Un frammento di mandibola inferiore rinvenuto a Wadi Moghra, nel nord dell'Egitto, sta riscrivendo sessant'anni di paleoantropologia. Il fossile, risalente a 17 milioni di anni fa, appartiene a una nuova specie di scimmia antropomorfa mai descritta prima, e la sua posizione geografica contraddice il modello evolutivo dominante: la culla degli ominidi potrebbe non essere l'Africa orientale, ma il Nord Africa.
Il vuoto nel record fossile durato decenni
Per decenni i paleontologi avevano tra le mani un rebus: i fossili di scimmie antropomorfe del Miocene inferiore (20-17 milioni di anni fa) erano concentrati nell'Africa orientale, tra Kenya, Etiopia e Uganda. Poi, 16-10 milioni di anni fa, le stesse scimmie riappaiono in Europa e Asia. Come ci sono arrivate? Il collegamento geografico mancava.
Hesham Sallam, co-autore dello studio e paleontologa dell'Università di Mansoura, ha descritto la lacuna cosi: "Abbiamo cercato per cinque anni questo tipo di fossile perchè, quando esaminiamo attentamente l'albero genealogico delle scimmie antropomorfe iniziali, diventa chiaro che manca qualcosa."
Quel qualcosa era nascosto a Wadi Moghra. Il team egiziano, in collaborazione con l'Università della California del Sud (USC), ha identificato la nuova specie: Masripithecus moghraensis. Il nome unisce Masr, la parola araba per Egitto, con il greco pithecus, scimmia, e il nome del sito di scoperta. Lo studio è stato pubblicato su Science il 26 marzo 2026 (vol. 391, DOI: 10.1126/science.adz4102).
Il corridoio del Miocene: il Nord Africa come crocevia
L'analisi filogenetica del fossile, condotta con metodi bayesiani che combinano caratteristiche anatomiche, DNA di primati viventi e datazioni geologiche, ha prodotto un risultato inatteso: Masripithecus risulta più strettamente imparentato con le scimmie antropomorfe viventi rispetto a qualsiasi altra specie del Miocene inferiore nota dall'Africa orientale.
Questo la colloca in cima alla linea evolutiva che ha poi generato oranghi, gorilla, scimpanzè e, in ultima istanza, Homo sapiens. Le analisi biogeografiche indicano il Nord Africa e il Medio Oriente come "sede più probabile dell'antenato comune di tutte le scimmie antropomorfe viventi", stimato nel Miocene inferiore.
La spiegazione è coerente con la geologia dell'epoca: durante il Miocene inferiore, le variazioni del livello del mare creavano corridoi terrestri tra Africa ed Eurasia proprio in quest'area. Wadi Moghra era il punto di passaggio naturale attraverso cui gli ominidi si sono espansi verso nord. La morfologia del fossile, con mascella robusta, canini e premolari di grandi dimensioni e molari con superficie rugosa, suggerisce una dieta mista di frutta e alimenti duri come noci e semi: adatta a un ambiente di transizione tra foresta e savana.
Cosa cambia per la storia evolutiva
La scoperta ribalta un paradigma consolidato. Per oltre mezzo secolo, il modello dominante vedeva l'Africa orientale come centro di irradiazione di tutti gli ominidi moderni. I nuovi dati puntano invece al Nord Africa e alla regione levantina come probabile luogo di origine.
Erik Seiffert (USC), co-autore principale dello studio, ha dichiarato: "Questa nuova scoperta e le nostre analisi sfidano fortemente questa idea." Il Wadi Moghra, quasi ignorato rispetto ai grandi siti est-africani, diventa ora un'area di ricerca prioritaria. Così come altre formazioni rocciose nordafricane mai esplorate sistematicamente alla ricerca di ominidi fossili.
I dettagli dello studio sono nel comunicato del Centro di Paleontologia Vertebrata dell'Universita di Mansoura. Tra le scoperte recenti che ridisegnano conoscenze date per consolidate, anche il neutrino di record catturato al largo della Sicilia dimostra come nuovi strumenti portino a riscrivere modelli teorici fondamentali. Analogamente, la ricerca sulla materia ha prodotto un risultato sorprendente con la creazione di un blob di luce con proprietà liquide e solide.
Il prossimo passo dei ricercatori è espandere le prospezioni nelle formazioni del Miocene nordafricano: se Masripithecus non era un caso isolato, l'albero genealogico degli ominidi potrebbe essere ridisegnato in modo definitivo nei prossimi anni.