La sonda giapponese Hayabusa2 ha superato l'asteroide Torifune a circa 1 chilometro di distanza, muovendosi a 5 chilometri al secondo. Le prime immagini pubblicate dalla JAXA l'8 luglio mostrano un corpo a due lobi uniti, una configurazione a contact binary lunga circa 450 metri. È uno dei sorvoli asteroidali più ravvicinati mai realizzati, e non è un risultato scientifico fine a sé stesso.
Come si è svolto il sorvolo
Il flyby è avvenuto domenica 5 luglio 2026, intorno alle 18:30 ora giapponese, con Torifune che si trovava a circa 100 milioni di chilometri dalla Terra. La telecamera di navigazione ottica ONC-T aveva iniziato a inquadrare l'oggetto già dal 20 giugno, guidando l'avvicinamento con correzioni di rotta calibrate al metro. Nell'ora precedente al passaggio più stretto sono entrati in funzione lo spettrometro nel vicino infrarosso NIRS3, la termocamera TIR e il Lidar. Solo una parte dei dati è stata trasmessa a Terra: il resto arriverà nelle prossime settimane. La sonda ha superato il bersaglio senza rallentare, perché la carenza di propellente ereditata dalla missione principale su Ryugu esclude ogni manovra di cattura orbitale. Il sorvolo era per definizione irripetibile.
Non è una foto, è un test di puntamento
Il valore del sorvolo sta nella traiettoria più che nell'immagine. Nel comunicato ufficiale JAXA sul flyby di Torifune l'agenzia definisce il passaggio ravvicinato come test della tecnologia necessaria a guidare con precisione una sonda contro piccoli corpi celesti. In pratica: è la prova generale di un intercettore anti-asteroide.
Il confronto con la missione DART della NASA chiarisce la differenza di approccio. Nel settembre 2022 DART ha impattato deliberatamente Dimorphos, un asteroide di 160 metri, modificando la sua orbita attorno al compagno Didymos di 32 minuti: un risultato dimostrativo su un bersaglio di media taglia. Hayabusa2 ha invece guidato una sonda della dimensione di un frigorifero contro un obiettivo di 450 metri a circa 18.000 chilometri orari, mancandolo intenzionalmente di appena 1 chilometro. Il salto è dall'impatto a martellata alla precisione chirurgica: la stessa che serve quando il bersaglio è piccolo, veloce e viene individuato con poco anticipo. Il team di Satoshi Tanaka userà l'analisi post-flyby per raffinare i modelli di guida in vista degli scenari futuri.
Il vero obiettivo è 1998 KY26, nel 2031
Torifune è la prima tappa della missione estesa Hayabusa2#. La seconda, e più delicata, è il rendezvous nel 2031 con 1998 KY26, un asteroide di soli 30 metri di diametro. È la classe di corpi celesti più insidiosa per la Terra: troppo piccoli per essere avvistati con largo anticipo (spesso vengono scoperti a poche settimane dal loro passaggio ravvicinato), ma abbastanza grandi da sopravvivere all'atmosfera e produrre danni al suolo. Il meteorite di Chelyabinsk del 2013, esploso sopra la città russa con l'energia di una bomba nucleare di piccola taglia, aveva un diametro stimato di circa 20 metri. Nessuna sonda ha mai fatto rendez vous con un oggetto di quelle dimensioni.
Capire se questi corpi sono monoliti compatti o aggregati di macerie rotanti (rubble pile) cambia i parametri di ogni futura missione di deviazione: una massa compatta si può spostare con un impatto singolo, un aggregato si frammenta e crea un problema peggiore. Il sorvolo del 5 luglio serve a portare Hayabusa2 su quella rotta con la precisione richiesta.
L'analisi completa dei dati NIRS3 e Lidar richiederà settimane e permetterà di capire se Torifune contiene tracce di acqua e come è distribuita la massa sui suoi due lobi. Il resto del viaggio verso KY26 dura ancora cinque anni, tempo che gli investimenti internazionali in ricerca e difesa planetaria dovranno rincorrere: in Italia la spesa in ricerca resta sotto la media OCSE un divario che pesa anche sui contributi nazionali alle prossime missioni.