Alle 23:59 di oggi, martedì 30 settembre 2026, scade il termine per l'invio degli accordi di rete delle scuole autorizzate alla sperimentazione triennale sulle competenze non cognitive. Il Decreto ministeriale 151 del 24 luglio 2026 ha ammesso 1.169 istituzioni scolastiche: quelle che si sono candidate in rete devono ora perfezionare la procedura, o l'autorizzazione decade con effetto sull'intera rete.
Come inviare l'accordo di rete e chi deve farlo
La trasmissione spetta esclusivamente alla scuola capofila di ciascuna rete. L'accordo, firmato dai dirigenti degli istituti aderenti, va inviato dalla PEC istituzionale all'indirizzo dpit.candidature@postacert.istruzione.it. Nell'oggetto della mail va riportata la dicitura esatta prevista dall'articolo 2 del decreto: «Perfezionamento candidatura alla sperimentazione nazionale finalizzata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici». Un oggetto diverso o incompleto può far respingere la trasmissione dal protocollo del Dipartimento.
Il termine delle 23:59 non è prorogabile e fa fede la ricevuta di accettazione della PEC generata dal gestore, non l'orario in cui la scuola preme «invia». Le scuole che si erano candidate come istituzione singola, senza formale impegno a costituirsi in rete, sono già ammesse dall'Allegato A e non devono adempiere a nulla in questa fase.
Cosa succede se la capofila salta la scadenza
Chi manca l'invio fa cadere l'intera rete, non solo la propria posizione. Se la capofila non trasmette l'accordo entro mezzanotte, tutte le scuole aderenti perdono in blocco l'autorizzazione a partecipare al triennio: la selezione superata a luglio con il decreto 151/2026 viene azzerata per l'intera aggregazione. Le 1.169 istituzioni ammesse arrivano da 443 progetti valutati positivamente sui 594 pervenuti in risposta all'avviso del 30 marzo 2026, un rapporto di circa 2,6 scuole per progetto che rende centrale il ruolo delle reti nel disegno operativo del ministero.
La sperimentazione parte nell'anno scolastico 2026/2027 e dura tre anni. L'articolo 3 del decreto è netto: «dall'attuazione del presente decreto non possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica né variazione delle dotazioni organiche». Nessun fondo dedicato, nessun distacco: l'attuazione ricade sui bilanci ordinari degli istituti coinvolti e sull'orario di servizio dei docenti che sceglieranno di partecipare. Il monitoraggio del triennio è affidato al Comitato tecnico-scientifico previsto dalla legge 22/2025, che al termine predisporrà le linee guida per estendere il modello alle altre scuole italiane.
Le abilità richiamate dalla norma includono gestione delle emozioni, resilienza, empatia, pensiero critico e capacità di problem solving. Le indicazioni metodologiche del comitato dovranno restare coerenti con le Indicazioni nazionali per il curricolo del primo ciclo, con le Indicazioni nazionali per i Licei e con le Linee guida degli Istituti tecnici e professionali già in vigore, senza sovrapporsi a esse.
Le capofila devono conservare la ricevuta di consegna della PEC come prova dell'adempimento: dopo la mezzanotte il canale di trasmissione non prevede riapertura, e il decreto non contempla né sanatorie né domande di rimessione in termini.