* La corsa verso il dodicesimo volo * Ship 39 e Super Heavy Booster 19: a che punto siamo * Il calendario e le parole di Musk * Starship V3: cosa cambia con la terza generazione * Un anno decisivo per l'esplorazione spaziale
La corsa verso il dodicesimo volo {#la-corsa-verso-il-dodicesimo-volo}
Nella base di Boca Chica, lungo la costa meridionale del Texas, i capannoni di SpaceX non conoscono pause. Le ultime settimane hanno visto un'attività febbrile attorno alla costruzione e all'integrazione dei componenti destinati al dodicesimo lancio di Starship, il veicolo spaziale che ambisce a ridefinire le regole del trasporto orbitale — e, nelle intenzioni dichiarate di Elon Musk, a portare l'umanità su Marte.
Stando a quanto emerge dagli aggiornamenti provenienti dal sito di assemblaggio, la nuova configurazione che volerà questa primavera rappresenta un salto generazionale. Non si tratta di un semplice aggiornamento incrementale: con la Starship V3, SpaceX introduce la terza generazione del razzo più grande e potente mai costruito, con modifiche strutturali significative che puntano ad aumentare la capacità di carico e l'affidabilità complessiva del sistema.
Ship 39 e Super Heavy Booster 19: a che punto siamo {#ship-39-e-super-heavy-booster-19-a-che-punto-siamo}
Il cuore del prossimo volo sarà composto da due elementi: lo stadio superiore Ship 39 — designato ufficialmente come V3 SN1, primo esemplare della terza generazione — e il booster Super Heavy Booster 19, lo stadio inferiore che dovrà fornire la spinta iniziale necessaria a sollevare l'intera struttura dall'atmosfera terrestre.
Ship 39 è quasi completa. L'assemblaggio delle sezioni principali risulta in fase avanzata, con i tecnici impegnati nelle ultime integrazioni e nei controlli pre-volo. Si tratta di un traguardo non banale: ogni nuovo numero seriale porta con sé centinaia di modifiche, alcune visibili a occhio nudo — come le dimensioni leggermente diverse dei serbatoi o la disposizione dei flap aerodinamici — altre nascoste nell'elettronica e nei sistemi di propulsione.
Per quanto riguarda il Super Heavy Booster 19, la fase attuale potrebbe prevedere a breve uno static fire, ovvero l'accensione statica dei motori Raptor con il razzo ancorato alla rampa di lancio. È un passaggio obbligato: consente agli ingegneri di verificare il funzionamento dell'intera catena propulsiva in condizioni reali, senza che il veicolo lasci il suolo. Solo dopo un esito positivo di questo test il booster viene dichiarato idoneo al volo.
Il calendario e le parole di Musk {#il-calendario-e-le-parole-di-musk}
Le tempistiche, in un programma sperimentale di questa portata, restano per definizione fluide. Eppure i segnali puntano tutti nella stessa direzione. Elon Musk ha dichiarato pubblicamente che il lancio avverrà "tra circa quattro settimane", collocando di fatto la finestra di tiro all'inizio di aprile 2026.
Chi segue da vicino la storia di Starship sa bene che le previsioni del fondatore di SpaceX tendono all'ottimismo. Tuttavia, il ritmo sostenuto delle operazioni a Boca Chica — dove turni di lavoro si susseguono ventiquattr'ore su ventiquattro — suggerisce che stavolta la tabella di marcia potrebbe reggere. La cadenza dei lanci si è fatta via via più serrata nel corso degli ultimi mesi, segno di una maturazione industriale del processo produttivo.
Va ricordato che ogni volo di Starship richiede l'autorizzazione della Federal Aviation Administration (FAA), l'ente federale statunitense che sovrintende alla sicurezza del trasporto aereo e spaziale. La licenza di lancio dipende dall'esito positivo delle revisioni tecniche e ambientali, un passaggio che in passato ha causato ritardi anche significativi.
Starship V3: cosa cambia con la terza generazione {#starship-v3-cosa-cambia-con-la-terza-generazione}
La Starship V3 non è una semplice evoluzione della V2. SpaceX ha riprogettato diversi sottosistemi con l'obiettivo di avvicinarsi alla configurazione che, nelle intenzioni dell'azienda, dovrà un giorno garantire la piena riutilizzabilità di entrambi gli stadi del veicolo.
Tra le novità attese:
* Serbatoi ridimensionati per ottimizzare il rapporto tra massa strutturale e propellente trasportato * Modifiche ai motori Raptor, con incrementi di spinta e maggiore affidabilità * Aggiornamenti allo scudo termico, il tallone d'Achille delle missioni precedenti, dove le piastrelle protettive avevano mostrato vulnerabilità durante il rientro atmosferico * Nuova architettura avionica, pensata per supportare missioni più complesse e di maggiore durata
Il passaggio alla V3 segna in sostanza la transizione da una fase prevalentemente sperimentale — i primi voli servivano a raccogliere dati e validare concetti — a una fase in cui il veicolo inizia a somigliare alla sua versione operativa definitiva.
Un anno decisivo per l'esplorazione spaziale {#un-anno-decisivo-per-lesplorazione-spaziale}
Il 2026 si sta rivelando un anno denso per il settore spaziale, ben oltre i confini di SpaceX. Il recente lancio del telescopio SPHEREx ha aperto nuove frontiere nella mappatura infrarossa del cielo, mentre sul fronte delle tecnologie abilitanti anche aziende come Google stanno investendo in ambiti complementari, come testimonia il debutto di Gemini Robotics, piattaforma che potrebbe avere ricadute significative sull'automazione delle operazioni spaziali.
C'è poi il peso della storia. Ogni traguardo raggiunto da Starship si inserisce in una tradizione di conquiste che parte da lontano, da quel primo passo nel vuoto fuori da una capsula che decenni fa dimostrò al mondo cosa fosse possibile. La differenza, oggi, è la scala: dove un tempo i programmi spaziali erano appannaggio esclusivo delle agenzie governative, ora un'azienda privata punta a costruire un razzo capace di trasportare oltre cento tonnellate in orbita — e di farlo a costi radicalmente inferiori rispetto al passato.
La questione resta aperta su diversi fronti. Lo static fire del Booster 19 fornirà indicazioni cruciali sulla prontezza del sistema. Se tutto procederà secondo i piani, l'inizio di aprile potrebbe regalare uno degli appuntamenti più attesi dell'anno per la comunità spaziale internazionale. Ma nel mondo dei razzi, come insegna la lunga storia dell'astronautica, l'unica certezza è che nulla è certo fino al momento in cui i motori si accendono.