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Istruzione tra le 17 minacce globali: Italia penultima UE per laureati

Lancet mette l'istruzione tra i rischi di salute globali: 16,1 miliardi di DALY. Italia al 22,3% di laureati, penultimo posto UE.

Il basso livello di istruzione è la seconda minaccia globale per la salute umana entro il 2100, davanti all'uso malevolo dell'intelligenza artificiale e al conflitto nucleare. Lo scrive la commissione The Lancet sulle minacce del XXI secolo, pubblicata il 10 ottobre 2026 e presentata al World Health Summit di Berlino.

Diciassette minacce, due con potenziale di estinzione

Lo studio è stato co-presieduto da Christopher Murray, direttore dell'Institute for Health Metrics and Evaluation dell'Università di Washington, e da Natalia Kanem, ex direttrice esecutiva del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione. I 35 commissari hanno esaminato centinaia di rischi su 204 Paesi, selezionando quelli che superano la soglia di un miliardo di anni di vita in buona salute perdibili entro il 2100 e su cui le politiche pubbliche possono ancora incidere.

Due minacce sono classificate come potenzialmente esistenziali: l'uso malevolo dell'IA e il conflitto nucleare. Le altre quindici vanno dall'obesità all'inquinamento atmosferico, dal cambiamento climatico alla malnutrizione infantile, fino alla disuguaglianza di reddito, al basso livello di istruzione, al consumo di alcol e al fumo. Fra le minacce catastrofiche figura anche il cambiamento climatico, lo stesso che sta sciogliendo il permafrost dall'Alaska alle Alpi italiane.

Istruzione: 16,1 miliardi di anni di vita in gioco

La metrica scelta è il DALY ridistribuibile, cioè gli anni di vita in buona salute che politiche e innovazione possono ancora salvare. Con questa lente il basso livello di istruzione pesa 16,1 miliardi di DALY entro il 2100, seconda minaccia dopo l'obesità (23,1 miliardi) e davanti alla disuguaglianza di reddito (13,8 miliardi), all'uso malevolo dell'IA (10,4 miliardi) e al conflitto nucleare (9,35 miliardi, con 133 milioni di morti stimati). Dati pubblicati dalla Lancet Commission on 21st Century Global Threats to Health.

In concreto: investire sulla scolarizzazione tutela più anni di vita del nucleare e dell'IA ostile sommati. L'onere maggiore ricade su donne e bambini dell'Africa subsahariana, dove i figli di madri più istruite hanno tassi di mortalità infantile significativamente più bassi. La commissione precisa però che ogni Paese paga un prezzo quando la quota di diplomati e laureati resta bassa, perché l'istruzione agisce sulla salute attraverso reddito, accesso ai servizi sanitari, aderenza alle vaccinazioni e comportamenti alimentari.

Italia: 22,3% di laureati, penultimo posto nella UE

Nel nostro Paese la quota di 25-64enni con un titolo di studio terziario si ferma al 22,3%, contro il 36,1% della media UE27, il 43,4% della Francia e il 42,0% della Spagna. Lo certifica il report Istat sui livelli di istruzione e sui ritorni occupazionali 2024, diffuso a dicembre 2025. L'Italia resta penultima nell'Unione dopo la Romania, con un divario che non si riduce: la crescita annua dei laureati italiani è di +0,7 punti contro +1,0 punti della media europea.

Il Mezzogiorno abbassa ulteriormente la media: solo il 18,9% dei residenti al Sud ha una laurea, contro il 23,2% del Nord e il 26,0% del Centro. Lo stesso rapporto ricorda che il tasso di occupazione dei laureati italiani (84,7%) è 3,1 punti sotto la media UE (87,8%), segno che il mercato del lavoro riflette lo svantaggio formativo. La spesa italiana per ricerca e sviluppo si ferma intorno all'1,3% del PIL, meno della metà del 3,1% tedesco, una limitazione che pesa anche sui percorsi di eccellenza come l'optogenetica italiana.

La commissione Lancet chiede a governi, finanza e sicurezza di considerare l'istruzione una leva di salute pubblica al pari dei vaccini e del clima. Per l'Italia, chiudere il gap sui laureati con la media UE entro il 2030 richiederebbe di triplicare il ritmo di crescita attuale, mentre la ricerca di base resta appesa a progetti simbolo come la prima luce della camera italiana di BepiColombo verso Mercurio.

Pubblicato il: 13 ottobre 2026 alle ore 14:57