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Allarme bomba in 271 scuole italiane. Indagano i carabinieri

271 istituti ricevono mail con minacce esplosive in 6 regioni italiane. All'IC Cagliero di Roma 1.800 bambini evacuati, artificieri non trovano nulla.

Il 2 novembre 2026, intorno alle 10.13, 271 scuole italiane ricevono in parallelo una mail che annuncia la detonazione di un ordigno. È la seconda ondata di falsi allarmi bomba contro gli istituti italiani in meno di quindici giorni. Il mittente si firma «Corpo delle guardie della rivoluzione islamica» e indica un'ora di preavviso, minacciando anche la deflagrazione di un secondo esplosivo a bordo di un volo diretto su Roma.

Le mail colpiscono scuole in Lazio, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Toscana. In tutti i casi i controlli di artificieri e unità cinofile si chiudono senza il rinvenimento di esplosivi, confermando il carattere intimidatorio della campagna e la natura seriale di una minaccia già vista in Italia e all'estero nelle settimane precedenti.

Seconda ondata di mail minatorie in due settimane

La tornata del 2 novembre segue di circa quindici giorni quella del 19 ottobre, quando messaggi dello stesso tenore avevano raggiunto istituti italiani ed europei, con casi segnalati anche in Francia, Belgio e Germania. Il copione si ripete nella rivendicazione, nel timing e nella scelta prevalente di istituti comprensivi che accolgono bambini della scuola primaria e della secondaria di primo grado. Il testo dichiara di aver «lasciato un sacchetto con esplosivo e detonatore» da azionare dopo un'ora, formula che forza l'attivazione immediata del piano di evacuazione. La portata effettiva ha richiesto l'intervento simultaneo di decine di prefetture e questure, con convergenza di risorse di pronto intervento. Gli accertamenti sul mittente sono affidati alla Polizia postale, chiamata a ricostruire l'origine degli IP di invio e a valutare se la campagna sia parte di uno schema automatizzato attivo in più paesi.

A Roma 1.800 bambini evacuati dall'IC Cagliero

All'istituto comprensivo Giovanni Cagliero di Roma la preside Anna Fucile dà l'allarme pochi minuti dopo l'arrivo della mail. «Mi dispiace aver creato disagi, ma non potevo permettermi di non prendere sul serio quella mail, anche se avevo qualche dubbio», racconta la dirigente scolastica. L'intera popolazione dei plessi, circa 1.800 bambini più il personale docente e ATA, viene fatta uscire e spostata nell'agorà di villa Lais, scelta perché abbastanza ampia da contenerli tutti in sicurezza. La zona individuata ha permesso di tenere al riparo studenti e dipendenti per tutta la durata delle verifiche. Negli edifici arrivano polizia, carabinieri e polizia locale, che eseguono le bonifiche con artificieri e cinofili addestrati. L'esito è negativo in tutti i plessi segnalati. Un'evacuazione analoga scatta anche alla scuola elementare Gianni Rodari del Tuscolano, nello stesso quadrante romano, e in diversi istituti del Veneto, della Lombardia e della Liguria.

Fucile formalizzerà la denuncia nelle prossime ore e ha già allertato il Commissariato di PS Online - Polizia Postale, a cui spetta risalire al mittente della mail inviata in parallelo ai 271 istituti italiani colpiti dalla seconda ondata del mese.

Pubblicato il: 2 novembre 2026 alle ore 19:37