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Theridion himalayana: il ragno sorridente che sfida 10.000 km di oceano

Un ragno sorridente scoperto per caso in India ha lo stesso pattern della cugina hawaiana ma DNA diverso dell'8,5%: l'evoluzione convergente in azione.

Per oltre 125 anni il ragno con la faccina sorridente era considerato esclusivo delle Hawaii: un curioso aracnide con macchie colorate che disegnano un sorriso sull'addome, unico al mondo. Poi, nell'ottobre 2023, una fotografia scattata sotto una foglia nelle foreste dell'Uttarakhand - stato nordindiano a oltre 2.000 metri di quota - ha cambiato tutto: il sorriso era lì, a piu di 12.000 km da Honolulu.

Una scoperta avvenuta cercando le formiche

Il team del Forest Research Institute di Dehradun e del Regional Museum of Natural History di Bhubaneswar stava catalogando le formiche nelle foreste montane dell'Uttarakhand. Non i ragni: le formiche. Ashirwad Tripathy, durante i rilievi sul campo, raccoglieva e fotografava aracnidi insoliti trovati sotto le foglie delle piante d'alta quota e li inviava alla collega Devi Priyadarshini per l'identificazione.

Una mattina Tripathy ha condiviso l'immagine di un piccolo ragno giallo trovato sul lato inferiore di una foglia di Daphniphyllum: sul dorso, una macchia rossa a forma di sorriso. Priyadarshini, che aveva studiato il ragno hawaiano durante la sua laurea magistrale, ha riconosciuto la somiglianza all'istante.

La nuova specie, battezzata Theridion himalayana come omaggio alla catena montuosa che la ospita, è stata raccolta in tre siti: Makku, Tala e Mandal, a oltre 2.000 metri di altitudine. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica open access Evolutionary Systematics (Pensoft, 2026).

Stesso sorriso, DNA diverso dell'8,5%

Tra la Theridion himalayana e il ragno hawaiano delle facce felici (Theridion grallator) la divergenza genetica e di circa 8,5%: abbastanza da confermare che i due appartengono a rami evolutivi separati, sviluppatisi in modo completamente indipendente su lati opposti del pianeta.

Il sorriso non è un'eredità condivisa: è evoluzione convergente. Questo meccanismo porta organismi non imparentati a sviluppare autonomamente le stesse soluzioni morfologiche, lo stesso che ha prodotto le ali degli uccelli e quelle dei pipistrelli. I ricercatori hanno catalogato 32 varianti cromatiche nella Theridion himalayana, con maschi e femmine che presentano colorazioni quasi completamente opposte. La divisione così netta tra i sessi suggerisce un possibile controllo genetico di tipo sex-linked, un'ulteriore caratteristica che distingue questa specie dalla cugina hawaiana.

Perchè due ragni evolutivamente distanti abbiano sviluppato lo stesso sorriso rimane una domanda aperta. I meccanismi selettivi attivi alle alte quote himalayane - mimetismo, attrazione di prede o segnalazione riproduttiva - restano tutti da valutare. L'Asia meridionale si conferma territorio di scoperte inattese: anche il Duonychus tsogtbaatari, erbivoro mongolo di recente descrizione, ha ridisegnato parte della filogenesi del Cretaceo.

Trentadue varianti e un futuro da mappare

La Theridion himalayana è stata trovata in prossimità di una strada nazionale trafficata e di un santuario naturale nell'Uttarakhand. Nessuna valutazione formale di conservazione è stata ancora condotta, e i ricercatori ritengono che sondaggi più estesi potrebbero rivelare varianti cromatiche aggiuntive e un'area di distribuzione più ampia dei tre siti finora noti.

Il dato apre riflessioni sulla biodiversità nascosta delle foreste d'alta quota: una specie con un pattern visivamente così riconoscibile è rimasta sconosciuta per oltre un secolo in zone frequentate da escursionisti e ricercatori. Nuovi strumenti di rilevazione e collaborazioni interdisciplinari stanno ridefinendo la ricerca in ambienti estremi: altri studi recenti hanno documentato connessioni inattese tra attività solare e sismicità terrestre e fra tempeste geomagnetiche e perturbazioni ambientali, a conferma che l'interconnessione tra sistemi naturali è ancora in gran parte da scoprire.

Cercavano le formiche. Hanno trovato invece una domanda che l'evoluzione si pone da milioni di anni: come può la natura arrivare alla stessa risposta partendo da punti di partenza lontanissimi? La Theridion himalayana non ha ancora tutte le risposte, ma ha già il sorriso giusto per continuare a cercarle.

Pubblicato il: 25 maggio 2026 alle ore 08:41