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Origine della vita: i quattro scenari del 2026, e cosa cambia con Bennu

Quattro scenari sull'origine della vita nel libro di Ugliengo (il Mulino, 2026). I 121,6 grammi di Bennu spostano il peso su una sola ipotesi.

Il 24 settembre 2023 NASA ha consegnato a Terra 121,6 grammi di polvere e roccia dell'asteroide Bennu. A giugno 2026 Piero Ugliengo, docente di Chimica Fisica all'Università di Torino, manda in libreria per il Mulino un saggio di 144 pagine che prova a mettere ordine fra le ipotesi su come la vita sia comparsa, proprio mentre quei campioni stanno cambiando le carte in tavola.

Quattro scenari per un solo problema

La vita inizia qui. Un racconto molecolare delle origini è il nuovo titolo della collana Farsi un'idea del Mulino. Dieci capitoli condensano l'intero impianto della chimica prebiotica intorno a una finestra di poche centinaia di milioni di anni, attorno ai 3.800 milioni di anni fa, in cui un insieme molecolare inanimato sarebbe diventato la prima cellula viva.

Ugliengo segue quattro scenari concorrenti. Il primo è l'atmosfera primordiale ricostruita da Stanley Miller nel 1953 con metano, ammoniaca, idrogeno e scariche elettriche: l'esperimento che produsse oltre venti amminoacidi e fondò la chimica prebiotica sperimentale. Il secondo è la chimica extraterrestre delle comete, dei meteoriti e degli asteroidi. Il terzo riguarda i camini neri, le bocche idrotermali vulcaniche sui fondali oceanici. Il quarto è quello dei camini bianchi, scoperti nel 2000 nel campo di Lost City sul Mid-Atlantic Ridge: pareti carbonatiche alte 30-60 metri, fluidi alcalini a 45-90°C e pH 9-11 generati dalla serpentinizzazione, una chimica diversa che produce idrogeno, formato e acetato senza vulcanismo.

Cosa cambia con i 121,6 grammi di Bennu

A gennaio 2025 il team OSIRIS-REx ha pubblicato il primo bilancio dei composti organici nel campione: 14 dei 20 amminoacidi proteici usati dagli organismi viventi, altri 19 amminoacidi non proteici e, soprattutto, tutte e cinque le nucleobasi presenti in RNA e DNA, cioè adenina, guanina, citosina, timina e uracile.

Una nuova analisi pubblicata su Prebiotic organic compounds in samples of asteroid Bennu - PNAS aggiunge il triptofano, un amminoacido finora mai osservato in meteoriti o campioni di ritorno. Il conteggio totale arriva a circa diecimila specie chimiche contenenti azoto, e i sali sodici rinvenuti indicano la presenza di salamoie sull'asteroide-madre. Il quadro è coerente con la sintesi divulgata dalla missione su NASA - Asteroide Bennu, il mix degli ingredienti della vita.

Per chi ha seguito il rinvenimento di elementi fondamentali per la vita su Bennu l'implicazione è netta: lo scenario extraterrestre non è più solo plausibile, è documentato in laboratorio su un campione non contaminato dall'atmosfera terrestre. Resta aperto, però, il punto centrale del libro: avere i mattoni non spiega come si sia passati da un insieme molecolare a una cellula che si autoreplica. Bennu rafforza l'inventario, non il meccanismo.

Il computer come quarto laboratorio

La parte più attuale del saggio riguarda lo strumento che lo stesso Ugliengo usa a Torino: la simulazione molecolare al calcolatore. Per ricostruire reazioni avvenute quattro miliardi di anni fa la chimica computazionale è oggi indispensabile, perché molte di quelle reazioni sono troppo rare o troppo lente per essere riprodotte in vetreria. Sono modelli numerici per cui la disponibilità di codice scientifico e di assistenti basati su modelli linguistici sta accelerando la selezione dei percorsi plausibili: vedi come l'AI generativa sta cambiando la programmazione scientifica.

Il libro cita anche il lavoro del gruppo italiano di Ernesto Di Mauro e Raffaele Saladino sulla formammide (HCONH2): riscaldando questa singola molecola a 110°C in presenza di argilla si formano adenina, citosina e uracile; sostituendo l'argilla con ossido di titanio (TiO2) compaiono adenina, citosina e timina. È un modello concorrente sia all'atmosfera di Miller sia ai camini bianchi, ed è figlio di un laboratorio italiano che dialoga direttamente con la chimica computazionale di Torino.

Il prossimo passo dipende dai campioni in arrivo: i programmi di sample return marziano e cometario sfrutteranno la nuova era dei lanci europei aperta da Ariane 6 per riportare a Terra altri grammi di materiale primitivo. Le 144 pagine di Ugliengo servono a leggere quei prossimi dati senza confondere un mattone con una casa.

Pubblicato il: 22 giugno 2026 alle ore 07:51