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Il 65% delle persone vira a sinistra: cosa cambia per le vie di fuga

Uno studio Nature Communications su 209 partecipanti mostra una preferenza antioraria robusta. Le ricadute per la progettazione antincendio italiana.

Quando le persone camminano liberamente, circa il 65% gira spontaneamente a sinistra. Lo dimostrano cinque studi condotti in Spagna e in Giappone e pubblicati il 16 giugno 2026 su Individual locomotor bias drives counterclockwise motion in pedestrian crowds - Nature Communications da un gruppo dell'Università di Navarra e dell'Università di Tokyo. Il bias antiorario non dipende da mano dominante, piede o sesso, ed è ancora più marcato nei bambini.

Una distorsione che resta in chi cammina da solo

L'esperimento decisivo ha coinvolto 209 partecipanti, fatti camminare uno alla volta dentro un recinto esagonale di sedie e tavoli per escludere l'effetto di gruppo. Il risultato è stato lo stesso a Pamplona e a Tokyo, nonostante le diverse abitudini culturali sul lato di marcia. Gli autori parlano di un bias "robusto e riproducibile", che nasce dalla singola persona e non dall'interazione con la folla. Una scuola elementare spagnola ha mostrato il 75% degli alunni in svolta antioraria nel cortile, senza che nessun adulto avesse dato indicazioni.

Le ipotesi della vista e del cervello laterale sono cadute presto: bendare un occhio non cambia la direzione di svolta. Restano in piedi spiegazioni biomeccaniche, in particolare una lieve asimmetria nel controllo motorio della deambulazione, terreno su cui la ricerca sulla neuroprotesi del movimento sta accumulando dati negli ultimi anni. Sono state escluse anche la Forza di Coriolis e l'effetto del campo magnetico terrestre, entrambi incompatibili con la magnitudine osservata in stanze così piccole.

Cosa significa per chi disegna le vie d'esodo in Italia

Il Codice di prevenzione incendi - DM 3 agosto 2015 calcola la larghezza minima delle vie di esodo orizzontali con la formula Lo = Lu x numero di occupanti, dove la larghezza unitaria Lu (in mm/persona) dipende solo dal profilo di rischio Rvita. La normativa non distingue tra uscita destra e uscita sinistra: tratta i due flussi come equivalenti. Sul piano teorico è simmetrico; nella pratica, secondo lo studio spagnolo-giapponese, non lo è il comportamento delle persone.

In uno stadio da 60.000 posti, applicando il 65% misurato dai ricercatori, circa 39.000 spettatori cercheranno istintivamente l'uscita sulla sinistra rispetto al proprio asse di marcia, contro 21.000 sulla destra. Per un terminal aeroportuale che movimenta 50 milioni di passeggeri l'anno, lo squilibrio atteso supera i 14 milioni di transiti. Numeri che non rendono pericolose le uscite dimensionate secondo il DM 2015, ma indicano una sovracapacità stabile sulle uscite di destra e una pressione superiore al previsto su quelle di sinistra. Lo stesso ragionamento vale per gli ingressi delle scuole all'uscita dei piani, dove il tempo di sgombero dipende dalla ripartizione del flusso tra due scale: se una resta scarica e l'altra si satura prima del previsto, i secondi guadagnati in fase di progettazione si perdono nella realtà.

Dalle simulazioni alle infrastrutture intelligenti

I modelli microscopici di evacuazione usati nei progetti antincendio tipicamente assegnano probabilità uguali alle scelte di direzione quando due uscite sono equidistanti. Inserire un parametro di bias antiorario del 15% (la metà della differenza misurata) cambia in modo non trascurabile i tempi di sgombero stimati. Le applicazioni di intelligenza artificiale alla pianificazione degli spazi pubblici, dalla manutenzione predittiva delle strade alle simulazioni di folla, possono incorporare facilmente questo coefficiente senza richiedere riprogettazioni strutturali costose.

Sul fronte hardware, la prossima generazione di simulatori di folla guarda alla potenza di calcolo come collo di bottiglia. Anche se ricerche speculative come quelle sul quantum computing nel settore industriale non sono ancora pronte per la prevenzione incendi, l'efficienza dei modelli agent-based resta un terreno aperto, e gli ingegneri della sicurezza guardano con interesse a qualsiasi coefficiente comportamentale verificato sperimentalmente.

Per ora il dato del 65% riguarda solo cinque studi controllati e nessuna norma italiana lo cita. La prossima revisione del Codice di prevenzione incendi sarà il primo banco di prova per capire se il bias antiorario uscirà dal laboratorio e finirà nei calcoli di progetto.

Pubblicato il: 23 giugno 2026 alle ore 09:35