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Il Falcon 9 sulla Luna il 5 agosto e il buco nella sorveglianza cislunar

Il 5 agosto un Falcon 9 colpira la Luna a 8.700 km/h. Meno di 200 detriti grandi tracciati vicino alla Luna, con 50 missioni in arrivo.

Il 5 agosto 2026, alle 8:44 ora italiana, lo stadio superiore di un razzo Falcon 9 di SpaceX si schianterà sulla Luna a 8.700 km/h: sette volte la velocità del suono. L' impatto avverrà vicino al cratere Einstein, sul lato occidentale visibile dalla Terra. Nessun rischio per nessuno, ma l'evento rivela un problema che le agenzie spaziali internazionali non hanno ancora risolto.

Il razzo che ha portato Blue Ghost: i dati tecnici dell' impatto

L' oggetto è catalogato come 2025-010D, il quarto frammento tracciato dal decimo lancio orbitale del 2025. Decollò il 15 gennaio 2025 portando in orbita il lander Blue Ghost di Firefly Aerospace e il Hakuto-R M2 di ispace. Dopo aver consegnato il carico, rimase intrappolato in una traiettoria ellittica irregolare tra 220.000 e 510.000 km dalla Terra, sorvolando la Luna ogni 26 giorni. L' astronomo Bill Gray calcolò a settembre 2025, con il software Project Pluto, che le traiettorie si sarebbero incrociate fatalmente.

La missione Blue Ghost aveva completato il 100% degli obiettivi: il lander atterrò con successo sul Mare Crisium il 2 marzo 2025, trasmettendo oltre 119 GB di dati in 14 giorni di operazioni. A bordo c'era anche il ricevitore LuGRE di ASI e NASA, che catturò per la prima volta segnali GNSS dalla superficie lunare. Il razzo che li ha portati lì e ora il detrito in rotta di collisione.

Lo stadio misura 13,8 metri di altezza per 3,7 di diametro e pesa circa 4.000 kg. La Luna non ha atmosfera: nessun attrito, nessuna combustione durante la discesa. Arriverà al suolo quasi intatto, con un angolo di impatto di 34 gradi. Gray prevede un doppio cratere di 16-18 metri di diametro, dimensioni simili a quelle del cratere lasciato nel 2022 da un razzo cinese. Il Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA fotograferà il nuovo cratere nei mesi successivi all'impatto.

29.790 oggetti tracciati in orbita terrestre, meno di 200 vicino alla Luna

Questo è solo il secondo caso documentato nella storia in cui un detrito spaziale è stato identificato come diretto verso la Luna prima dell'impatto. Il primo fu nel 2022, quando uno stadio di razzo cinese si schiantò sul suolo lunare lasciando un doppio cratere. La rarità dei casi non riflette la rarità del problema: riflette la rarità del monitoraggio.

Vicino alla Luna ci sono probabilmente meno di 200 grandi oggetti di spazzatura spaziale, ma nessuna agenzia conosce il numero preciso. I radar terrestri a bassa potenza non raggiungono quella distanza. I telescopi faticano a distinguere oggetti che transitano vicino al disco luminoso della Luna. Gli astronomi chiamano questa fascia "zone of shame": una zona praticamente cieca per i sistemi di tracciamento attuali.

Il contrasto con l'orbita terrestre è netto: secondo i dati ESA di febbraio 2026, 29.790 oggetti sono tracciati in orbita intorno alla Terra, con stime di oltre 54.000 pezzi più grandi di 10 cm. Per lo spazio tra la Terra e la Luna non esiste un catalogo equivalente, nè un obbligo normativo che imponga agli operatori di pianificare lo smaltimento sicuro dei propri stadi spenti.

Nei prossimi cinque anni sono previste oltre 50 missioni lunari da parte di USA, Cina, Russia e operatori privati. L'outer Space Treaty del 1967 attribuisce agli stati la responsabilità degli oggetti lanciati, ma non prevede meccanismi vincolanti per i detriti nello spazio cislunar. Ogni nuova missione aggiunge potenziali residui senza sorveglianza dedicata.

Il cratere che il Falcon 9 lascerà vicino al cratere Einstein diventerà, paradossalmente, un set di dati scientifici: LRO lo documenterà e gli scienziati ne studieranno la morfologia per calibrare i modelli di impatto lunare. Il vero nodo è che ad oggi nessun accordo internazionale impone agli operatori privati di pianificare il rientro sicuro dei detriti oltre l'orbita terrestre.

Pubblicato il: 18 maggio 2026 alle ore 10:33