Milanese; la procura non ha diffuso il nome dell'istituto né del comune, scelta motivata dalla tutela delle vittime e dalla fase iniziale dell'inchiesta. Il fascicolo contesta la violenza sessuale su più minori prevista dal codice penale.
Sul piano amministrativo, l'arresto comporta in genere la sospensione cautelare obbligatoria del dipendente pubblico dal servizio, in attesa delle valutazioni dell'autorità giudiziaria. La procedura è disciplinata dal contratto del comparto istruzione e dalle norme generali sul pubblico impiego.
Dopo la convalida davanti al gip, la posizione del docente passa ora al vaglio del Tribunale del Riesame, che valuterà la conferma della misura cautelare. Nelle prossime settimane sono attese nuove audizioni dei minori già ascoltati e degli ulteriori bambini segnalati dai genitori.
Il pool fasce deboli prosegue gli ascolti protetti per accertare l'eventuale estensione del quadro accusatorio. La Procura non esclude l'arrivo di nuove segnalazioni dalle famiglie della scuola coinvolta, anche da parte di genitori di altre classi seguite dal docente nei mesi precedenti.