Nel Consiglio di SESAME riunito a Grenoble il 19 e 20 maggio 2026, la richiesta italiana di diventare membro associato del laboratorio in Giordania è stata approvata. Il Ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini aveva presentato la domanda a nome del Governo. Per i ricercatori italiani, però, non è un punto di partenza: l'Italia finanzia e gestisce strutture a SESAME da almeno sette anni.
Il sincrotrone solare in Giordania
SESAME - Synchrotron-light for Experimental Science and Applications in the Middle East - è un sincrotrone di terza generazione ad Allan, in Giordania, operativo sotto l'egida dell'UNESCO. Funziona come un potente microscopio basato su un acceleratore di elettroni: genera fasci di luce ad alta intensità per analizzare la materia a scala atomica. Le applicazioni coprono fisica, scienze della vita e ricerca su molecole organiche, scienza dei materiali e archeometria - la disciplina che studia i beni culturali con metodi fisico-chimici, campo in cui l'Italia ha un interesse diretto.
Un primato raramente citato: dal 26 febbraio 2019, SESAME è il primo grande complesso acceleratore del mondo alimentato al 100% da energia rinnovabile, grazie a un impianto fotovoltaico da 6,48 MW realizzato con 7 milioni di dollari messi a disposizione dall'Unione Europea tramite la Giordania. In una regione con forniture energetiche instabili, il laboratorio genera da sé l'elettricità che consuma.
I membri effettivi del laboratorio sono otto: Cipro, Egitto, Iran, Israele, Giordania, Pakistan, Palestina e Turchia. L'Italia entra con lo status di membro associato, che garantisce accesso alle linee di ricerca e diritto di partecipazione ai programmi del laboratorio.
I sette anni di investimenti italiani prima del voto
La data del 20 maggio 2026 certifica un percorso già costruito. Tre filoni legano l'Italia a SESAME prima di questa membership formale.
La foresteria: nel 2019 il MUR ha finanziato attraverso l'INFN la costruzione della foresteria "Sergio Fubini" ad Allan, struttura indispensabile per ospitare ricercatori da ogni parte del mondo. Senza una residenza funzionante, un laboratorio internazionale che attrae scienziati da decine di Paesi non regge operativamente.
La linea di luce infrarossa: l'INFN, tramite accordo con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), ha installato la stazione sperimentale della linea IR di SESAME. La gestisce Gihan Kamel, scienziata egiziana specializzatasi ai Laboratori Nazionali di Frascati dell'INFN e alla Sapienza di Roma. La linea è attiva per ricerche in biologia, fotonica e materiali avanzati e conservazione dei beni culturali.
I progetti europei: l'INFN partecipa a OPEN SESAME (Horizon 2020) e a SUNSTONE (scheda del progetto su CORDIS, Horizon Europe 2024-2027, grant 101177314), coordinato dall'ESRF di Grenoble per rafforzare SESAME e ampliarne la comunità scientifica verso l'Africa. SESAME è integrato anche in CHNet, la rete INFN per lo studio e la conservazione del patrimonio storico-artistico, come nodo di secondo livello.
Cosa cambia per la ricerca italiana
Con la membership associata, i gruppi italiani avranno accesso privilegiato al beam time di SESAME: le finestre di utilizzo delle linee di luce, la risorsa più contesa in qualsiasi sincrotrone. Le linee disponibili coprono fluorescenza a raggi X per analisi di materiali e beni culturali, tomografia per studi biologici e la linea infrarossa per applicazioni in farmacologia e chimica. Per studi su materiali avanzati, SESAME si affianca a strutture nazionali come ELETTRA Sincrotrone Trieste nell'ecosistema di infrastrutture accessibili ai ricercatori italiani.
Sul piano della diplomazia scientifica, SESAME è uno spazio neutro dove ricercatori di Iran, Israele e Palestina lavorano quotidianamente allo stesso progetto. Ambienti sfidanti generano spesso scoperte inattese: come La Palma è diventata un laboratorio vivo per la biodiversità dopo l'eruzione del Tajogaite, SESAME trasforma la complessità geopolitica in un hub di ricerca condivisa. Il presidente INFN Antonio Zoccoli lo definisce "uno dei più alti esempi di come la scienza possa costruire ponti tra le persone e i popoli".
Il 20 maggio 2026 non è il primo giorno dell'Italia a SESAME. È il giorno in cui sette anni di investimenti - la foresteria, la linea infrarossa, i progetti europei - hanno ottenuto il riconoscimento di una membership ufficiale. Per i ricercatori italiani, l'accesso al sincrotrone in Giordania passa da informale a garantito.