{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Tassi BCE fermi al 2,25%: la doppia spinta di petrolio e AI a debito

La BCE lascia i tassi al 2,25%. Ma con Brent a 99$ e boom AI (+27% consumi data center), l'inflazione al 2,8% non scenderà al target prima del 2027.

Il Consiglio direttivo della BCE ha lasciato invariati i tre tassi di riferimento nella riunione del 23 luglio: deposito al 2,25%, rifinanziamenti principali al 2,40% e prestiti marginali al 2,65%. Christine Lagarde ha però ammesso che le due forze che stanno spingendo l'inflazione europea sfuggono al perimetro della politica monetaria: il prezzo del petrolio, tornato vicino a 99 dollari al barile per il conflitto USA-Iran, e la corsa agli investimenti in intelligenza artificiale. Nessuna delle due variabili si governa con i tassi di interesse.

Tre tassi fermi, un'inflazione ancora sopra il target

Il comunicato ufficiale della BCE del 23 luglio 2026 parla di un'incertezza "elevata" e di uno shock energetico il cui pieno impatto inflazionistico deve ancora manifestarsi. La decisione arriva dopo il rialzo di un quarto di punto deciso a giugno, il primo aumento in quasi tre anni.

L'inflazione dell'area euro a giugno si è fermata al 2,8%, in calo dal 3,2% di maggio, ma resta ben sopra il target del 2%. L'energia continua a essere la componente più veloce e pesa da sola 0,77 punti percentuali sul dato complessivo, secondo i dati Eurostat pubblicati il 17 luglio. I servizi contribuiscono per 1,51 punti, con una crescita annua ancora al 3,2%. Le proiezioni ufficiali indicano il ritorno al 2% solo entro fine 2027 e solo se la politica monetaria resta restrittiva.

Petrolio a 99 dollari e AI finanziata a debito

Il Brent ha sfiorato i 99 dollari il 23 luglio, dopo dodici giorni consecutivi di raid statunitensi contro obiettivi iraniani e l'attacco delle Guardie Rivoluzionarie iraniane a due petroliere nello Stretto di Hormuz. Bastano poche giornate di tensione perché il costo dell'energia si ripercuota sui prezzi finali europei, e la BCE non ha strumenti diretti per calmierare il greggio.

Sull'altro fronte c'è la corsa all'AI. La domanda globale di elettricità dei data center passerà da 104 GW nel 2025 a 132 GW nel 2026 (+27%), con un consumo che supererà i 1.050 TWh a fine anno, cifra superiore all'intero fabbisogno elettrico italiano. In Irlanda i data center assorbono già oltre un quinto dell'elettricità nazionale. In Italia, Terna ha ricevuto in dodici mesi richieste di connessione per 69 gigawatt di nuovi data center, un valore che eccede il picco assoluto del sistema elettrico nazionale. Il boom AI è in gran parte finanziato a debito, alimenta la domanda di elettricità e crea nuovi divari infrastrutturali, mentre il digital divide generazionale in Italia resta ancorato al 27,4% fra gli over 65.

Cosa cambia per famiglie e imprese

A tassi fermi corrisponde un costo del credito che non scende. Il differenziale con la Fed di Kevin Warsh, che ha tenuto i tassi statunitensi nel corridoio 3,50-3,75% da inizio anno, resta di circa 125 punti base e continua a pesare sul cambio euro-dollaro e sulle importazioni di greggio, denominate in valuta americana. Il presidente Fed ha ripetuto al forum di Sintra che "i prezzi sono ancora troppo alti" e i mercati stimano una probabilità di uno su tre di un rialzo americano già alla riunione di fine luglio.

Per chi ha un mutuo a tasso variabile agganciato all'Euribor, non ci sono sconti in vista prima dell'autunno: il rialzo BCE di giugno è già passato interamente sulle rate. Le aziende europee che scommettono su AI e infrastrutture digitali, dai cloud provider ai campus internazionali come quello di IIT Bombay che aprirà a New York, si trovano di fronte a un costo del capitale strutturalmente più alto di quello americano. Il quadro geopolitico, dalle tensioni nel Golfo alle disuguaglianze estreme che affiorano nei contesti globali più fragili, rende ancora più difficile prevedere il percorso dei prezzi nei prossimi trimestri.

Il 10 settembre la BCE tornerà a decidere. Se il Brent resterà sopra i 90 dollari e l'inflazione di luglio confermerà l'ostinazione della componente energia, un nuovo rialzo di 25 punti base è sul tavolo.

Pubblicato il: 24 luglio 2026 alle ore 09:47