Venerdì 9 ottobre il Comitato norvegese annuncia a Oslo il Nobel per la pace 2026. Tra i 287 candidati c'è la Stazione Spaziale Internazionale, l'orbitale dove russi e statunitensi lavorano fianco a fianco da 25 anni, nonostante la guerra in Ucraina.
I numeri del premio e la candidatura dell'orbitale
Al Comitato norvegese sono arrivate 208 candidature individuali e 79 proposte di organizzazioni, per un totale di 287 nominativi. Il Peace Research Institute Oslo (PRIO), uno dei think tank più ascoltati nel pronosticare il premio, il 22 settembre ha aggiunto la Stazione Spaziale Internazionale alla sua lista aggiornata di favoriti.
La motivazione tocca un paradosso che l'orbitale racconta ogni giorno: dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, nel febbraio 2022, la ISS è l'unico luogo dove Roscosmos, NASA ed ESA continuano a cooperare in modo operativo. Il sistema di sopravvivenza, il controllo dell'orbita e la gestione delle emergenze sono progettati per funzionare solo se le componenti russa e statunitense restano collegate.
Nella rosa degli esperti compaiono anche le Sudan Emergency Response Rooms, reti civili che portano aiuti nei quartieri assediati di Khartoum, l'attivista ucraino Mykola Kuleba per il salvataggio dei bambini sottratti dalla Russia, la relatrice ONU Francesca Albanese sui diritti dei palestinesi e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, candidato per l'accordo Israele-Hamas.
La settimana dei Nobel 2026 è partita lunedì con il premio per la medicina a tre ricercatori e prosegue con fisica, chimica e letteratura: Oslo chiude le prime quattro giornate con il verdetto sulla pace, prima dell'ultimo premio per l'economia atteso lunedì 12.
L'Italia che pesa quasi la metà della stazione
Il dato che resta fuori dai titoli dei quotidiani è italiano. Secondo l'Agenzia Spaziale Italiana, oltre il 40% del volume abitabile della ISS è stato costruito in Italia, negli stabilimenti di Thales Alenia Space a Torino.
Dagli stessi capannoni sono usciti il Nodo-2 Harmony, lo snodo che collega il laboratorio americano Destiny al modulo europeo Columbus e a quello giapponese Kibo; il Nodo-3 Tranquility, che ospita i sistemi di supporto vitale; la Cupola, la finestra panoramica a sette vetri da cui gli astronauti osservano la Terra; il laboratorio europeo Columbus, costruito su commessa ESA; e i tre moduli logistici MPLM Leonardo, Raffaello e Donatello, usati fino al 2011 dagli Space Shuttle per portare carichi in orbita.
Proprio con il lancio di Leonardo, nel marzo 2001, l'Italia è diventata la terza nazione al mondo, dopo Stati Uniti e Russia, ad aver inviato in orbita un elemento della stazione. Sulla ISS hanno vissuto sei astronauti italiani: Umberto Guidoni, Roberto Vittori, Paolo Nespoli, Luca Parmitano, Samantha Cristoforetti e Walter Villadei. Parmitano è stato il primo europeo a comandare la stazione, nel 2019.
Cosa cambia per la ricerca italiana
Il 2 novembre 2025 la ISS ha compiuto 25 anni di presenza umana ininterrotta: 266 persone da 20 paesi si sono date il cambio a 400 chilometri dalla Terra. Il Nobel per la pace, se arrivasse, premierebbe per la prima volta un'infrastruttura scientifica, non una persona né un'organizzazione umanitaria: nella storia del premio, su 633 attribuzioni, 28 sono andate a enti collettivi.
Per il sistema universitario e industriale italiano significherebbe un riconoscimento alla filiera che oggi sta costruendo i moduli abitati della futura stazione commerciale Axiom, destinata a prendere il posto della ISS. Il percorso di uscita della stazione attuale è già scritto: ESA, NASA, Canada e Giappone hanno confermato il sostegno fino al 2030, mentre Roscosmos resta a bordo fino al 2028. Dopo quella data un veicolo di SpaceX trascinerà la ISS in rientro controllato sull'oceano Pacifico.
La partita della grande ricerca pubblica italiana si gioca in parallelo su altri cantieri: l'Einstein Telescope, l'infrastruttura per cui l'Italia ha stanziato 1,3 miliardi, e i programmi dei sedici enti di ricerca italiani ricevuti in Vaticano da Papa Leone XIV a inizio ottobre. Un eventuale Nobel alla ISS collocherebbe questa filiera in un quadro di riconoscimento internazionale.
L'annuncio arriverà alle 11 di venerdì mattina, dalla sede dell'Istituto Nobel in Henrik Ibsens gate 51 a Oslo. A dare il nome del vincitore sarà il presidente della commissione, Jørgen Watne Frydnes: il comunicato ufficiale di convocazione prevede diretta aperta a tutte le testate accreditate.