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Trecento sui pedali in corso Regina Margherita a Torino per Nicolò, il bambino di sette anni morto in bici mentre andava a scuola accompagnato dal padre

Circa 300 persone in corso Regina Margherita a Torino per Nicolò, 7 anni, investito in bici mentre andava a scuola. Posata ghost bike, richiesta chiusura.

Circa trecento persone hanno partecipato la mattina del 23 settembre 2026 alla manifestazione 'Basta morire di strada' in corso Regina Margherita, nel quartiere Vanchiglia di Torino, formando una 'ciclabile umana' lungo il controviale. Il presidio è nato dopo la morte di Nicolò, il bambino di sette anni investito il giorno prima da un'auto mentre stava andando a scuola in bicicletta con il padre. Il corso Regina Margherita è una delle principali arterie di attraversamento della città e i suoi controviali sono percorsi ogni mattina dagli studenti diretti alle scuole di Vanchiglia.

La ciclabile umana e la ghost bike

Il ritrovo è fissato alle 7.30. Mamme e papà con i figli, ragazzi e anziani si dispongono in fila lungo la corsia ciclabile, formando un cordone che impone alle auto in transito nel controviale di rallentare. Sui cartelli esposti dai manifestanti si legge: 'La sicurezza in strada non è un privilegio'.

Al civico 63, nel punto in cui il giorno prima Nicolò è stato travolto, viene posata una ghost bike, la bicicletta bianca che nel movimento internazionale per la sicurezza stradale ricorda i ciclisti uccisi. Dopo il presidio davanti alla ghost bike, i partecipanti si muovono in corteo verso Palazzo di Città per portare la richiesta all'amministrazione.

La richiesta: chiudere il tratto alle auto

Alla manifestazione partecipa Sara Diena, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra in Consiglio comunale. La consigliera sostiene la proposta avanzata dalla Consulta della mobilità ciclistica: chiudere alle auto il tratto di corso Regina Margherita dove è avvenuto l'incidente, riservarlo a pedoni e biciclette e garantire l'accesso solo ai residenti. La proposta prevede di sostituire il transito veicolare nel controviale con una zona riservata a pedoni e ciclisti, mantenendo l'ingresso soltanto per chi risiede lungo il tratto interessato.

A giustificare la richiesta, Diena porta la densità scolastica del quartiere: 'Vanchiglia in pochi isolati raccoglie più di sette plessi scolastici, un quartiere che da anni richiede politiche coraggiose e innovative proprio sulla mobilità'. La consigliera riconosce alcuni interventi già fatti dall'amministrazione, come pedonalizzazioni, sanzioni alla malasosta, corsie preferenziali e politiche portate dalle circoscrizioni, ma osserva che tutto questo non è bastato.

'La mobilità deve essere trattata come un tema di qualità della vita e come un tema di sopravvivenza', afferma la consigliera. E, con riferimento diretto alla morte di Nicolò, aggiunge che la vita di una persona non può valere meno di qualche parcheggio o del diritto a correre in automobile.

La proposta della Consulta della mobilità ciclistica è ora sul tavolo del Comune. Il nodo riguarda il bilanciamento fra l'accesso in auto dei residenti e la sicurezza dei bambini che ogni mattina raggiungono le sette scuole del quartiere in bicicletta o a piedi. Nelle prossime settimane la richiesta di chiusura del tratto verrà valutata dall'assessorato alla mobilità e dalle circoscrizioni.

Pubblicato il: 23 settembre 2026 alle ore 14:40