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Un decagono nel polo sud di Saturno: perchè appare solo ora

Il polo sud di Saturno e’ stato invisibile dal 2012 al 2023. Hubble mostra ora un decagono che Cassini in 13 anni non aveva mai visto.

Il polo sud di Saturno è rimasto nascosto alla Terra per undici anni. Quando è tornato osservabile, nel 2023, i telescopi hanno trovato qualcosa che nessuno si aspettava: un’onda atmosferica a dieci lati, un vero decagono di Saturno disegnato dai venti di una potente corrente a getto.

L’onda a dieci lati

Lo studio guidato da Agustín Sánchez-Lavega, dell’Università dei Paesi Baschi, è stato pubblicato il 2 settembre 2026 su Science Advances, Sánchez-Lavega et al. sul decagono di Saturno. La struttura occupa una fascia di latitudine planetografica compresa tra i 58 e i 63 gradi sud. I dieci vertici si muovono verso est alla velocità di 2,5 metri al secondo, quasi cinquanta volte più lenti della corrente a getto zonale che scorre a 60,5 gradi sud a 116 metri al secondo. Le posizioni dei vertici oscillano con un periodo di 32 giorni e ampiezze angolari comprese tra 4,6 e 8,4 gradi. La forma richiama, senza copiarlo, il celebre esagono del polo nord fotografato per la prima volta dalle sonde Voyager nel 1980 e ancora presente oggi, immutato dopo più di quarant’anni di osservazioni continue.

Perché la scoperta arriva solo ora

La sonda Cassini ha orbitato attorno a Saturno tra il 2004 e il 2017, tredici anni di sorvoli ravvicinati con strumenti che avrebbero rilevato strutture ben più deboli di questa. Nessuna delle immagini di Cassini mostra tracce di un’onda poligonale al polo sud. La spiegazione non è che il fenomeno non esistesse. Dopo l’equinozio saturniano del 2009 l’asse del pianeta ha piegato il polo sud lontano dalla Terra dal 2012 al 2023, rendendolo di fatto invisibile a Hubble e ai telescopi terrestri per undici anni consecutivi.

Solo quando la geometria orbitale è tornata favorevole, nel 2023, il programma OPAL di Hubble, attivo dal 2014 con osservazioni annuali dei pianeti giganti, ha potuto riprendere le immagini della regione. Nella prima campagna i vertici apparivano deboli e sfumati; nell’autunno del 2025 la geometria era netta. Le simulazioni con un modello a shallow water suggeriscono che la struttura possa essere nata da una perturbazione periodica nel picco del getto oppure essere stata innescata da un vortice anticiclonico scuro presente subito a nord dell’onda. Il decagono di Saturno potrebbe quindi essere il prodotto di un’instabilità locale che sta ancora evolvendo.

Due poli, due comportamenti

L’esagono nord siede a 78 gradi di latitudine, ha lati lunghi 14.500 chilometri (più del diametro terrestre), venti che corrono lungo le pareti a 320 km/h e mantiene la stessa forma da oltre quarant’anni: le immagini di Voyager del 1981 e quelle di Hubble di quest’anno lo mostrano nella stessa posizione. La nuova struttura sud si trova invece quindici gradi più vicino al polo, ruota molto più lentamente e sta cambiando in fretta. Amy Simon del Goddard Space Flight Center della NASA, responsabile scientifica del programma OPAL, il monitoraggio Hubble dei pianeti esterni, ha dichiarato che l’esagono è stato lì ogni volta che i telescopi l’hanno cercato per più di quattro decenni, mentre la nuova onda «sembra rafforzarsi».

Per la prima volta un pianeta del Sistema Solare mostra strutture poligonali stabili in entrambi i poli, ma con geometrie e dinamiche divergenti. Alla scoperta hanno contribuito anche due astronomi amatoriali, Trevor Barry e Jean-Paul Oger, che con i loro strumenti da giardino avevano segnalato per primi l’anomalia nelle immagini del 2024. La finestra utile per seguire l’evoluzione della nuova onda è ampia: il polo sud del pianeta con gli anelli resterà osservabile per anni prima che l’inclinazione stagionale lo nasconda di nuovo.

Il gruppo di Sánchez-Lavega prevede di seguire la struttura con Hubble e con la rete di osservatori amatoriali sparsi nel mondo. Nel frattempo altre ricerche mostrano quanto sia difficile per gli atenei italiani accedere allo spazio: sei satelliti universitari europei sono stati lanciati sul razzo tedesco Spectrum senza nessun ateneo italiano nel gruppo.

Pubblicato il: 7 settembre 2026 alle ore 09:49