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A L'Aquila il 46% delle cattedre primaria scoperte in Abruzzo

Mappa dei 360 posti scoperti in Abruzzo dopo la mobilità: dove mancano davvero docenti mentre la regione perde 3.800 studenti.

L'Abruzzo entra nel 2026/27 con 88 posti di sostegno e oltre 220 cattedre comuni scoperte dopo la mobilità docenti, secondo l'elaborazione UIL Scuola sui dati ministeriali. La sorpresa non sono i numeri assoluti, ma la loro geografia: dove gli studenti calano di più, le cattedre non sempre seguono.

I 220 posti comuni rimasti vacanti dopo la mobilità

Sui 46.826 posti vacanti pubblicati a livello nazionale per il 2026/27, l'Abruzzo pesa per circa lo 0,8% del totale dei posti comuni. La scuola dell'infanzia regionale conta 83 cattedre comuni libere e 22 di sostegno; la primaria 69 cattedre comuni e 25 di sostegno. Le medie hanno 46 posti distribuiti tra tecnologia (A060), italiano per stranieri (A023), francese (AM2A), inglese (AM2B) e discipline letterarie (AM12).

Le superiori arrivano a 74 posti comuni, trainati da scienze motorie (20 cattedre), matematica (13), discipline letterarie (11), matematica e fisica, latino e informatica (10 ciascuna). Sommando sostegno e materie curricolari, oltre 360 posti restano da coprire prima di settembre. Il concorso PNRR2 sui ruoli di infanzia e primaria ha già selezionato i primi idonei, ma le immissioni copriranno solo una parte del fabbisogno regionale.

La geografia delle vacanze non segue il calo iscrizioni

Per il 2026/27 l'Abruzzo perderà 3.800 studenti, in larga parte tra infanzia e primaria. La provincia di Chieti cede più alunni in valore assoluto (-1.400), seguita da Pescara (-1.300) e Teramo (-840). L'Aquila si ferma a -280, con le secondarie in controtendenza a +205 iscritti. Le cattedre scoperte non rispecchiano questa distribuzione.

Alla scuola dell'infanzia, Chieti assorbe da sola 40 dei 83 posti comuni regionali, il 48% del totale, pur essendo la provincia che perderà più bambini nel prossimo anno. Pescara segue con 25 cattedre, L'Aquila si ferma a 10 e Teramo a 8.

Alla primaria il rapporto si capovolge. L'Aquila, che cede solo 280 studenti, concentra 32 delle 69 cattedre regionali, il 46% del totale. Le province con il calo demografico più forte (Chieti 16, Teramo 11, Pescara 10) sommano meno della metà dei posti aquilani. È il segnale di organici disegnati su una rete scolastica più ampia di quella che la popolazione studentesca effettiva richiederebbe: nelle aree interne dell'aquilano le scuole piccole restano da coprire anche con classi sotto i 19 alunni, mentre nelle zone costiere il dimensionamento ha già contratto i posti.

Lo stesso meccanismo spiega perché le 22 cattedre di sostegno all'infanzia siano divise quasi in parti uguali tra L'Aquila e Chieti (7 a testa), Pescara (5) e Teramo (3): il numero di alunni certificati pesa più del calo iscritti complessivo. Nella secondaria di primo grado L'Aquila guida sia per posti comuni sia per sostegno (6 cattedre), a conferma che il fabbisogno regionale matura nelle province con più plessi isolati, non in quelle a maggior peso demografico.

Sostegno e STEM, la carenza strutturale

Sui 220 posti comuni si sommano 88 cattedre di sostegno (22 infanzia, 25 primaria, 18 medie, 23 superiori): la metà dei docenti di sostegno entrerà a settembre come supplente. Sono numeri coerenti con la media nazionale, dove 11.461 dei 46.826 posti vacanti riguardano il sostegno.

Alle superiori la carenza è quasi monotematica: scienze motorie (20 posti, ripartiti tra L'Aquila e Pescara con 6 e Chieti e Teramo con 4 ciascuna), matematica (13), matematica e fisica (10) e scienze e tecnologie informatiche (10) sommano 53 posti, oltre il 70% del fabbisogno comune della secondaria di secondo grado. La sola provincia di Chieti assorbe 6 dei 10 posti di informatica regionali, mentre Teramo concentra 5 dei 13 di matematica. Sono le stesse classi di concorso interessate dalla riforma degli istituti tecnici in vigore dal 2026/27, che ridisegna ore e laboratori proprio sulle materie più scoperte.

Il passaggio successivo è nelle mani dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Abruzzo: le immissioni in ruolo del 2026/27 copriranno una quota residuale dei posti dopo le supplenze annuali, mentre 668 cattedre del contingente di personale scolastico all'estero continueranno a sottrarre docenti di ruolo alle scuole italiane.

Pubblicato il: 10 giugno 2026 alle ore 14:14