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Un satellite grande come un trolley per l'alba cosmica dalla Luna

Cambridge lancia nel 2031 CosmoCube per captare il segnale delle prime stelle dalla Luna. NASA è già arrivata sul lato nascosto con LuSEE-Night.

Un satellite grande come un trolley, budget da 30 milioni di sterline, obiettivo captare il segnale radio delle prime stelle nate 150 milioni di anni dopo il Big Bang. Si chiama CosmoCube ed è la missione dell'Università di Cambridge appena annunciata su Nature Astronomy, con lancio previsto nel 2031.

Cosa cercherà nel silenzio radio del lato nascosto

Il CubeSat orbiterà a circa 100 chilometri dalla superficie lunare e sfrutterà i 40 minuti per orbita in cui la Luna scherma le onde radio in arrivo dalla Terra. La banda di osservazione va da 10 a 100 megahertz, la stessa in cui trasmettono le radio FM che rendono impossibile ogni misura da terra. Il target è il segnale a 21 centimetri emesso dagli atomi di idrogeno primordiale, con redshift tra 13 e 150: un'epoca che i cosmologi chiamano Dark Ages e Alba Cosmica, tra i 13,5 e i 13,8 miliardi di anni fa.

Il segnale è debolissimo, con intensità dell'ordine dei millikelvin. Per rilevarlo l'elettronica di bordo consuma appena 5,45 watt e usa un radiometro con risoluzione spettrale di 62,5 kilohertz basato su Xilinx RFSoC. La missione durerà due anni con circa 1.000 ore utili di raccolta dati, distribuite tra passaggi orbitali sul lato illuminato e quelli utili sul lato nascosto. La piattaforma è la SSTL-21, un CubeSat da sei unità sviluppato da Surrey Satellite Technology insieme al Cavendish Laboratory dell'Università di Cambridge.

La NASA è già arrivata sulla Luna con LuSEE-Night

L'idea di ascoltare l'universo primordiale dal lato nascosto della Luna non è nuova e la missione britannica si inserisce in una corsa già partita. Il Dipartimento dell'Energia americano e la NASA hanno consegnato LuSEE-Night al Network for Exploration and Space Science, esperimento affidato al lander Blue Ghost 2 di Firefly con arrivo atteso nel 2026 sulla superficie del lato nascosto. Il ricevitore statunitense usa quattro antenne monopolo dispiegabili e osserva sotto i 50 megahertz, con approccio superficiale e non orbitante.

La Cina prepara Hongmeng, un array radio in orbita lunare, mentre negli Stati Uniti sono allo studio i progetti DAPPER e FarView. CosmoCube non sarà quindi il primo strumento a puntare il segnale a 21 centimetri dallo spazio, ma punta a essere la piattaforma con la calibrazione più stabile: la stessa architettura potrà essere replicata in una costellazione di sei o più unità, riducendo il costo unitario. Il finanziamento arriva da UK Space Agency, Kavli Foundation e STFC, per una Fase III da 30 milioni di sterline distribuiti fino al 2031.

Nella corsa dei radiosat lunari l'Italia guarda da fuori

Nell'elenco dei partner CosmoCube non compare nessun ente italiano: niente INAF, nessuna università coinvolta. Anche in LuSEE-Night il coordinamento resta tra Berkeley Lab, Brookhaven e Colorado, senza contributi diretti dai laboratori italiani. La cosmologia dell'idrogeno primordiale è finora rimasta appannaggio degli strumenti terrestri, dove l'Italia partecipa a SKA-Low in Australia. Sull'orbita lunare i posti sono ancora limitati e ogni missione è un consorzio ristretto attorno a un unico CubeSat sperimentale.

Dopo il salto di scala del catalogo Euclid dei quasar dell'alba cosmica, che ha portato lo studio dell'universo primordiale al centro dell'agenda europea, il vuoto italiano sulle missioni lunari radio si nota. Grant europei per la ricerca di base esistono anche nel Paese, come mostra il finanziamento da 650mila euro assegnato a una ricercatrice dell'Università di Padova per la biologia cellulare, ma sul lato nascosto della Luna nessun laboratorio nazionale figura ancora tra i proponenti dei consorzi internazionali.

Il primo segnale a 21 centimetri dell'era buia sarà probabilmente misurato da LuSEE-Night già nel corso del 2027, prima ancora del lancio britannico. Il satellite di Cambridge arriverà dopo, con l'ambizione di trasformare l'osservazione radio lunare dell'idrogeno primordiale da esperimento pilota a servizio scientifico continuativo, replicabile satellite dopo satellite grazie a una piattaforma SSTL-21 già collaudata a Terra nei test termovuoto di RAL Space nel 2025.

Pubblicato il: 7 settembre 2026 alle ore 09:53