* La collaborazione NASA-ESA per ExoMars * Cosa fornirà la NASA: motori di frenata e tecnologia a radioisotopi * Il lancio nel 2028 con Falcon Heavy di SpaceX * Rosalind Franklin: una missione dalla storia travagliata * Le ricadute sulla ricerca e il contesto internazionale
La collaborazione NASA-ESA per ExoMars {#la-collaborazione-nasa-esa-per-exomars}
La conferma era attesa da mesi, e ora è arrivata. La NASA ha ufficialmente annunciato il proprio supporto alla missione ExoMars dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), impegnandosi a fornire componenti ritenuti essenziali per il successo del rover Rosalind Franklin, destinato a esplorare la superficie di Marte. Una notizia che ridefinisce gli equilibri della cooperazione spaziale transatlantica in un momento in cui le politiche di bilancio delle agenzie spaziali sono sotto costante scrutinio.
Stando a quanto emerge, l'intesa prevede la fornitura da parte americana di hardware critico senza il quale la missione europea difficilmente potrebbe raggiungere i propri obiettivi scientifici. Non si tratta di un contributo marginale, ma di tecnologie che incidono direttamente sulla capacità del rover di atterrare sul pianeta rosso e di operare nelle condizioni estreme della superficie marziana.
Cosa fornirà la NASA: motori di frenata e tecnologia a radioisotopi {#cosa-fornirà-la-nasa-motori-di-frenata-e-tecnologia-a-radioisotopi}
Nel dettaglio, il contributo della NASA si articola su due fronti tecnologici fondamentali.
Il primo riguarda i motori di frenata (_retro-rockets_), necessari durante la fase di discesa e atterraggio, la cosiddetta Entry, Descent and Landing (EDL), notoriamente la fase più critica di qualsiasi missione marziana. Basti ricordare quante sonde e rover si sono schiantati al suolo nel corso dei decenni: arrivare interi sulla superficie di Marte resta, ancora oggi, un'impresa tutt'altro che scontata.
Il secondo elemento sono le unità di riscaldamento a radioisotopi (_Radioisotope Heater Units_, RHU). Questi dispositivi, che sfruttano il decadimento naturale di isotopi radioattivi per generare calore, sono indispensabili per mantenere l'elettronica e la strumentazione di bordo a temperature operative durante le gelide notti marziane, quando la colonnina può precipitare ben al di sotto dei -80°C. Si tratta di una tecnologia spaziale a radioisotopi che la NASA padroneggia da decenni e che ha già dimostrato la propria affidabilità in numerose missioni, dal programma Voyager fino ai rover Curiosity e Perseverance.
Senza queste componenti, il rover europeo si troverebbe esposto a rischi strutturali significativi sia in fase di atterraggio sia durante le operazioni scientifiche sulla superficie.
Il lancio nel 2028 con Falcon Heavy di SpaceX {#il-lancio-nel-2028-con-falcon-heavy-di-spacex}
Un altro tassello rilevante della missione riguarda il vettore di lancio. Il rover Rosalind Franklin verrà inviato verso Marte a bordo di un Falcon Heavy di SpaceX, il potente lanciatore riutilizzabile della compagnia di Elon Musk. La finestra di lancio è fissata per il 2028, in corrispondenza di un allineamento orbitale favorevole tra Terra e Marte che si presenta approssimativamente ogni 26 mesi.
La scelta del Falcon Heavy non è casuale. Dopo le vicissitudini geopolitiche che hanno costretto l'ESA a rivedere i piani originari della missione, il razzo di SpaceX rappresenta una soluzione consolidata e già collaudata per carichi pesanti destinati allo spazio profondo. Vale la pena ricordare che la NASA ha recentemente dimostrato la solidità delle proprie capacità di lancio anche con altre missioni ambiziose: il Successo per il Lancio delle Missioni Spherex e Punch della NASA ne è un esempio recente e significativo.
Rosalind Franklin: una missione dalla storia travagliata {#rosalind-franklin-una-missione-dalla-storia-travagliata}
Per chi segue le vicende dell'esplorazione spaziale, il nome ExoMars evoca una lunga serie di rinvii e riprogrammazioni. Concepita come una collaborazione ESA-Roscosmos, la missione è stata profondamente ridisegnata dopo la rottura dei rapporti con l'agenzia spaziale russa in seguito all'invasione dell'Ucraina nel 2022. La Russia avrebbe dovuto fornire sia il lanciatore Proton sia la piattaforma di atterraggio Kazachok. Da quel momento, l'ESA si è trovata nella necessità di ricostruire l'architettura della missione quasi da zero, cercando partner alternativi.
È in questo contesto che il ruolo della NASA diventa strategico. La collaborazione NASA-ESA non si limita alla fornitura di componenti, ma rappresenta un segnale politico chiaro: l'esplorazione di Marte resta una priorità condivisa dalle principali potenze spaziali occidentali. Il rover, intitolato alla cristallografa britannica Rosalind Franklin, il cui lavoro fu determinante per la scoperta della struttura del DNA, ha l'obiettivo ambizioso di cercare tracce di vita passata o presente nel sottosuolo marziano, grazie a un trapano capace di perforare fino a due metri di profondità, una capacità senza precedenti per un rover.
Le ricadute sulla ricerca e il contesto internazionale {#le-ricadute-sulla-ricerca-e-il-contesto-internazionale}
La missione ExoMars 2028 si inserisce in un panorama di esplorazione di Marte sempre più affollato. La Cina ha già il proprio rover Zhurong sulla superficie marziana (sebbene non più operativo), mentre la NASA continua le operazioni con Perseverance e il programma _Mars Sample Return_, anch'esso oggetto di ripetute revisioni di budget.
Per la comunità scientifica europea, e in particolare per i numerosi gruppi di ricerca italiani coinvolti attraverso l'ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e istituti come l'INAF, la conferma del supporto americano rappresenta un'iniezione di fiducia dopo anni di incertezza. L'Italia, va ricordato, ha un ruolo di primo piano nel programma ExoMars: il trapano del rover, elemento centrale della missione scientifica, è stato progettato e realizzato da Leonardo sotto la supervisione dell'ASI.
La questione resta aperta su diversi fronti, a partire dai costi complessivi e dalla capacità dell'ESA di rispettare la tabella di marcia fissata per il 2028. Ma il quadro che emerge oggi è quello di una missione che, dopo anni di traversie, sembra finalmente avere tutti gli elementi per arrivare su Marte. In un'epoca in cui la ricerca spaziale continua a regalare sorprese, come dimostrano le Nuove scoperte sulla rotazione di Urano: un giorno dura più a lungo di quanto si pensasse, il rover Rosalind Franklin potrebbe rivelarsi la chiave per rispondere a una delle domande più antiche dell'umanità: siamo soli nell'universo?